Trattamento globale Aze Shiatsu

19 Ago , 2026 - Shiatsu,Medicina Orientale

Trattamento globale Aze Shiatsu

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Il motto del Japan Shiatsu College (日本指圧専門学校), fondato da Tokujiro Namikoshi, è:

«Il cuore dello Shiatsu è come l’affetto di una madre; premendo con le dita, sgorgano le sorgenti della vita.»

In giapponese:

「指圧の心は母心、押せば命の泉わく」
Shiatsu no kokoro wa hahagokoro, oseba inochi no izumi waku

Significato e filosofia fondamentali

  • «Il cuore dello Shiatsu è come l’affetto di una madre» — 指圧の心は母心
    Questo esprime il concetto secondo cui lo Shiatsu non è una semplice applicazione meccanica della forza fisica. Deve essere praticato con profonda empatia, gentilezza e spirito di cura, richiamando l’affetto incondizionato e il calore con cui una madre si prende cura del proprio figlio.
  • «Premendo con le dita, sgorgano le sorgenti della vita» — 押せば命の泉わく
    Questa espressione si riferisce ai benefici fisiologici e globali della pratica. Una pressione corretta delle dita stimola le naturali capacità di autoguarigione del corpo, favorisce la circolazione e contribuisce a rivitalizzare la vitalità dell’organismo.


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La mappa di Shikaku Honma mette in evidenza come si possano regolare i meridiani attraverso i punti legati ai Cinque Movimenti — 五行 (Gogyō).

Questa teoria ci aiuta a mettere in evidenza alcune parti del corpo che, essendo particolarmente ricche di punti importanti, possono apportare grande beneficio al nostro trattamento.


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Pur provenendo da altre tecniche manuali, come l’Anmo-Tuina, la mia passione per la ricerca in questo campo conserva ancora oggi la curiosità dei primi tempi, quando ho iniziato il mio percorso.

È stato proprio grazie a questa continua curiosità e a questo spirito di ricerca che, ormai diversi anni fa, ho deciso di partecipare a un corso intensivo di Aze Shiatsu.

Fu innanzitutto il nome stesso dello stile della scuola del Maestro Shigeru Onoda a risvegliare in me, sin dall’inizio, una particolare passione per la comprensione dei punti dolorosi nelle discipline manuali. Nei sistemi cinesi questi vengono chiamati Ashi, ma anche lo studio dei Trigger Point mi ha sempre affascinato.

lo stile del maestro Onoda porta infatti questo nome: Aze Shiatsu.

Inoltre il Maestro Shigeru Onoda ha inserito all’interno della sua metodica di Shiatsu una forte integrazione con i principi del Sotai. ( il Maestro Shigeru Onoda ha studiato con il M° Miura, allievo del fondatore del Sotai-ho, Keizo Hashimoto Sensei)

Altra tecnica giapponese che apprezzo ed ammiro da molto tempo.

La scuola del maestro ha fortemente radicati i principi della filosofia giapponese che stanno alla base dello shiatsu e che il maestro ha potuto apprendere dal fondatore del Japan Shiatsu College di Tokyo in persona, Tokujiro Namikoshi.

Come dicevo, il metodo del Maestro Shigeru Onoda rispetta e integra numerosi principi della tradizione orientale.

Un primo principio fondamentale è quello secondo cui diagnosi e trattamento non sono due momenti separati, ma si sviluppano contemporaneamente: l’osservazione e la palpazione guidano continuamente l’intervento, mentre la risposta del corpo al trattamento contribuisce a confermare o modificare la valutazione iniziale.

Un altro principio riguarda la diversa importanza funzionale attribuita ai vari organi nella fisiologia del corpo. Da questa concezione deriva il principio tradizionale secondo cui Fegato e Rene rivestono un’importanza fondamentale, espresso nel detto 肝腎要 — Kanjin kaname.

Il metodo considera inoltre il rapporto tra Kyo e Jitsu (虚実), cioè tra vuoto e pieno, riconoscendo che alcune aree del corpo possono presentare una condizione di vuoto mentre altre manifestano una condizione di pieno. L’obiettivo del trattamento non è quindi semplicemente intervenire dove è presente un sintomo, ma comprendere la relazione tra le diverse parti del corpo.

Un’ulteriore caratteristica è l’attenzione alle corrispondenze tra differenti regioni corporee, come collo, polsi, caviglie e bacino. Queste zone possono essere considerate in relazione reciproca e diventano importanti sia nella valutazione sia nella scelta della strategia di trattamento.

A questo si aggiunge la concezione delle catene muscolari e dei meridiani tendino-muscolari, che vengono considerati secondo un’organizzazione dinamica e spiraleggiante. I loro percorsi possono creare degli incroci, spesso rappresentati graficamente con una forma a X o a croce. Questa organizzazione non è soltanto una rappresentazione anatomica o teorica, ma diventa un elemento da considerare nella scelta dell’ordine con cui intervenire sul corpo.

Un altro aspetto che trovo particolarmente interessante nel metodo del Maestro Onoda è la distinzione tra il modo di agire dell’agopuntura e della Moxa e quello delle tecniche manuali.

L’operatore manuale, infatti, non può semplicemente riprodurre con le mani ciò che l’agopuntore realizza attraverso l’inserimento dell’ago o l’applicazione della Moxa. Lo stimolo manuale ha caratteristiche proprie e richiede una strategia differente.

Per questo motivo, una delle frasi chiave che il Maestro insegna durante i suoi corsi è:

«Trattare la zona, trattare la linea e quindi trattare il punto.»

Questa frase sintetizza molto bene la logica del suo approccio. Il trattamento non parte necessariamente dal punto isolato, ma procede dalla zona, segue la linea o il percorso, per arrivare infine al punto.

L’approccio parte quindi da una valutazione tipica delle discipline orientali: osservazione del corpo, palpazione di determinate aree e, soprattutto, osservazione del movimento.

È proprio quest’ultimo elemento a rendere particolarmente interessante il metodo del maesto Shigeru Onoda. Il movimento diventa uno strumento diagnostico e permette di osservare direttamente il comportamento delle strutture corporee, delle catene muscolari e dei percorsi miofasciali e meridianici.

Ne deriva uno Shiatsu fortemente dinamico, nel quale la palpazione, il movimento e la risposta del corpo durante il trattamento sono continuamente messi in relazione.

È questa integrazione tra diagnosi, movimento, palpazione, zone, linee e punti, all’interno della tradizione dello Shiatsu e delle tecniche somatiche orientali, che rende il metodo del Maestro Shigeru Onoda particolarmente originale e, per molti aspetti, unico.


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I principi dell’Aze Shiatsu

Sebbene lo Shiatsu sia conosciuto principalmente come trattamento della schiena, i professionisti che lo praticano sanno bene che è possibile intervenire su diverse condizioni e disturbi, anche se questa tecnica risulta particolarmente utile ed efficace nell’ambito dei disturbi muscolo-scheletrici.

Il detto popolare «Prevenire è meglio che curare» trova una sua coerenza nel fatto che il nostro naturale sistema di autodifesa possiede una capacità innata di autoregolazione e recupero. In questa prospettiva, il dolore può essere considerato un vero e proprio campanello d’allarme, attraverso il quale l’organismo ci segnala che qualcosa non funziona correttamente, permettendoci di intervenire prima che il problema si stabilizzi.

