- una guida di riferimento per la valutazione dello Shiatsu
Quando una persona indica una zona dolorosa, il punto in cui viene percepito il dolore non coincide necessariamente con la struttura che lo sta generando.
Il dolore può infatti manifestarsi lungo una determinata area del corpo, mentre la sua origine o una parte importante della tensione può trovarsi in un’altra regione. Per questo motivo, nell’ambito delle tecniche manuali, è importante non limitarsi a trattare esclusivamente il punto indicato dal ricevente, ma osservare la distribuzione del dolore e ricercare eventuali correlazioni con le strutture muscolari coinvolte.
Le tavole riportate in questo articolo rappresentano una guida rapida ai principali pattern di dolore muscolare, organizzata per regioni anatomiche. Le aree colorate indicano le zone nelle quali il dolore può essere percepito in relazione ai diversi muscoli.
Queste mappe possono quindi essere utilizzate come strumento di orientamento durante la valutazione, da integrare con l’osservazione, la palpazione e il movimento.
Dolore dell’arto superiore
La prima serie di immagini riguarda il gomito, l’avambraccio, il polso e la mano.
La suddivisione permette di distinguere diverse localizzazioni del dolore:
- parte anteriore del gomito;
- parte esterna del gomito;
- parte interna del gomito;
- punta del gomito;
- avambraccio radiale;
- avambraccio ulnare;
- parte palmare dell’avambraccio;
- parte dorsale dell’avambraccio;
- polso e mano, sia sul versante palmare sia su quello dorsale;
- pollice e dita.
Particolarmente interessante è il fatto che uno stesso distretto doloroso possa essere associato a più muscoli differenti.
Per esempio, il dolore nella parte esterna del gomito viene messo in relazione con strutture come il supinatore, il brachioradiale, l’estensore radiale lungo del carpo, il tricipite brachiale, il sovraspinato, gli estensori delle dita e l’anconeo.
Questo mostra quanto sia importante, durante la valutazione, non fermarsi alla prima corrispondenza, ma considerare l’insieme delle strutture che possono contribuire alla manifestazione dolorosa.
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Avambraccio, polso e mano
La seconda tavola approfondisce la regione dell’avambraccio e della mano attraverso rappresentazioni dei principali muscoli:
- estensore ulnare del carpo;
- estensore radiale breve e lungo del carpo;
- brachioradiale;
- estensori delle dita e dell’indice;
- supinatore;
- palmare lungo;
- flessore radiale e ulnare del carpo;
- flessore lungo del pollice;
- pronatore quadrato;
- pronatore rotondo;
- flessori superficiali e profondi delle dita;
- adduttore e opponente del pollice;
- interossei della mano.
Le aree evidenziate permettono di osservare come il dolore possa essere distribuito lungo il decorso dell’arto oppure concentrarsi in zone apparentemente più distanti dal ventre muscolare.
Dolore del tronco e della pelvi
La seconda grande sezione riguarda il tronco e la pelvi.
Le tavole prendono in considerazione:
- dolore al petto;
- dolore all’addome;
- dolore al fianco;
- dolore nella parte media della schiena;
- dolore lombare;
- dolore al sacro e al gluteo.
Tra le strutture rappresentate troviamo:
- grande e piccolo pettorale;
- scaleni;
- sternocleidomastoideo;
- intercostali;
- diaframma;
- dentato anteriore;
- dentato posteriore superiore e inferiore;
- muscoli erettori della colonna;
- multifido;
- quadrato dei lombi;
- grande dorsale;
- obliqui dell’addome;
- retto dell’addome;
- ileopsoas;
- muscoli del pavimento pelvico;
- piriforme;
- otturatore interno.
Questa parte è particolarmente interessante perché evidenzia la continuità tra tronco, colonna, bacino e arto inferiore.
Un dolore lombare, per esempio, viene messo in relazione non soltanto con la muscolatura direttamente presente nella regione lombare, ma anche con strutture come il gluteo medio, l’ileopsoas e il quadrato dei lombi.
Sacro, gluteo e bacino
La regione sacro-glutea merita una particolare attenzione nell’ambito delle tecniche manuali.
Le immagini riportano differenti pattern associati a:
- lungo del torace;
- ileocostale lombare;
- multifido;
- quadrato dei lombi;
- piriforme;
- gluteo medio;
- gluteo maggiore;
- gluteo minore;
- elevatore dell’ano;
- otturatore interno;
- coccige;
- soleo.
La tavola mostra quindi una rete di possibili relazioni tra colonna lombare, sacro, bacino e regione glutea.
Questo tipo di lettura può essere particolarmente utile nell’Aze Shiatsu, dove l’osservazione non si limita alla zona indicata come dolorosa, ma cerca di comprendere anche le tensioni e gli adattamenti presenti nel resto del corpo.
Dolore dell’anca, della coscia e del ginocchio
La sezione successiva è dedicata a anca, coscia e ginocchio.
Vengono distinti:
- dolore pelvico;
- dolore dell’anca e dell’inguine;
- dolore del sacro e del gluteo;
- dolore nella parte anteriore della coscia;
- dolore nella parte esterna della coscia e dell’anca;
- dolore nella parte interna della coscia;
- dolore nella parte posteriore della coscia;
- dolore nella parte anteriore del ginocchio;
- dolore nella parte esterna del ginocchio;
- dolore nella parte interna del ginocchio;
- dolore nella parte posteriore del ginocchio.
