Jean-Claude Guimberteau — Promenade sous la peau
Il filmato descrive la scoperta di una concezione dinamica e continua dei tessuti connettivi, nata dall’osservazione chirurgica e microscopica dei tendini e delle strutture vascolari. Gli autori mettono in discussione il modello anatomico tradizionale basato su strutture separate e stratificate e propongono invece l’esistenza di un continuum tissutale tridimensionale, caratterizzato da fibre di collagene, microstrutture poliedriche, fluidi e spazi mobili.
L’osservazione in vivo mostra che tendini, guaine, vasi, muscoli, nervi, periostio, cute e tessuti sottocutanei non funzionano come elementi rigidamente separati, ma come parti di una rete continua capace di scorrere, deformarsi, assorbire le sollecitazioni e recuperare la propria configurazione.
Il filmato collega questa organizzazione alla tensegrità, alla geometria frattale, alla meccanica non lineare e alla distribuzione delle tensioni nell’organismo, pur riconoscendo che la tensegrità da sola non è sufficiente a spiegare tutta la complessità osservata.
Sintesi del testo
1. Dalla chirurgia a una nuova visione dell’anatomia
La ricerca nasce durante studi chirurgici sui tendini vascolarizzati.
L’osservazione dei tendini e della loro vascolarizzazione porta gli autori a mettere in discussione alcune concezioni anatomiche tradizionali:
- i tendini non appaiono completamente avascolari;
- esiste una continuità tra tendini e guaine;
- questa continuità rimane presente anche durante il movimento e lo scorrimento;
- il comportamento dei vasi durante flessione ed estensione non può essere spiegato semplicemente attraverso un modello meccanico fatto di strati che scorrono uno sull’altro.
Nasce quindi la necessità di considerare il tessuto come un sistema globale e dinamico.
2. Osservazione microscopica in vivo
Gli autori utilizzano una video-microscopia con ingrandimento fino a 25× per osservare il comportamento dei vasi durante il movimento.
Le immagini mostrano che i vasi non si comportano semplicemente come tubi inseriti in strati rigidi.
Durante flessione ed estensione:
- alcuni vasi si avvicinano;
- altri si allontanano;
- cambiano posizione relativa;
- le strutture si deformano e si adattano continuamente.
Questo porta gli autori ad abbandonare una spiegazione puramente lineare del movimento.
3. Dal modello “a strati” al concetto di continuum
Il modello tradizionale considera spesso i tessuti come strati concentrici o separati, capaci di scorrere l’uno sull’altro.
Le osservazioni in vivo non sembrano confermare completamente questo modello.
Gli autori propongono invece il concetto di:
tissue continuum — continuum tissutale
Il corpo viene quindi considerato come una materia continua nella quale le diverse strutture sono fortemente interconnesse.
4. Una struttura apparentemente caotica
Le osservazioni microscopiche ed elettron-microscopiche mostrano una rete composta da numerosissime piccole strutture, descritte come micro-vacuoli, circondate da fibre di collagene.
La distribuzione appare:
- irregolare;
- non lineare;
- pseudo-poligonale;
- tridimensionale;
- simile a una struttura frattale.
Gli autori sottolineano quindi che non esiste una semplice geometria ordinata, ma una complessa organizzazione tridimensionale.
5. Il sistema di assorbimento degli shock
Gli autori denominano questo sistema:
“multimicrovacuolar collagenic absorbing system”
cioè un sistema collagenico multimicrovacuolare con funzione di assorbimento delle sollecitazioni.
L’idea centrale è che questa organizzazione permetta al tendine di muoversi senza trasferire necessariamente tutto il movimento alle strutture circostanti.
Il sistema viene quindi interpretato come:
- elastico;
- deformabile;
- capace di assorbire le sollecitazioni;
- capace di distribuire il movimento;
- capace di consentire lo scorrimento relativo delle strutture.