La sensibilità al dolore cambia da persona a persona e può variare anche con l’età. Quando un dolore permane troppo a lungo, viene in qualche modo somatizzato dal corpo: l’organismo può innalzare la soglia di sensibilità per riuscire a sopportare più facilmente il dolore. In questo modo, però, la percezione del problema può ridursi e con essa anche la capacità di riconoscere tempestivamente ciò che sta accadendo, rendendo più difficile il recupero dell’equilibrio.

L’abitudine, ormai molto diffusa, di utilizzare sostanze che agiscono sul sintomo è chiaramente utile nella vita dell’uomo moderno e permette spesso di continuare le proprie attività. Non va però confusa con il fatto che intervenire sul sintomo non significa necessariamente intervenire sulla sua causa.

Sono infatti meccanismi come il dolore e l’infiammazione che l’organismo utilizza anche come segnali di protezione: possono indurci a evitare determinati movimenti o atteggiamenti oppure a rallentare le nostre attività e concederci un maggiore periodo di riposo.

Quando una zona è infiammata e assumiamo farmaci antinfiammatori, quello che facciamo è modulare il processo infiammatorio. Questo può essere necessario e utile, ma non significa necessariamente che la causa che ha prodotto l’infiammazione sia stata risolta. Il processo di riparazione e rigenerazione dei tessuti è infatti complesso e coinvolge numerosi meccanismi dell’organismo; per questo motivo, la semplice riduzione del sintomo non coincide necessariamente con la risoluzione del problema.

Per questo motivo, la tecnica Aze Shiatsu va alla ricerca del maggior numero possibile di punti sensibili nel corpo del ricevente, proprio per comprendere quali siano i punti dolorosi più recenti e quali zone contratte possano essersi sviluppate come adattamento corporeo.

L’obiettivo non è quindi limitarsi a individuare dove fa male, ma cercare di comprendere come il corpo si è organizzato intorno a quel dolore, quali zone hanno sviluppato tensioni compensatorie e quali altre aree possono essere coinvolte nel mantenimento dello squilibrio.


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CARATTERISTICHE DELLA TECNICA SHIATSU

  1. È un trattamento integrale, che prevede il trattamento globale di tutto il corpo, in quanto il trattamento localizzato sul sintomo può avere effetti momentanei, ma non interviene necessariamente sulla causa.
  2. È una tecnica che utilizza le dita e le mani, senza ricorrere ad altri strumenti o macchinari. Questo perché le dita sono ricche di recettori sensoriali che consentono all’operatore di percepire il corpo dell’altra persona in modo particolarmente sensibile.
  3. Diagnosi e trattamento vengono effettuate contemporaneamente. I’operatore, attraverso le pressioni, riceve informazioni sullo stato dei tessuti della zona trattata — pelle, muscoli, temperatura, consistenza e tensione — e si regola di conseguenza nella definizione e nello svolgimento del trattamento.
  4. La pressione viene esercitata con le dita e con le mani sul corpo della persona trattata. Le pressioni sono perpendicolari e vengono modulate in relazione alla risposta della zona trattata. Attraverso il trattamento si ricerca una stimolazione che coinvolga la percezione cutanea e muscolare e, secondo la concezione tradizionale dello Shiatsu, i diversi sistemi funzionali dell’organismo.
  5. La pressione deve essere sempre modulata in relazione alla risposta del corpo. L’operatore non deve oltrepassare il limite del cosiddetto «dolore gradevole», adattando intensità e profondità alla zona che sta trattando e alla risposta della persona.
  6. Lo Shiatsu può essere applicato a persone di diverse età e sesso, con finalità differenti. Nel bambino, per esempio, l’intervento può essere orientato al sostegno della costituzione e dello sviluppo fisico; nell’adulto al mantenimento e al miglioramento dello stato generale; nell’anziano al mantenimento della mobilità e dell’elasticità del corpo.
  7. La pratica periodica dello Shiatsu permette di osservare i cambiamenti e le irregolarità che si manifestano nel corpo. In questa prospettiva, il trattamento può contribuire a mantenere una buona capacità di adattamento dell’organismo e a sostenere i suoi processi di autoregolazione. L’obiettivo dello Shiatsu è quindi mantenere e sostenere la capacità di autoregolazione del corpo.

EFFETTI DELLO SHIATSU

Tra gli effetti tradizionalmente associati alla pratica dello Shiatsu vengono indicati:

  • miglioramento dell’elasticità della pelle;
  • miglioramento della circolazione;
  • miglioramento dell’elasticità del sistema muscolare;
  • sostegno dell’equilibrio del sistema digestivo;
  • facilitazione delle funzioni dell’apparato digerente;
  • miglioramento del controllo del sistema endocrino;
  • promozione di una respirazione addominale lenta e profonda;
  • sostegno dell’equilibrio del sistema nervoso autonomo;
  • movimento ritmico del diaframma, che accompagna la respirazione e coinvolge la regione addominale;
  • riequilibrio del corpo attraverso il lavoro sulle alterazioni prodotte dalla ripetizione quotidiana di determinati movimenti o esercizi;
  • mantenimento della capacità di autoregolazione del corpo.

La respirazione addominale lenta e profonda assume in particolare un ruolo importante durante il trattamento.

Il suo ritmo favorisce il rilassamento e contribuisce alla regolazione del sistema nervoso autonomo.

Il movimento ritmico del diaframma produce inoltre variazioni di pressione nella cavità addominale che accompagnano il movimento degli organi interni.


CARATTERISTICHE DELLA PRESSIONE

La pressione Shiatsu presenta alcune caratteristiche fondamentali:

  • perpendicolare;
  • concentrata;
  • mantenuta;
  • con una precisa direzione;
  • con un determinato tempo di applicazione;
  • con una specifica profondità;
  • in relazione con la respirazione della persona trattata.

La pressione non è quindi un gesto meccanico e standardizzato. Deve essere continuamente adattata alla zona trattata e alla risposta del corpo.


I PRINCIPI TRADIZIONALI NEL METODO DEL MAESTRO SHIGERU ONODA

Come dicevo, le cose che più mi hanno colpito della metodica del Maestro Shigeru Onoda sono la forte attualità del suo sistema di Shiatsu e la sua capacità di considerare le esigenze dell’uomo occidentale moderno nel rispetto dei principi tradizionali.

Tra questi principi troviamo innanzitutto il fatto che diagnosi e trattamento si eseguono contemporaneamente:

診断即治療 — Shindan soku chiryō

La pressione diventa quindi contemporaneamente trattamento e strumento di valutazione. Attraverso il contatto delle dita l’operatore riceve informazioni sullo stato dei tessuti e può modificare continuamente il proprio intervento.

Un altro principio riguarda il fatto che la fisiologia di alcuni organi viene considerata più importante di quella di altri per il funzionamento del corpo umano. Da qui deriva il principio espresso dal termine:

肝腎要 — Kanjin kaname

secondo cui Fegato e Rene sono fondamentali.

Il metodo considera inoltre il rapporto tra Kyo e Jitsu:

虚 — Kyo
実 — Jitsu

cioè tra vuoto e pieno. Alcune zone del corpo devono essere considerate in relazione alla loro condizione di vuoto o di pieno e il trattamento deve tenere conto di questo rapporto.