Tra i muscoli rappresentati troviamo:
gluteo maggiore, gluteo medio, gluteo minore, tensore della fascia lata, vasto interno, vasto intermedio, vasto esterno, retto femorale, sartorio, popliteo, piriforme, pettineo, gracile, adduttori, ischiocrurali e gastrocnemio.
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Anche in questa regione le tavole evidenziano un principio importante: la zona nella quale viene percepito il dolore può essere il risultato di un coinvolgimento di più strutture.
Per questo, nella valutazione manuale, è utile confrontare la localizzazione riferita dal ricevente con la palpazione e con il comportamento della zona durante il movimento.
Gamba, caviglia e piede
L’ultima sezione riguarda la gamba, la caviglia e il piede.
Sono rappresentati i pattern relativi a:
- parte anteriore della gamba;
- parte posteriore della gamba;
- parte esterna della gamba;
- caviglia;
- dorso del piede;
- pianta del piede;
- alluce;
- dita del piede;
- arco plantare.
Tra i muscoli e le strutture rappresentate troviamo:
- tibiale anteriore;
- peronei;
- gastrocnemio;
- soleo;
- plantare;
- tibiale posteriore;
- estensore lungo delle dita;
- estensore lungo dell’alluce;
- flessore lungo dell’alluce;
- flessore lungo delle dita;
- quadrato della pianta;
- abduttore dell’alluce;
- abduttore del quinto dito;
- interossei;
- muscoli del piede.
La tavola permette di osservare come una sintomatologia localizzata alla caviglia o al piede possa essere associata anche a strutture muscolari situate più prossimalmente nella gamba.
Dalla zona dolorosa alla ricerca del punto
Queste mappe possono essere particolarmente interessanti se utilizzate all’interno di un approccio come quello dell’Aze Shiatsu.
Il ricevente indica normalmente una zona:
«Mi fa male qui.»
La prima informazione è quindi la zona del dolore.
La valutazione manuale può successivamente cercare:
- la zona nella quale il dolore viene percepito;
- la linea lungo la quale la tensione o il dolore si distribuiscono;
- le strutture coinvolte;
- i punti maggiormente sensibili;
- eventuali altre zone del corpo che presentano tensioni associate;
- la relazione tra dolore e movimento.
In questo senso, la mappa non dovrebbe essere considerata una diagnosi, ma piuttosto una mappa di orientamento che aiuta l’operatore a formulare delle ipotesi da verificare attraverso la palpazione e il movimento.
È proprio qui che il principio:
«Trattare la zona, la linea, il punto»
acquista un significato particolarmente interessante.
Il punto doloroso non viene quindi necessariamente considerato isolatamente, ma inserito all’interno di una struttura più ampia.
Dolore e compensazione
Un altro aspetto importante è la possibilità che una zona dolorosa rappresenti una risposta di adattamento.
Il corpo, infatti, modifica continuamente il proprio modo di muoversi per proteggere una zona percepita come problematica.
Una limitazione del movimento può quindi produrre una maggiore attività di altri gruppi muscolari, creando nel tempo nuove tensioni.
Per questo motivo, nell’Aze Shiatsu, la valutazione del dolore può essere integrata con quella degli otto movimenti della colonna e con l’osservazione globale della postura.
La domanda non è soltanto:
«Dove fa male?»
ma anche:
«Come si è organizzato il corpo intorno a questo dolore?»
Come utilizzare queste tavole nello Shiatsu
Le immagini possono quindi essere utilizzate come strumento didattico e di consultazione rapida.
Un possibile percorso di valutazione può essere:
1. Ascoltare
Il ricevente descrive la zona, il tipo di dolore e quando compare.
2. Osservare
Si valuta la postura e l’eventuale presenza di asimmetrie.
3. Muovere
Si osserva come cambia il dolore durante i movimenti.
4. Palpare
Si verificano le zone sensibili e le tensioni dei tessuti.
5. Confrontare
Si confrontano le informazioni ottenute con i pattern riportati nelle mappe.
6. Trattare
Si interviene progressivamente sulla zona, sulla linea e infine sui punti maggiormente significativi.
7. Rivalutare
Dopo il trattamento si verifica nuovamente il movimento e la risposta della zona.
Conclusione
Le tavole dei pattern del dolore rappresentano quindi un utile strumento per comprendere che il dolore non deve essere necessariamente interpretato come un fenomeno esclusivamente locale.
Per l’operatore Shiatsu, la loro utilità sta soprattutto nel suggerire una modalità di osservazione più ampia: partire dalla zona indicata dal ricevente, ricercare le strutture associate, verificare il comportamento durante il movimento e successivamente individuare i punti più sensibili.
Questa modalità di lavoro si integra bene con la filosofia dell’Aze Shiatsu, nella quale la ricerca del punto non rappresenta necessariamente il punto di partenza, ma il risultato di un percorso che passa attraverso l’osservazione globale, il movimento, la palpazione e la relazione tra le diverse parti del corpo.
Zona → Linea → Punto → Rivalutazione
È proprio questo passaggio dal sintomo isolato alla comprensione dell’intero schema corporeo che rende queste mappe particolarmente interessanti come supporto allo studio delle tecniche manuali.
https://www.triggerpointitalia.it/mappa-trigger-points
https://www.triggerpointitalia.it/elenco-muscoli
http://www.triggerpoints.net/es