Namikoshi & Aze Shiatsu.
di Marco Superbi
Il Namikoshi Shiatsu, fondato da Tokujiro Namikoshi nel XX secolo, nasce da un’esperienza profondamente umana.
Da bambino, Namikoshi cercò di alleviare i dolori reumatici della madre premendo il suo corpo con mani e pollici. Osservò che il dolore diminuiva, il corpo si scaldava e la tensione si scioglieva.
Da questa intuizione semplice e concreta nacque una ricerca destinata a durare tutta la vita, che lo porterà alla creazione di uno stile di Shiatsu estremamente strutturato, orientato alla fisiologia, al sistema nervoso e alla risposta muscolare, pur rimanendo profondamente radicato nella tradizione dell’Anma che aveva formato il Maestro.
Namikoshi desiderava che lo Shiatsu ottenesse riconoscimento ufficiale all’interno del sistema medico giapponese. Per questo il suo linguaggio si allontanò progressivamente dalla terminologia energetica classica della medicina cinese e dei meridiani, privilegiando invece una lettura neurofisiologica del corpo.
La pressione nel Namikoshi Shiatsu è:
- verticale;
- stabile;
- precisa.
Il pollice lavora come uno strumento di regolazione del tono muscolare e del sistema nervoso autonomo. Il corpo viene osservato come struttura anatomica vivente, fatta di tensioni, riflessi e adattamenti posturali.
Eppure, nonostante questo orientamento apparentemente clinico, Namikoshi lasciò una frase che ancora oggi rappresenta il cuore spirituale dello Shiatsu:
指圧の心は母心
押せば命の泉湧くShiatsu no kokoro wa haha gokoro
Oseba inochi no izumi waku“Il cuore dello Shiatsu è il cuore della madre;
premendo, sgorga la fonte della vita.”
Questo motto rivela che, al di là della tecnica, il trattamento nasce da una qualità umana di presenza, continuità e accoglienza. Il contatto terapeutico non è mai semplice pressione meccanica: è relazione.
阿是指圧 Aze Shiatsu di Shigeru Onoda
Shigeru Onoda, formatosi nell’ambiente Namikoshi e successivamente trasferitosi in Europa, sviluppò un approccio in cui il centro del trattamento non è tanto la correzione del sintomo quanto l’ascolto profondo dell’organizzazione corporea della persona.
Il suo metodo integra anche elementi del 操体法 Sotai-hō il metodo creato da: 橋本敬三 Hashimoto Keizō
appreso attraverso il Maestro 三浦寛 Miura Hiroshi, ampliando così la dimensione percettiva e relazionale del trattamento.
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Il termine: 阿是 richiama il concetto classico cinese di: 阿是穴 (Āshì xué)
i cosiddetti “punti Ah-si”, punti che non emergono da mappe teoriche rigide ma dall’ascolto diretto del corpo, dalla palpazione sensibile e dalla risposta vivente del tessuto.
Questo è uno dei nuclei fondamentali dell’Aze Shiatsu:
il terapeuta non impone una tecnica al corpo, ma ascolta ciò che il corpo stesso rivela.
Nel lavoro di Onoda il corpo non viene percepito come una macchina anatomica da correggere. È piuttosto un campo percettivo, una rete di relazioni, una manifestazione dinamica dello stato neurovegetativo della persona.
La pressione diventa allora secondaria rispetto alla qualità del contatto.
腹 — Hara In questo approccio assume centralità il concetto di:
腹 Hara
L’Hara non è semplicemente l’addome. È il centro percettivo dell’essere umano, il luogo della stabilità, del respiro e della presenza.
Nel trattamento il terapeuta lavora “dal proprio Hara”, cioè da uno stato corporeo interno di equilibrio e ascolto. La qualità del trattamento dipende quindi tanto dalla tecnica quanto dallo stato di coscienza del praticante.
A questo si collega anche il concetto di:
間 — Ma
l’intervallo vivo tra i gesti, il tempo relazionale del contatto.
In questa prospettiva il trattamento non è una semplice successione di pressioni, ma un processo di regolazione profonda del sistema nervoso e della percezione corporea.
Attraverso il contatto, il corpo può passare:
- da uno stato di difesa;
- iperattivazione;
- tensione cronica;
a uno stato di:
- maggiore sicurezza;
- regolazione;
- continuità percettiva.
Due direzioni della stessa intuizione
Il Namikoshi Shiatsu e l’Aze Shiatsu rappresentano due momenti differenti della stessa antica intuizione:
il contatto umano può modificare profondamente l’esperienza del corpo e dello stato interno della persona.
Il primo ricerca:
- struttura;
- efficacia clinica;
- precisione anatomica.
Il secondo ricerca:
- ascolto;
- presenza;
- trasformazione percettiva.
Entrambi, tuttavia, nascono da una stessa radice culturale e antropologica:
la convinzione che le mani possano diventare strumenti di regolazione del dolore, del respiro, del sistema nervoso e della relazione tra essere umano e mondo.
Testimonianza sul Maestro Shigeru Onoda
Nel 2018 iniziò il mio percorso di formazione con il Maestro Onoda, proseguito negli anni attraverso il programma triennale di specializzazione tecnica a Madrid, seminari avanzati e attività di assistenza didattica.
Particolarmente significativo fu il viaggio in Giappone nel 2019, quando ebbi l’opportunità di partecipare a un seminario presso il Japan Shiatsu College, rafforzando così il legame tra gli insegnamenti del Maestro e la fonte originaria del metodo Namikoshi.
Attraverso il Maestro Onoda non abbiamo appreso soltanto una tecnica manuale, ma una vera filosofia clinica fondata su:
- sicurezza terapeutica;
- presenza;
- ascolto;
- regolazione del corpo;
- promozione dell’autopoiesi.
Nel suo approccio lo Shiatsu non “ripara” il corpo dall’esterno, ma sostiene la capacità naturale dell’organismo di autoregolarsi.
Dal 1984 il Maestro Onoda ha svolto un ruolo fondamentale nella diffusione e nella dignità professionale dello Shiatsu in Europa, attraverso:
- insegnamento;
- pubblicazioni;
- ricerca;
- attività internazionale;
- fondazione di Namikoshi Shiatsu Europa.
Per molti suoi allievi rappresenta oggi il simbolo di un impegno costante verso l’eccellenza tecnica e umana dello Shiatsu.