Esistono inoltre similitudini e corrispondenze tra alcune zone del corpo, come:

首 — Kubi
il collo;

手首 — Tekubi
il polso;

足首 — Ashikubi
la caviglia;

腰 — Koshi
il bacino.

Particolare importanza viene attribuita al Koshi, il bacino, e alle sue possibilità di movimento.

Un altro elemento caratteristico è il Dōshin:

動診 — Dōshin

cioè la valutazione attraverso il movimento, con particolare attenzione agli otto movimenti della colonna, secondo una logica che presenta analogie con il Sotai.

Il corpo viene inoltre considerato attraverso le catene muscolari e i meridiani tendino-muscolari, che si muovono secondo un sistema a spirale, creando degli incroci che nell’ambiente vengono generalmente rappresentati attraverso una X o una croce.

Questo schema deve essere preso in considerazione per stabilire l’ordine nel quale intervenire sul corpo: non è sufficiente individuare le zone da trattare, ma è necessario comprendere la relazione tra le diverse parti e decidere quale intervenire per prima.


LA ZONA, LA LINEA E IL PUNTO

Un’altra teoria che mi affascina particolarmente del Maestro Shigeru Onoda è il fatto di considerare in maniera distinta il tipo di approccio dell’agopuntura e della Moxa rispetto a quello delle terapie manuali.

L’operatore manuale non può infatti pensare di stimolare il corpo nella stessa maniera in cui un agopuntore tratta il proprio ricevente.

Per questo motivo, una delle frasi chiave che il Maestro insegna durante i suoi corsi è:

«Trattare la zona, trattare la linea e quindi trattare il punto.»

Il principio è quindi quello di procedere dalla zona, alla linea e infine al punto, considerando il corpo come un sistema di relazioni e non come una semplice somma di punti isolati.

Per questo motivo, partendo da un’analisi tipica della medicina orientale — ovvero l’osservazione della persona, la palpazione di alcune aree e, in particolare, l’osservazione del movimento — le tecniche somatiche e lo studio delle catene muscolari e dei meridiani tendino-muscolari assumono un ruolo centrale.

È proprio questa integrazione tra osservazione, palpazione, movimento e trattamento che rende lo Shiatsu del Maestro Shigeru Onoda molto particolare e, oserei dire, unico.

La sua metodica riesce infatti a mantenere i principi fondamentali della tradizione e, allo stesso tempo, a proporre un sistema di lavoro estremamente attuale, costruito intorno alla percezione del corpo, al movimento e alla relazione continua tra diagnosi e trattamento.


  • 診断即治療 — Shindan soku chiryō
    La diagnosi e la terapia si eseguono contemporaneamente.
  • 残心治療 — Zanshin chiryō
    Il trattamento considera tutte le parti del corpo come un insieme.
  • 腰 — Koshi
    Il bacino, con particolare attenzione alla sua importanza e alle sue possibilità di movimento.
  • 動診 — Dōshin
    Valutazione attraverso il movimento, in particolare gli otto movimenti della colonna, come nel Sotai.
  • 募穴 — Boketsu
    I punti Mu o allarme della medicina cinese – anteriori.
  • 兪穴 — Yū-ketsu
    I punti Shu del dorso, complementari ai punti di allarme.
  • Teoria Kyo\Jitsu:
  • 虚 — Kyo
    Vuoto, deficit.
  • 実 — Jitsu
    Pieno, eccesso.
  • Teoria dei 5 Kubi:
  • 首 — Kubi
    Collo.
  • 足首 — Ashikubi
    Caviglia.
  • 手首 — Tekubi
    Polso.
  • 肝腎要 — Kanjin kaname
    Fegato e Rene come elementi fondamentali, essenziali.

肝腎要 — Kanjin kaname
Il Fegato e il Rene sono fondamentali.

関節が本来の協調した動きを取り戻す — Kansetsu ga honrai no kyōchō shita ugoki o torimodosu
Permettere alle articolazioni di recuperare i loro movimenti naturali e coordinati.

関節の協調運動 — Kansetsu no kyōchō undō
Movimento coordinato delle articolazioni.

目測 — Mokusoku
Misurare e valutare attraverso gli occhi; valutazione visiva. \ Osservare e valutare attraverso gli occhi.

部位を治し、線を治し、点を治す — Bui o naoshi, sen o naoshi, ten o naosu
Trattare la zona, trattare la linea e quindi trattare il punto.

部位・線・点 — Bui · sen · ten
Zona → linea → punto.

阿是穴 — Aze-ketsu
Punti Aze: punti dolorosi o reattivi individuati attraverso la palpazione, la cui localizzazione non necessariamente coincide con quella degli agopunti classici.

経穴 — Keiketsu
Agopunti / punti dei meridiani, cioè i punti codificati appartenenti ai meridiani.

瞑眩反応 — Menken han’nō
Reazione Menken: una risposta transitoria dell’organismo che può manifestarsi dopo il trattamento e che, nella tradizione terapeutica giapponese, viene interpretata come una fase di adattamento o di cambiamento.


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Shindan soku chiryō — 診断即治療

La diagnosi e la terapia si eseguono allo stesso tempo.

Questo principio ci chiede di eseguire la nostra sequenza di tecniche in maniera tale che, mano a mano che passiamo attraverso le diverse parti del corpo, eseguiamo una valutazione e, immediatamente dopo, un trattamento del corpo stesso.

Questo significa che ogni azione che facciamo guiderà la seguente.

Nel Kata di trattamento base abbiamo delle parti della sequenza più indicate per compiere la valutazione. Ad esempio, nel trattamento della schiena è molto facile ottenere informazioni sullo stato della colonna e sull’eventuale dolorabilità ai punti Yu, raccogliendo così informazioni utili sugli organi e sui visceri.

Allo stesso modo, quando eseguiamo o facciamo eseguire al ricevente gli otto movimenti della colonna, ancora in piedi prima di sedersi sul lettino, oppure da seduto, possiamo valutare la parte del collo; ancora, da sdraiato, possiamo osservare quali parti del corpo sono più contratte e quali presentano condizioni di Jitsu e quali di Kyo.


Zanshin chiryō — 残心治療

Trattare tutte le parti come un insieme.

Il trattamento Aze è, per definizione, un trattamento globale, perché osserva sempre la persona nel suo insieme e ne valuta il movimento e le tensioni che si diffondono nel corpo stesso.

Questo principio ci ricorda che il corpo è un’unità psicosomatica e quindi reagisce a qualsiasi stimolo esterno come un’unità.

Per questo motivo, quando lo trattiamo, dobbiamo considerarlo allo stesso modo: come un’unità.

Questo significa che il trattamento terrà conto di come il corpo si sta adattando ai suoi disturbi, di quali parti compensano il dolore e di dove è iniziata l’infermità.

Il trattamento di Aze Shiatsu è particolarmente attento a questo principio, in quanto esegue sin dall’inizio una valutazione della postura in maniera statica, attraverso l’osservazione e la misurazione delle simmetrie, ma anche attraverso i movimenti fondamentali: una tecnica che è fondamentale nel Sotai.


Koshi — 腰

Il bacino.

Come suggerisce il kanji di questo termine, questa è la parte del corpo più importante, implicata in tutti i movimenti del corpo umano e che al suo centro conserva la zona energetica più importante del nostro corpo, il Tanden.

L’Aze Shiatsu osserverà sempre questa zona, come si presenta e come si muove e, a seconda di come verrà valutata, parte del lavoro verrà destinata a questa.