6. Il sistema non riguarda soltanto i tendini
Un passaggio importante del filmato è l’estensione del modello a tutto il corpo.
Secondo gli autori, strutture analoghe vengono osservate:
- nei tendini;
- nella parete addominale;
- intorno ai muscoli;
- nella regione toracica;
- nell’orbita;
- nei nervi;
- nel periostio;
- nei tessuti sottocutanei.
Il concetto diventa quindi quello di una rete tissutale comune all’intero organismo, con variazioni locali nella disposizione e nelle dimensioni delle fibre.
7. La cute non è una superficie statica
La ricerca viene poi estesa alla cute.
La pelle viene descritta come una struttura estremamente dinamica e sensoriale.
Durante i movimenti quotidiani, la superficie cutanea:
- si deforma;
- viene sottoposta a trazione;
- cambia configurazione;
- si adatta al movimento;
- ritorna successivamente verso la configurazione precedente.
Gli autori collegano questo comportamento alla normale elasticità cutanea, ma cercano di comprendere quali strutture sottostanti rendano possibile questo movimento.
8. “Strolling Under the Skin”
Con l’utilizzo dell’endoscopia, gli autori osservano direttamente i tessuti sotto la pelle.
La dissezione tradizionale mostra una grande quantità di connessioni tra:
- cute;
- derma;
- ipoderma;
- vasi;
- aponeurosi;
- muscoli.
Non sempre sono visibili separazioni nette.
Sotto il derma e l’ipoderma viene osservato un tessuto molto mobile che circonda e penetra le strutture sottostanti.
9. Fibre e superfici diverse
Gli autori distinguono diverse configurazioni del tessuto connettivo.
Alcune strutture sono:
- ampie e sottili;
- membranose;
- traslucide.
Altre sono:
- lunghe;
- cilindriche;
- fibrose;
- organizzate in fasci.
Le immagini mostrano una grande varietà morfologica, paragonata a strutture naturali come:
- piume;
- steli;
- fasci vegetali;
- corde;
- imbracature;
- membrane.
Nonostante la grande varietà, viene sottolineata la presenza di un continuum organizzativo.
10. Il corpo come sistema complesso
Il filmato propone quindi una visione del corpo come sistema complesso, nel quale interagiscono continuamente:
- fibre;
- liquidi;
- cellule;
- muscoli;
- tessuti connettivi;
- sangue;
- nervi.
Non si tratta di un sistema puramente meccanico lineare.
Le relazioni tra le componenti sono numerose e non lineari.
11. Struttura e omeostasi
Il sistema deve contemporaneamente:
- permettere il movimento;
- mantenere la stabilità;
- assorbire le sollecitazioni;
- adattarsi alle deformazioni;
- conservare l’organizzazione strutturale.
Gli autori distinguono quindi due aspetti dell’equilibrio:
equilibrio dei flussi
e
equilibrio strutturale/meccanico.
Il corpo deve mantenere entrambi.
12. Elasticità e distribuzione dello stress
Il comportamento del tessuto viene paragonato a quello di un materiale elastico.
Le fibre di collagene non lavorano necessariamente isolatamente: la sollecitazione applicata a una fibra può essere trasmessa alle fibre vicine.
Viene quindi introdotto il concetto di pre-stress.
Una struttura può essere già sottoposta a una certa tensione prima dell’applicazione di una nuova forza.
Quando una parte viene sollecitata, la variazione può quindi essere distribuita attraverso la rete.
13. Tensegrità
A questo punto entra nel discorso la tensegrità.
Il modello viene collegato ai lavori di:
- Buckminster Fuller;
- Kenneth Snelson.
In una struttura tensegritale:
- elementi sottoposti a compressione;
- elementi sottoposti a tensione;
mantengono la stabilità attraverso un equilibrio globale delle forze.
Una variazione di tensione in un elemento può influenzare gli altri elementi della rete.
14. Applicazione del concetto alla biologia
Gli autori ipotizzano che alcuni principi simili possano essere presenti anche nelle strutture biologiche.
