般若心経 Hannya Shingyō
Explained in 11 Minutes
Il Sutra del Cuore, uno dei testi fondamentali del Buddhismo, è uno dei sutra più brevi e, almeno in Giappone, è anche il più popolare. Come parte della pratica spirituale, l’intero testo viene spesso recitato ad alta voce e copiato a mano. Si tratta di un riassunto di testi sanscriti più lunghi, trasmesso dalla Cina al Giappone intorno all’anno 600.
In questo video-saggio presenterò un’analisi visiva e semiologica del testo, con l’obiettivo di mettere in luce i molteplici livelli di significato nascosti al suo interno.
Ecco il testo completo, recitato ad alta voce con la traduzione inglese.
(Musica – Il Sutra del Cuore recitato in giapponese.)
Una caratteristica interessante del testo è la presenza di numerosi passaggi che rappresentano una sinizzazione fonetica (o meglio, una resa sino-giapponese della pronuncia) di espressioni originariamente sanscrite.
Ad esempio, la frase iniziale “Hannya Haramita” è la pronuncia sino-giapponese di “Prajñā Pāramitā”, che significa “Perfezione della Saggezza”.
Ciò che avviene è un processo di stratificazione trasformativa del significato: caratteri cinesi scelti esclusivamente per il loro suono vengono assemblati per rappresentare nuove parole sanscrite. Tuttavia, i significati originari di quei caratteri non vengono cancellati: rimangono presenti, anche se subordinati al nuovo significato loro attribuito.
Per gioco, potremmo provare a tradurre i caratteri della frase iniziale secondo il loro significato originario.
Otterremmo qualcosa del tipo:
“Generalmente, se le onde raccolgono molto miele, numerosi Sutra del Cuore.”
Naturalmente questa frase non ha alcun senso, ma mostra come i caratteri conservino ancora il loro significato originario.
Il praticante è quindi costretto a mantenere simultaneamente nella mente molteplici livelli di significato, sopprimendone uno per lasciare emergere un altro.
Tuttavia, chi conosce il cinese o i caratteri Han non è estraneo a questo fenomeno di stratificazione del significato.
I caratteri Han possono essere suddivisi, in modo approssimativo, in due grandi categorie:
- Pittogrammi
- Composti fonosemantici
I pittogrammi
I pittogrammi rappresentano visivamente il concetto che vogliono esprimere.
Per esempio:
- un fiume;
- un albero;
- il fuoco.
Essi costituiscono probabilmente solo il cinque per cento circa di tutti i caratteri Han.
I composti fonosemantici
La maggior parte dei caratteri appartiene invece ai composti fonosemantici.
Essi vengono costruiti combinando due o più elementi per creare un nuovo significato.
Agli studenti viene insegnato che:
- una parte fornisce il significato;
- l’altra parte fornisce la pronuncia.
Una componente è quindi semantica, l’altra fonetica.
Per esempio il carattere 媽 (mā, madre).
La parte sinistra fornisce il significato di “donna”.
La parte destra suggerisce la pronuncia “ma”.
Questa componente destra possiede però anche un proprio significato, cioè “cavallo”, che normalmente viene ignorato.
Si potrebbe immaginare che, se questo sistema fosse applicato all’inglese, il risultato sarebbe qualcosa del genere:
la parola “woman”, con accanto, tra parentesi, la parola “horse”.
Il lettore capirebbe che il carattere va pronunciato come “horse”, ma che il suo significato complessivo è “mother”.
Questo è esattamente il tipo di stratificazione di significato presente nella maggior parte dei caratteri Han.
Per mostrare meglio questo principio, osserviamo i primi caratteri del Sutra del Cuore.
Una componente fornisce il significato di “persona”.
L’altra componente fornisce la pronuncia “Bu”.
Se presa da sola, quella componente significherebbe “fascio di frecce”.
Insieme, invece, le due componenti significano “Buddha”.
Un altro esempio.
Questa componente significa “parola” o “linguaggio”.
L’altra fornisce la pronuncia “Setsu”.
Considerata isolatamente, questa seconda componente è un carattere appartenente alla filosofia taoista e corrisponde al concetto di lago.
Quando però vengono unite, le due componenti formano il significato di:
- spiegazione;
- esposizione;
- insegnamento.
Di conseguenza, i primi due caratteri insieme significano:
“Insegnamento del Buddha” oppure “Dottrina buddhista”.
Personalmente trovo questa stratificazione trasformativa dei significati estremamente affascinante.
Poiché i caratteri Han costituiscono il più antico sistema di scrittura ancora oggi utilizzato in modo continuo nel mondo, mi piace immaginare le innumerevoli generazioni di persone che, nel corso dei secoli, hanno creato nuove parole attraverso combinazioni e invenzioni.
Una lunga storia che ha visto la trasformazione dei caratteri in autentiche opere estetiche e della scrittura in una forma d’arte.
Sebbene questa analisi sia necessariamente incompleta, spero che questa lettura visiva di alcuni componenti del Sutra del Cuore possa chiarire almeno in parte la logica con cui sono costruiti i caratteri Han.
Allo stesso tempo, essa mette in evidenza i molteplici livelli di significato racchiusi nel testo, che afferma la non-dualità di tutte le cose:
“La forma non è diversa dal vuoto, e il vuoto non è diverso dalla forma.”
Infine, viene presentata l’analisi dell’intero testo del Sutra del Cuore, accompagnata dalla sua recitazione in giapponese.
https://www.youtube.com/watch?v=9oflhxoI3ew&t=39s