Dōshin — 動診

Valutare attraverso il movimento.

Esistono otto movimenti primari che il corpo può compiere nello spazio e che utilizzerà come compensazione ai movimenti che vuole fare.

Ecco perché non possiamo non valutare come il corpo si muove e come le sue catene si comportano durante il movimento nell’ambiente.

Armonizzare un corpo nei suoi movimenti significa metterlo nelle condizioni di relazionarsi al meglio con l’ambiente che lo circonda e quindi di esprimere al meglio la sua vitalità; ed eventualmente consentire allo stesso corpo di riarmonizzarsi per ritrovare il benessere.


I cinque punti di avviso e i due punti complementari

Sono una serie di punti evidenziati dal Maestro Shigeru Onoda per controllare come e quanto si stia propagando nel corpo una disarmonia, o meglio, come il corpo reagisce al suo manifestarsi e cerca di fermarne la progressione, creando degli sbarramenti o delle contrazioni.

Li possiamo riassumere così:

Terzo punto — regione della scapola, bordo mediale

Coincide con:

BL43 — 膏肓 — Gāohuāng. Kōkō

Si trova sulla schiena, più o meno a metà del bordo vertebrale della scapola.

Viene trattato nella sequenza «regione della scapola, bordo mediale».

Quinto punto della prima linea della zona infrascapolare e lombare

Coincide con BL21:

膵兪 — Piyu
BL21 — Píshū

Si trova più o meno a livello dell’apofisi spinosa di D12.

È trattato sia nella sequenza «regione infrascapolare e lombare, 1ª e 2ª linea insieme», sia nella sequenza «regione infrascapolare e lombare, 1ª, 2ª e 3ª linea».


Terzo punto della regione 52V

Coincide con:

志室 — Shishitsu
BL52 — Zhìshì

Si localizza tra la dodicesima costa e la cresta iliaca, due dita lateralmente alla terza linea infrascapolare e lombare.


Quinto punto della prima linea della zona infrascapolare e lombare

Coincide con BL26:

関元兪 — Kangen-yu
BL26 — Guānyuánshū

Si trova all’altezza della depressione inferiore dell’apofisi spinosa di L5.

È trattato sia nella sequenza «regione infrascapolare e lombare, 1ª e 2ª linea insieme», sia nella sequenza «regione infrascapolare e lombare, 1ª, 2ª e 3ª linea».


Punto dell’ovaio

È localizzato nel punto più alto della cresta iliaca e coincide approssimativamente con il terzo punto della seconda linea nella regione della cresta iliaca.


Punti complementari

Primo punto di avviso complementare

È localizzato tra C2 e C3, intorno al secondo punto della linea cervicale posteriore, sul lato destro.


Secondo punto di avviso complementare

Si trova nella parte posteriore del ginocchio sinistro, sotto la fossa poplitea.

Coincide con il quinto punto della terza linea della fossa poplitea, sotto Ki. 10.

陰谷 — In’koku
Ki. 10 — Yīngǔ

Questi due punti complementari sono differenti per i soggetti mancini o destri, a causa del loro schema motorio predominante.


Kyo e Jitsu — 虚実 (Kyo-jitsu)

Questa è una teoria complessa che può avere vari punti di osservazione. Dobbiamo pensare a quali parti del corpo dovrebbero essere Kyo o Jitsu per fisiologia e anche a quali si modificano per reagire ad alterazioni o difficoltà insorgenti del corpo e della mente.

Per questo motivo, la teoria alla base dello Shiatsu ha due principi precisi, Zukan Sokunetsu e Jōkyo Kajitsu, a riguardo dei quali vedremo più avanti.

Zukan Sokunetsu — 頭寒足熱

Significa «testa fredda, piedi caldi».

La condizione ideale del corpo è quella in cui la parte bassa avverte una sensazione di forza e di energia, come se fosse attaccata al suolo, mentre la parte superiore dovrebbe essere libera e leggera.

Se il corpo viene mantenuto in questa condizione di Zukan Sokunetsu, ha insita una propria cura naturale e le autodifese sono alte, permettendo alla persona di essere rilassata, concentrata, senza stress e con muscoli e articolazioni flessibili.

Il corpo umano è concepito per il movimento e, a sua volta, si alimenta di questo per mantenere il proprio equilibrio.

L’assenza di movimento, legata alla vita più sedentaria dei giorni nostri, provoca uno scompenso nella distribuzione del calore del corpo, poiché il sangue permane per più tempo laddove ce n’è maggiormente bisogno.

Dal punto di vista fisiologico, ciò comporta un raffreddamento degli arti inferiori e un eccesso di calore nella parte superiore del corpo.

Se questo squilibrio si prolunga nel tempo, inizia a colpire le funzioni organiche, causando malattia e modificando anche il nostro carattere.

L’eccessiva presenza di sangue nella parte superiore comporterebbe inoltre un lavoro eccessivo per il cuore. In Oriente, le gambe sono infatti considerate il secondo cuore e, se gli arti inferiori sono freddi, la parte superiore è come se perdesse la propria connessione con il terreno.

L’inversione del calore comporterebbe, inoltre, difficoltà nel sonno e difficoltà di concentrazione.

Jōkyo Kajitsu — 上虚下実

Espressione che significa «sopra vuoto, sotto pieno» e che si correla al concetto di Zukan Sokunetsu.

Possiamo ritrovare questo concetto nell’addome, dove la parte della bocca dello stomaco dovrebbe essere vuota, mentre la parte sotto l’ombelico dovrebbe essere piena.

Spesso si verifica il contrario ed è molto importante saperlo per cercare di ripristinare l’equilibrio.

Il corretto equilibrio addominale, infatti, si correla anche a una corretta respirazione diaframmatica che, se lenta e profonda, si correla al concetto di lunga vita. Una respirazione rapida comporta accumulo di tossine e contrazione dei visceri.

Il concetto di Jōkyo Kajitsu va padroneggiato anche nella postura, inclusa quella che assumiamo quando pratichiamo Shiatsu.

È molto importante mantenere la parte superiore del corpo rilassata, mentre la parte inferiore rimane concentrata sull’alluce, in appoggio al pavimento, e immagazzina energia. La respirazione si concentra tre dita sotto l’ombelico, a livello del Tanden — 丹田 (Tanden).


Kubi, Ashi Kubi, Te Kubi — 首・足首・手首

Per similitudine riflessa, ci sono zone del corpo che ne influenzano altre e quindi possono variarne rapidamente lo stato di tensione e dolore, sia per la loro importanza anatomo-funzionale sia per la presenza di importanti punti energetici.

È questo il caso dei Kubi, in particolare:

首 — Kubi: collo
足首 — Ashi Kubi: caviglia
手首 — Te Kubi: polso


Kanjin Kaname — 肝腎要

Il Fegato e il Rene sono i più importanti.

Considerare lo stato di salute di alcuni organi e dei loro meridiani è fondamentale nel considerare l’essere umano. Così facendo, si supporterà sempre la base fisiologica che cerca di preservare la salute stessa.


Mokusoku — 目測

Misurare con gli occhi.

È di grande importanza per confrontare le simmetrie corporee, ma anche per trovare rapidamente linee e punti da trattare, sapendo dividere proporzionalmente il corpo.