Vengono richiamati:
- collagene;
- organizzazione molecolare;
- citoscheletro;
- strutture intracellulari;
- forme poligonali;
- organizzazione tridimensionale.
Viene citato anche Donald Ingber per il lavoro sul citoscheletro e sulla meccanica cellulare.
15. D’Arcy Thompson
Il filmato introduce anche il biologo D’Arcy Thompson, che sosteneva l’importanza delle forze fisiche e meccaniche nella formazione delle strutture biologiche.
L’idea è che la forma biologica non debba essere spiegata esclusivamente attraverso l’evoluzione adattativa, ma anche attraverso:
- forze fisiche;
- meccanica;
- crescita;
- vincoli strutturali.
16. Il modello non è soltanto “corde e cavi”
Un punto importante è che gli autori non considerano la tensegrità una spiegazione completa.
Il comportamento dei tessuti è più complesso.
Vengono osservati:
- cambiamenti nella disposizione delle fibre;
- scorrimento;
- deformazione;
- riorganizzazione;
- fenomeni di shear;
- separazione e ricomposizione di alcune strutture;
- movimento dei fluidi.
Quindi il modello deve comprendere sia la componente meccanica sia quella fluidica e microstrutturale.
17. Il ruolo dei fluidi e dei glicosaminoglicani
Un’altra parte importante riguarda la presenza di fluidi all’interno della rete.
Gli autori osservano:
- goccioline;
- migrazione di liquido;
- variazioni di pressione;
- bolle;
- fenomeni di scorrimento.
Viene attribuita particolare importanza ai glicosaminoglicani, presenti in concentrazioni diverse nelle varie regioni del corpo.
Questo suggerisce che la meccanica del tessuto non dipenda soltanto dalle fibre di collagene, ma anche dalla componente fluida e dalla matrice extracellulare.
18. Adattamento e invecchiamento
Il sistema può modificarsi in funzione delle condizioni.
Gli autori citano, tra gli esempi:
- sovraccarico;
- obesità;
- dilatazione delle strutture;
- tenosinovite;
- deterioramento delle fibre;
- dimagrimento;
- invecchiamento cutaneo.
Con il tempo la matrice collagenica può perdere parte della propria organizzazione e capacità meccanica.
19. Conclusione del filmato
La conclusione è prudente ma ambiziosa.
Gli autori sostengono che la comprensione delle caratteristiche:
- meccaniche;
- biomolecolari;
- strutturali;
- fluidiche
di questo tessuto potrebbe contribuire in futuro a comprendere meglio i processi di guarigione e ricostruzione dei tessuti viventi.
In una frase: cosa sostiene realmente questo video?
Il corpo non viene presentato come un insieme di strutture anatomiche isolate che semplicemente scorrono l’una sull’altra, ma come un continuum tridimensionale di tessuti connettivi, fibre, fluidi e cellule, capace di deformarsi, distribuire le sollecitazioni e permettere il movimento mantenendo contemporaneamente stabilità strutturale.
1 — Gil Hedley — Integral Anatomy V2: Deep Fascia and Muscle
Lingua: inglese
Durata: lunga lezione
Tipo: dissezione/anatomia reale
Livello: ⭐⭐⭐⭐⭐
Questo è esattamente il genere che stai cercando: non semplicemente “parlare della fascia”, ma vedere i rapporti anatomici tra fascia, muscolo e tessuti.
Gil Hedley — Integral Anatomy V2: Deep Fascia and Muscle
È uno dei video che ti consiglio di guardare per primo.
2 — Jean-Claude Guimberteau — Strolling Under the Skin
Lingua: inglese/francese
Tipo: anatomia del vivente / endoscopia
Livello: ⭐⭐⭐⭐⭐
Questo è fondamentale.
Guimberteau mostra attraverso immagini endoscopiche come si comportano realmente i tessuti connettivi durante il movimento, invece di considerarli semplicemente come strati anatomici statici.