Trattare la zona, la linea, il punto

È fondamentale comprendere come lo stimolo manuale utilizzi i tessuti per diffondersi nel corpo e per raggiungere il sistema nervoso attraverso i recettori e come, quindi, l’operatore debba saper portare la propria tecnica alla ricerca dei punti esatti.

Trattare la zona, la linea e il punto è un grande principio dell’Aze Shiatsu.


Utilizzo dei punti Aze e dei punti Keiketsu — 阿是穴・経穴

Nel trattare la zona, la linea e il punto si metteranno in evidenza differenti qualità del tessuto e le sue tensioni, più o meno estese.

Sarà quindi possibile per l’operatore trattare dei punti famosi nella tradizione orientale, che risiedono su un meridiano, ad esempio ST-36, oppure trattare punti Aze, particolarmente sensibili al tatto e importanti per lo svolgimento del trattamento.

In breve, rivediamo cosa sono i punti chiave.

I punti chiave sono alcuni punti importanti per il trattamento di determinati squilibri; la maggior parte di questi punti è strettamente relazionata con i punti di agopuntura, mentre altri sono punti di esperienza e di provata efficacia derivante dall’applicazione dello Shiatsu da più di 30 anni.


ASPA e ordine di trattamento

Altro punto fondamentale e caratteristico dello Stile Aze Shiatsu è saper individuare il corretto ordine di trattamento basandosi sui principi dello schema motorio che si attua in ASPA, ovvero a X.


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L’ Importanza di un trattamento globale è che promuova il fondamento della salute del nostro ricevente ovvero che ne stimoli il corpo all’auto cura .

Per fare questo utilizzeremo il principio di omeostasi insito nella legge dei 5 movimenti.

Trattando dove possibile sempre per primi i punti acqua metallo, attraverso le sequenze delle relative zone .

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Piedi e caviglia – oltre ad avere punti importanti rispettano la teoria di trattamento degli Ashi Kubi e dei meridiani più importanti di Fegato e Rene … hanno potenti punti che possono distalmente trattare in maniera riflessa molte parti del corpo .
Questo è particolarmente vero sia nel caso della riflessologia plantare del piede e palmare della mano ma anche secondo la legge dei 5 elementi della medicina orientale.

Troveremo infatti tutti i punti mare alle articolazioni del ginocchio e del gomito

Ma anche i punti fiume, riuscendo, fonte e pozzo nelle sequenze che vanno dalle dita di mani e piedi a gomito e ginocchio.

Per tanto tutti i punti chiave e punti Aze che troviamo in queste aree possono avere un grande impatto sul trattamento del nostro ricevente.


MeridianoJing-Well 井穴Ying-Spring 滎穴Shu-Stream 兪穴Jing-River 經穴He-Sea 合穴
Polmone LU 肺経LU11 少商 ShōshōLU10 魚際 GyosaiLU9 太淵 Tai’enLU8 経渠 KeikyōLU5 尺沢 Shakutaku
Pericardio PC 心包経PC9 中衝 ChūshōPC8 労宮 RōkyūPC7 大陵 DairyōPC5 間使 KanshiPC3 曲沢 Kyokutaku
Cuore HT 心経HT9 少衝 ShōshōHT8 少府 ShōfuHT7 神門 ShinmonHT4 霊道 ReidoHT3 少海 Shōkai
Milza SP 脾経SP1 隠白 InpakuSP2 大都 DaitoSP3 太白 TaihakuSP5 商丘 ShōkyūSP9 陰陵泉 Inryōsen
Rene KI 腎経KI1 湧泉 YūsenKI2 然谷 NenkokuKI3 太谿 TaikeiKI7 復溜 FukuryūKI10 陰谷 Inkoku
Fegato LR 肝経LR1 大敦 Da敦 / DaTonLR2 行間 KōkanLR3 太衝 TaishōLR4 中封 ChūhōLR8 曲泉 Kyokusen
Grosso Intestino LI 大腸経LI1 商陽 ShōyōLI2 二間 NikanLI3 三間 SankanLI5 陽谿 YōkeiLI11 曲池 Kyokuchi
Triplice Riscaldatore TE 三焦経TE1 関衝 KanshōTE2 液門 EkimonTE3 中渚 ChūshoTE6 支溝 ShikōTE10 天井 Tensēi
Intestino Tenue SI 小腸経SI1 少沢 ShōtakuSI2 前谷 ZenkokuSI3 後谿 KōkeiSI5 陽谷 YōkokuSI8 小海 Shōkai
Stomaco ST 胃経ST45 厲兌 ReidaST44 内庭 NaiteiST43 陥谷 KankokuST41 解谿 KaikeiST36 足三里 Ashi Sanri
Vescica BL 膀胱経BL67 至陰 ShiinBL66 足通谷 Ashi TsūkokuBL65 束骨 SokukotsuBL60 崑崙 KonronBL40 委中 Ichū
Vescicola Biliare GB 胆経GB44 足竅陰 Ashi KyōinGB43 侠谿 KyōkeiGB41 足臨泣 Ashi RinkyūGB38 陽輔 YōhoGB34 陽陵泉 Yōryōsen

Nota: per i meridiani Yin la corrispondenza dei Cinque Movimenti segue Legno → Fuoco → Terra → Metallo → Acqua; per i meridiani Yang segue Metallo → Acqua → Legno → Fuoco → Terra.


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TipoMeridianoPunto Mare (He-Sea)KanjiRomaji
YINMilza — 脾経SP9陰陵泉Inryōsen
Rene — 腎経KI10陰谷Inkoku
Fegato — 肝経LR8曲泉Kyokusen
YANGStomaco — 胃経ST36足三里Ashi Sanri
Vescica urinaria — 膀胱経BL40委中Ichū
Vescicola biliare — 胆経GB34陽陵泉Yōryōsen

Punti Mare del ginocchio

I punti Mare — 合穴 (Gōketsu) del ginocchio sono molto potenti, in quanto appartengono a meridiani molto lunghi che attraversano una grande quantità di zone corporee; il loro effetto è quindi in grado di influenzare molte aree e funzioni.


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Meridiani Yin

Polmone — 手太陰肺経 — Shōtai’in Haikei

  • LU11 — 少商 — Shōshō → Legno, Jing-Well
  • LU10 — 魚際 — Gyosai → Fuoco, Ying-Spring
  • LU9 — 太淵 — Tai’en → Terra, Shu-Stream
  • LU8 — 経渠 — Keikyo → Metallo, Jing-River
  • LU5 — 尺沢 — Shakutaku → Acqua, He-Sea

Pericardio — 手厥陰心包経 — Shūketsu’in Shinpōkei

  • PC9 — 中衝 — Chūshō → Legno, Jing-Well
  • PC8 — 労宮 — Rōkyū → Fuoco, Ying-Spring
  • PC7 — 大陵 — DaRyō → Terra, Shu-Stream
  • PC5 — 間使 — Kanshi → Metallo, Jing-River
  • PC3 — 曲沢 — Kyokutaku → Acqua, He-Sea

Cuore — 手少陰心経 — Shōin Shinke

  • HT9 — 少衝 — Shōshō → Legno, Jing-Well
  • HT8 — 少府 — Shōfu → Fuoco, Ying-Spring
  • HT7 — 神門 — Shinmon → Terra, Shu-Stream
  • HT4 — 霊道 — Reido → Metallo, Jing-River
  • HT3 — 少海 — Shōkai → Acqua, He-Sea

Milza — 足太陰脾経 — Ashi Tai’in Hikei

  • SP1 — 隠白 — Inpaku → Legno, Jing-Well
  • SP2 — 大都 — Daito → Fuoco, Ying-Spring
  • SP3 — 太白 — Taihaku → Terra, Shu-Stream
  • SP5 — 商丘 — Shōkyū → Metallo, Jing-River
  • SP9 — 陰陵泉 — Inryōsen → Acqua, He-Sea

Rene — 足少陰腎経 — Ashi Shōin Jinkei

  • KI1 — 湧泉 — Yūsen → Legno, Jing-Well
  • KI2 — 然谷 — Nenkoku → Fuoco, Ying-Spring
  • KI3 — 太谿 — Taikei → Terra, Shu-Stream
  • KI7 — 復溜 — Fukuryū → Metallo, Jing-River
  • KI10 — 陰谷 — Inkoku → Acqua, He-Sea

Fegato — 足厥陰肝経 — Ashi Ketsu’in Kankei

  • LR1 — 大敦 — DaTon → Legno, Jing-Well
  • LR2 — 行間 — Kōkan → Fuoco, Ying-Spring
  • LR3 — 太衝 — Taishō → Terra, Shu-Stream
  • LR4 — 中封 — Chūhō → Metallo, Jing-River
  • LR8 — 曲泉 — Kyokusen → Acqua, He-Sea

Meridiani Yang

Grosso Intestino — 手陽明大腸経 — Shōyō Dai Chōkei

  • LI1 — 商陽 — Shōyō → Metallo, Jing-Well
  • LI2 — 二間 — Nikan → Acqua, Ying-Spring
  • LI3 — 三間 — Sankan → Legno, Shu-Stream
  • LI5 — 陽谿 — Yōkei → Fuoco, Jing-River
  • LI11 — 曲池 — Kyokuchi → Terra, He-Sea

Triplice Riscaldatore — 手少陽三焦経 — Shōyō Sankei

  • TE1 — 関衝 — Kanshō → Metallo, Jing-Well
  • TE2 — 液門 — Ekimon → Acqua, Ying-Spring
  • TE3 — 中渚 — Chūsho → Legno, Shu-Stream
  • TE6 — 支溝 — Shikō → Fuoco, Jing-River
  • TE10 — 天井 — Tensēi → Terra, He-Sea

Intestino Tenue — 手太陽小腸経 — Taiyō Shōchōkei

  • SI1 — 少沢 — Shōtaku → Metallo, Jing-Well
  • SI2 — 前谷 — Zenkoku → Acqua, Ying-Spring
  • SI3 — 後谿 — Kōkei → Legno, Shu-Stream
  • SI5 — 陽谷 — Yōkoku → Fuoco, Jing-River
  • SI8 — 小海 — Shōkai → Terra, He-Sea

Stomaco — 足陽明胃経 — Ashi Yōmei Ikei

  • ST45 — 厲兌 — Reida → Metallo, Jing-Well
  • ST44 — 内庭 — Naitei → Acqua, Ying-Spring
  • ST43 — 陥谷 — Kankoku → Legno, Shu-Stream
  • ST41 — 解谿 — Kaikei → Fuoco, Jing-River
  • ST36 — 足三里 — Ashi Sanri → Terra, He-Sea

Vescica Urinaria — 足太陽膀胱経 — Ashi Taiyō Bōkōkei

  • BL67 — 至陰 — Shiin → Metallo, Jing-Well
  • BL66 — 足通谷 — Ashi Tsūkoku → Acqua, Ying-Spring
  • BL65 — 束骨 — Sokukotsu → Legno, Shu-Stream
  • BL60 — 崑崙 — Konron → Fuoco, Jing-River
  • BL40 — 委中 — Ichū → Terra, He-Sea

Vescicola Biliare — 足少陽胆経 — Ashi Shōyō Tankei

  • GB44 — 足竅陰 — Ashi Kyōin → Metallo, Jing-Well
  • GB43 — 侠谿 — Kyōkei → Acqua, Ying-Spring
  • GB41 — 足臨泣 — Ashi Rinkyū → Legno, Shu-Stream
  • GB38 — 陽輔 — Yōho → Fuoco, Jing-River
  • GB34 — 陽陵泉 — Yōryōsen → Terra, He-Sea


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Quindi le sequenze degli arti inferiori risulteranno molto utili:

TipoMeridianoPunto Mare (He-Sea)KanjiRomaji
YINMilza — 脾経SP9陰陵泉Inryōsen
Rene — 腎経KI10陰谷Inkoku
Fegato — 肝経LR8曲泉Kyokusen
YANGStomaco — 胃経ST36足三里Ashi Sanri
Vescica urinaria — 膀胱経BL40委中Ichū
Vescicola biliare — 胆経GB34陽陵泉Yōryōsen

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Bibliografia:

SHIATSU NAMIKOSHI TECNICA UFFICIALE
Vol. 1 Aze Shiatsu Tratamiento básico. Autor. Shigeru Onoda.
Vol. 2 Aze Shiatsu. Tratamiento en decúbito lateral Autor. Shigeru Onoda.

Sotai Ho. Principi fondamentali. Autor. Shigeru Onoda.
Anpuku. Tratamiento del hara con Shiatsu Autor. Shigeru Onoda. Teoría del Aspa. Profundizar en Shiatsu Aze Autor. Shigeru Onoda. AZE SHIATSU VOL. 3. TÉCNICAS PROFESIONALES DE SHIATSU Autor. Shigeru Onoda.


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Applicazione dei principi dell’Aze Shiatsu

1. Presentazione del ricevente

Il signor Gianmaria, 56 anni, è alto 1,78 m ed è un ex avvocato. È stato sportivo per tutta la vita e ha praticato diverse attività motorie, dal tiro con l’arco all’arrampicata, fino alla boxe francese.

Ha un fisico asciutto e un carattere affilato, schietto e diretto.

Presenta alcuni disturbi che possono essere collegati alle sue precedenti attività sportive e alle relative compensazioni posturali: dolore nella zona cervicale sinistra, dall’area occipitale fino al trapezio, all’altezza della sesta vertebra cervicale; dolore e tensione nel tratto lombare, indicativamente da D12 a L5; occasionalmente dolore e tensione all’avambraccio sinistro, in corrispondenza approssimativa della regione di TR-5 e TR-6; lieve dolore nella zona di ST-19 a sinistra.

Dorme poco e tende ad avere un polso veloce. Nel complesso, può essere considerato un soggetto iperattivo.

2. Valutazione iniziale

Nell’osservazione degli otto movimenti della colonna si riscontra una difficoltà nella flessione anteriore e un sollievo nella flessione laterale verso destra, movimento che provoca un allungamento della parte sinistra, maggiormente contratta.

Il ricevente predilige il trattamento delle catene posteriori e preferisce quindi la posizione prona. Presenta inoltre una tensione costante a livello dello SCM sinistro.

Il trattamento addominale provoca generalmente una sensazione di benessere anche nella zona dolorante anteriormente. Risponde bene al trattamento e riferisce una sensazione di forte rilassamento.

Da queste osservazioni si potrebbe ipotizzare la presenza di Jitsu superficiali causati da Kyo più profondi. Probabilmente, a causa di un’attività lavorativa caratterizzata da un alto livello di stress, il soggetto ha consumato in gioventù molto Yang, che successivamente avrebbe intaccato il proprio Yin.