Jean-Claude Guimberteau — Strolling Under the Skin
La sua ricerca è particolarmente interessante perché nasce dall’osservazione chirurgica dei tessuti in vivo.
2. Fascia Research Society
La Fascia Research Society raccoglie materiale di ricercatori internazionali e ha una sezione specifica di public video lectures.
3 — Robert Schleip
Alice in Wonderland: Getting Curiouser & Curiouser
Lingua: inglese
Tipo: ricerca sulla fascia
Livello: ⭐⭐⭐⭐⭐
Robert Schleip — Alice in Wonderland: Getting Curiouser & Curiouser
Schleip è uno degli autori fondamentali da seguire se vuoi capire proprietà meccaniche e sensoriali della fascia, non soltanto le applicazioni osteopatiche. La FRS lo include tra i suoi relatori scientifici.
4 — Thomas Findley
Link Between Manual Therapy, Movement, Fascia and Cancer
Lingua: inglese
Tipo: ricerca / terapia manuale / fascia
Livello: ⭐⭐⭐⭐⭐
Thomas Findley — Manual Therapy, Movement and Fascia
È una conferenza della Fascia Research Congress.
5 — Helene Langevin
The “New Organ” in the News: Is It Real and What Does It Mean?
Lingua: inglese
Tipo: anatomia + ricerca
Livello: ⭐⭐⭐⭐⭐
Helene Langevin — The New Organ in the News
Molto importante per distinguere ciò che sappiamo realmente sulla fascia dalle semplificazioni divulgative. È anch’essa presente nell’archivio pubblico della Fascia Research Society.
6 — Carla Stecco
Fascial Anatomy Overview
Lingua: inglese
Tipo: anatomia / istologia
Livello: ⭐⭐⭐⭐⭐
Carla Stecco — Fascial Anatomy Overview
Questo per te è particolarmente importante.
Carla Stecco è una delle principali anatomiste contemporanee della fascia e ha studiato la fascia anche dal punto di vista istologico e anatomico. La FRS conserva una sua conferenza specificamente intitolata Fascial Anatomy Overview.
3. Robert Schleip — osteopatia / scoliosi / fascia
7 — Working with Scoliosis from a Fascia-Oriented Perspective
Robert Schleip
Durata: circa 2 ore
Lingua: inglese
Tipo: fascia + scoliosi + terapia manuale
Livello: ⭐⭐⭐⭐⭐
È particolarmente interessante perché non è solamente una conferenza teorica: la parte finale comprende tecniche manuali miofasciali.
Robert Schleip — Working with Scoliosis from a Fascia-Oriented Perspective
4. John Sharkey
8 — The Architecture of Becoming — Fascia as Process
Lingua: inglese
Tipo: fascia / anatomia / tensegrità / movimento
Livello: ⭐⭐⭐⭐
John Sharkey — The Architecture of Becoming: Fascia as Process
È un contenuto più concettuale rispetto a Stecco o Hedley, quindi io lo metterei dopo l’anatomia vera. Il seminario affronta fascia, continuità anatomiche, tensegrità e movimento.
5. Guimberteau — anatomia in movimento
Ti consiglio di cercare anche tutte le versioni di:
9 — Promenade sous la peau / Strolling Under the Skin
Jean-Claude Guimberteau — Promenade sous la peau
Questo materiale è molto diverso dall’Anatomy Trains: mostra l’organizzazione tridimensionale e dinamica dei tessuti attraverso l’endoscopia.
E c’è una cosa ancora più interessante
La Fascia Research Society sta continuando a produrre materiale di livello elevato. Nel 2026, per esempio, ha programmato/tenuto webinar di Robert Schleip, Werner Klinger, Antonio Stecco e altri ricercatori; uno degli incontri di Schleip è addirittura di 3 ore e riguarda Fibrosis, Force and Flow: The Multiscale Dynamics of Fascial Stiffness.