La sua alimentazione è varia. In passato, durante il periodo lavorativo, non è stata sempre corretta; attualmente, invece, conduce un’alimentazione semplice e sana e dedica molto tempo alle passeggiate.

3. Valutazione attraverso il movimento

Gli otto movimenti vengono eseguiti sia in piedi sia sul lettino, con l’aiuto dell’operatore.

Anche in questa seconda valutazione risulta maggiormente tesa la catena posteriore. Durante i test che mettono in tensione le diverse catene, il ricevente continua a trovare piacevole l’allungamento laterale del fianco sinistro.

Presenta inoltre difficoltà nella rotazione assistita verso destra con le ginocchia piegate, mentre riesce ad allungarsi perfettamente verso sinistra fino a toccare il lettino.


4. Impostazione del trattamento

L’obiettivo è dimostrare, attraverso il trattamento del signor Gianmaria, come una sequenza quasi standard, opportunamente personalizzata in relazione ai problemi del ricevente, possa essere efficace proprio perché concepita come un trattamento globale.

Il trattamento terrà conto delle zone contratte del soggetto, andando alla ricerca dei punti Aze bloccati.

Cercherò quindi di applicare al trattamento tutti i principi illustrati nella prima parte, così da dimostrare l’efficacia dello stile Aze.


5. Primo intervento: gambe e schiena

Il trattamento delle gambe viene eseguito inizialmente in posizione prona, partendo dal punto BL-36 della Vescica urinaria e trattando anche in modo particolare il cavo popliteo.

Particolare attenzione viene dedicata a BL-39, punto della Vescica urinaria considerato punto di partenza del Meridiano distinto del Rene, e a KI-10.

Poiché il soggetto viene considerato in una condizione di vuoto, sarà opportuno sostenere il Rene. Questo coincide inoltre con uno dei principi del sistema secondo cui Rene e Fegato sono particolarmente importanti.

Nel trattamento delle gambe, durante il passaggio alla caviglia, aumenterò quindi le ripetizioni sui punti:

KI-3, KI-6 e LR-4.

Il trattamento viene eseguito su entrambe le gambe.

Si passa quindi alla posizione prona e alle due sequenze iniziali della schiena, che saranno utilizzate ancora una volta sia come ulteriore momento di osservazione sia come primo metodo di rilassamento, attraverso l’impostazione ritmica e ripetitiva delle pressioni.

Sequenza delle gambe

6. ESTREMITÀ INFERIORI — Gamba

6.1. Regione femorale posteriore: linea centrale, interna ed esterna
6.2. Regione della fossa poplitea
6.3. Regione surale posteriore
6.4. Regione surale laterale e mediale
6.5. Regione 60V-3R, entrambi i lati
6.6. Regione calcaneare laterale e mediale, entrambi i lati
6.7. Regione del tubercolo calcaneare

Pianta del piede e allungamenti

6.8. Regione plantare, linea centrale
6.9. Regione plantare, linea dell’arco plantare esterno
6.10. Regione plantare, linea dell’arco plantare interno
6.11. Regione plantare, linea della zona inferiore del primo metatarso
6.12. Regione plantare, linea degli spazi delle articolazioni metatarso-falangee
6.13. Allungamento e rotazione delle dita dei piedi (circonduzione)
6.14. Rotazione della caviglia
6.15. Regione dei metatarsi
6.16. Allungamento del tendine d’Achille
6.17. Movimento va e vieni della caviglia
6.18. Rilassamento del tricipite surale
6.19. Liberazione delle articolazioni delle gambe.


6. Controllo del lavoro sulla schiena

Il trattamento torna quindi sulla schiena per controllare il lavoro svolto.

1. Preparazione della schiena I: dorsale e lombare

1.1. Pressioni con palmi incrociati
1.2. Pressioni con le eminenze
1.3. Allungamento della colonna

2. Preparazione della schiena II: collo, spalla e dorsale

2.1. Regione occipitale, trazione
2.2. Punto soprascapolare, entrambi i lati
2.3. Regione interscapolare, prima e seconda linea, entrambi i lati

5. La schiena II — Regione infrascapolare e lombare

5.1. Regione infrascapolare e lombare, prima e seconda linea, in entrambi i lati della colonna
5.2. Regione infrascapolare e lombare, prima, seconda e terza linea
5.3. Regione lombare, linea 52V
5.4. Regione della cresta iliaca

Regione del sacro e del gluteo

5.5. Regione del sacro
5.6. Regione dell’articolazione sacroiliaca, bordo interno
5.7. Regione dell’articolazione sacroiliaca, bordo esterno
5.8. Regione del grande gluteo
5.9. Punto piramidale.


7. Trattamento anteriore

Nel trattamento anteriore verranno trattate nuovamente le gambe, partendo dalla spina iliaca anteriore e seguendo quindi la sequenza prevista dal Kata.

Anche in questa fase verrà data maggiore importanza ai punti di Rene e Fegato. Nelle sequenze vengono infatti coinvolti diversi punti, tra cui LR-8 nella piega del ginocchio.

Saranno inoltre particolarmente utili ST-36 e GB-34. A livello della caviglia, GB-41 sarà utilizzato per aiutare la zona del Vaso Cintura, implicata nella flessione laterale e nella torsione.

Decubito supino — Aze Shiatsu

Trattamento base in decubito supino — Estremità inferiori

  1. Regione inguinale
  2. Regione femorale anteriore, pressione palmare
  3. Regione femorale anteriore, pressione con i pollici
  4. Regione patellare
  5. Regione femorale mediale, pressione palmare
  6. Regione femorale mediale, pressione con i pollici
  7. Regione patellare mediale
  8. Regione surale mediale
  9. Regione KI-3
  10. Regione calcaneare mediale
  11. Regione femorale laterale
  12. Regione laterale della tibia
  13. Regione laterale del perone
  14. Regione tarsale
  15. Regione dorsale del piede
  16. Rotazione e allungamento delle dita
  17. Regione digitale del piede
  18. Movimento va e vieni
  19. Allungamento del tendine di Achille
  20. Allungamento della gamba con vibrazione.

8. Diario dei trattamenti

Qui secondo me è importante non mescolare più il diario con la descrizione delle sequenze. Lo lascerei cronologico.

Primo trattamento

Nel primo trattamento mi sono concentrato sulla valutazione del cliente. Ho seguito quindi gli otto movimenti primari, sia in piedi sia sul lettino, per ottenere una valutazione del soggetto.

Ho eseguito quindi una sequenza standard sulla schiena per poter valutare le linee a fianco della colonna, in particolare la prima linea vicino alle vertebre, il primo ramo della Vescica urinaria e il secondo ramo della Vescica urinaria.

Ho eseguito anche altre parti della sequenza posteriore, procedendo dalla zona nucale fino al sacro.

Ho quindi eseguito la sequenza dei Kubi delle gambe e delle braccia e completato il trattamento per rendere la seduta globale e gradevole.

Secondo trattamento

Dopo aver nuovamente valutato la situazione e verificato come fosse variata ed evoluta, mi sono concentrato sul trattamento dei Kubi, ma anche sulla sequenza anteriore e, in particolare, sull’addome.

Questo perché una buona fisiologia degli organi e dei visceri può migliorare anche le funzioni energetiche di Rene e Fegato e quindi aiutare a ottenere un buon miglioramento di Kanjin Kaname.

Addome

  1. Pressione palmare
  2. Pressioni con mani sovrapposte
  3. Pressioni con i pollici
  4. Regione del Rene, intorno all’ombelico
  5. Regione del diaframma
  6. Regione del colon sigmoideo
  7. Pressione ondeggiante
  8. Pressione circolare
  9. Pressione vibrazionale
  10. Rilassamento.

Terzo trattamento

Nel terzo trattamento eseguo un rafforzamento dei primi due, con una sequenza che parte dai Kubi, Ashi e Te, e ancora una volta tratto i visceri attraverso la sequenza addominale.

Il corpo necessita di tempo per reagire al trattamento e quindi è meglio proseguire con gli stimoli senza cambiare ogni volta strategia.

Quarto trattamento

Nel quarto trattamento eseguo nuovamente una buona valutazione, questa volta tenendo conto che il corpo del soggetto inizia a essere lavorato e che quindi i suoi Kyo più profondi possono iniziare a emergere.

Considero quindi di valutare meglio le possibili contratture di adattamento e di individuare l’Aspa nella sua postura.

Eseguo quindi la sequenza partendo dalla gamba sinistra, passando al braccio destro, quindi alla gamba destra, per poi andare sulla schiena e sul collo del lato sinistro, maggiormente colpito dal dolore.

Quinto trattamento

Nel quinto trattamento eseguo un rafforzamento del trattamento precedente, cercando di perfezionare e potenziare il lavoro secondo lo schema dell’Aspa del ricevente.

Il soggetto continua ad avere, sebbene attenuate, zone doloranti a livello del collo e della scapola sinistra e nella zona da BL-21 a BL-26. Queste zone, sebbene vengano rilassate e migliorate a ogni trattamento, tendono a ritornare contratte.

Indago quindi su quali movimenti di Sotai potrebbero risultare positivi per il soggetto e provo a insegnarglieli, per poter modificare la sua tendenza corporea a ritornare contratto.

I Kata che risultano più efficaci sono il Kata 1 di dorsiflessione della caviglia e il Kata 3 di torsione.

Questi esercizi verranno consigliati da eseguire tutti i giorni per una settimana, tenendo conto del lato gradevole e della direzione gradevole e facendo attenzione a eseguire i movimenti con la corretta attenzione al respiro.

Sesto trattamento

Il trattamento inizia con una conversazione con Gianmaria che, sebbene stia migliorando, fa notare una sorta di inquietudine personale ed evidenzia una tendenza alla tachicardia.

La vita di un avvocato penalista è indubbiamente stressante e quindi immagino che il suo passato lo abbia stressato parecchio.

Viene quindi eseguita una sequenza sulle estremità superiori, seguita dalla sequenza di testa e viso e da quella del collo, completando infine il trattamento con una sequenza della schiena che considera alcuni passaggi sui punti Shu di Cuore, Pericardio e Rene.

Settimo trattamento

La tachicardia di Gianmaria non è certo facile da controllare. Sebbene abbia gradito il trattamento precedente, lo invito comunque a vedere un medico e a chiedere una consulenza.

Senza dubbio può però proseguire con lo Shiatsu e imparare alcune tecniche di auto-Shiatsu, soprattutto per iniziare ad assumere un atteggiamento più tranquillo.

Essendo ormai in pensione, può dedicarsi maggiormente a se stesso: l’epoca delle aule di tribunale è passata e può, o meglio dovrebbe, rivalutare il proprio atteggiamento nei confronti della vita e dedicarsi maggiormente a se stesso.

Ottavo trattamento

Dopo otto settimane consecutive di trattamento, Gianmaria decide di integrare le sedute di Shiatsu, che da questo momento saranno effettuate ogni due settimane, con la meditazione e con ginnastiche come il Qigong / Kikō.

Il trattamento prosegue secondo la sequenza Aze basica standard, partendo dalla posizione prona, per poi proseguire con gambe e braccia in posizione supina, quindi collo e infine addome.

In quest’ultima fase viene data maggiore importanza alla zona diaframmatica, alla linea centrale e in particolare ai punti CV-17, CV-14, CV-6 e CV-4, con l’obiettivo di rafforzare Pericardio, Cuore e Rene.


9. Menken

In tutti i trattamenti si è tenuto conto del Menken e sono state quindi eseguite una serie di manualità per prevenire un eventuale verificarsi di questo fenomeno.

MENKEN: è la reazione dell’organismo dopo aver ricevuto un trattamento Shiatsu. Questa reazione può manifestarsi con acido lattico, dolore, sensazione di stanchezza o un leggero malessere.

Non è considerata una reazione controproducente, ma parte integrante del processo di recupero; è più probabile che si manifesti quando si riceve Shiatsu per la prima volta o in caso di squilibri importanti.

L’effetto Menken manifesta l’attivazione dell’organismo nell’espellere tossine accumulate, a volte anche molto in profondità. La durata del Menken non deve mai superare i due giorni; altrimenti non si tratta di Menken, ma di una reazione anormale al trattamento.

Per prevenire o contenere il Menken è importante trattare:

  • zona occipitale: la tensione accumulata nel corpo in seguito a stimoli negativi si mitiga trattando l’inserzione dei muscoli del collo;
  • regione dell’addome: il lavoro sopra l’Hara permette di eliminare la tensione degli organi interni, impedendo l’accumulo di tossine ed energia negativa;
  • regione surale laterale, soprattutto il punto ST-36;
  • GV-20, all’apice della testa.

10. Conclusioni

Gli otto trattamenti iniziali di Gianmaria si sono articolati in due fasi differenti.

In un primo momento sono state trattate le tensioni principali del ricevente; successivamente, man mano che queste si scioglievano, sono state affrontate le ulteriori tensioni o difficoltà che il ricevente riferiva.

Gianmaria ha ottenuto buoni benefici dal trattamento, ma ha anche risvegliato in sé un’attitudine verso la propria salute psicofisica. Oltre ad aver adottato la pratica dello Shiatsu come abitudine, ha inserito pratiche ginniche e meditative nella propria routine settimanale e giornaliera.

Personalmente trovo che la scelta di partire dal metodo dei Kubi della caviglia sia un sistema molto efficace per ridurre sia la tensione muscolare sia quella eventualmente generata da una presenza eccessiva di Ki accumulato verso la testa; è quindi un sistema efficace per aiutare il soggetto a gestire il proprio stress mentale.

Molti punti della parte bassa del corpo, ad esempio nella zona del piede, hanno una forte capacità di intervenire sulla testa. Per questo motivo riescono a ristabilire un corretto posizionamento di Kyo e Jitsu all’interno del corpo: oltre a tirare verso il basso il flusso del Ki, inducono il ricevente a spostare la propria attenzione.

La possibilità di eseguire un trattamento standard che segue però determinati principi consente di lavorare globalmente sul corpo del ricevente e di poterlo aiutare anche quando la nostra diagnosi non è perfettamente chiara.

Ci consente quindi di imparare attraverso la pratica sui nostri ricevente.

Una pratica diffusa sul corpo consente di individuare ulteriori blocchi presenti, dei quali il ricevente magari non è ancora consapevole. Questo può, oltre ad aumentare la sua consapevolezza corporea, aiutarci a prevenire altri disagi o disarmonie che potrebbero portarlo alla malattia.


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