LU JONG e LO JONG

27 Ago , 2026 - Novità,Medicina Orientale,Psicologia

LU JONG e LO JONG

ལུས་སྦྱོང་ Lus Sbyong e བློ་སྦྱོང་ Blo Sbyong

Il corpo e la mente nell’arte tibetana dell’addestramento

Quando si incontrano per la prima volta i termini Lu Jong e Lo Jong, la somiglianza dei nomi può creare facilmente confusione. In realtà indicano due pratiche differenti, appartenenti a contesti distinti della cultura tibetana, anche se condividono una stessa idea fondamentale: l’essere umano può essere trasformato attraverso l’addestramento.

La differenza si trova già nella scrittura tibetana.

ལུས — lus, trascritto comunemente lu, significa corpo.

བློ — blo, trascritto lo, indica invece la mente, ma anche l’atteggiamento mentale, la disposizione con cui ci rapportiamo all’esperienza.

La seconda parte dei due termini è invece comune:

སྦྱོང — sbyong, pronunciato approssimativamente jong, indica l’idea di allenare, addestrare, coltivare, esercitare e, in determinati contesti, purificare o trasformare.

Da qui derivano:

ལུས་སྦྱོང་ — lus sbyong — Lu Jong
“addestramento del corpo”

e

བློ་སྦྱོང་ — blo sbyong — Lo Jong
“addestramento della mente”.

Questa distinzione linguistica è già estremamente significativa. Non abbiamo semplicemente due tecniche differenti: abbiamo due oggetti dell’addestramento, il corpo e la mente.

E tuttavia, nella cultura tibetana, separarli completamente sarebbe fuorviante.


Il corpo come luogo della pratica

Il Lu Jong — ལུས་སྦྱོང་ viene oggi conosciuto in Occidente soprattutto come una pratica di movimento tibetana associata agli insegnamenti di Tulku Lobsang Rinpoche.

La parola lus indica il corpo, mentre sbyong rimanda all’allenamento e alla coltivazione. Per questo “ginnastica tibetana” è una traduzione possibile soltanto in senso molto generale e rischia di essere riduttiva.

Il Lu Jong utilizza infatti movimento, respirazione, attenzione e coordinazione all’interno di una concezione tradizionale del corpo.

Nella forma contemporanea trasmessa da Tulku Lobsang, la pratica viene collegata alla Medicina Tibetana e alla conoscenza tradizionale dei canali corporei, degli elementi e dei processi che regolano l’equilibrio dell’organismo.

Questo non significa però che il Lu Jong sia semplicemente “esercizio fisico più energia”.

Il suo interesse sta proprio nel fatto che il movimento viene inserito all’interno di una particolare visione del corpo.


I cinque elementi e il corpo secondo la tradizione tibetana

Uno dei primi riferimenti che incontriamo nel Lu Jong è quello ai cinque elementi, indicati nella terminologia tibetana come:

འབྱུང་བ་ལྔ — ‘byung ba lnga

La tradizione tibetana parla di terra, acqua, fuoco, vento e spazio.

Questi elementi non devono essere confusi con gli elementi chimici della scienza moderna. Sono categorie attraverso le quali la tradizione interpreta la natura, il corpo e i processi che lo caratterizzano.

Nel Lu Jong contemporaneo esiste una serie specifica di movimenti associati proprio ai cinque elementi.

La cosa interessante è che il praticante non viene invitato soltanto a “fare una posizione”, ma a entrare in relazione con il movimento attraverso respirazione, attenzione e percezione corporea.

È qui che il Lu Jong diventa qualcosa di più interessante di una semplice ginnastica.

Il movimento diventa un modo per educare la percezione del corpo.


I canali: རྩ་ — rtsa — tsa

Un altro termine fondamentale è:

རྩ་ — rtsa — tsa.

Nelle tradizioni tibetane indica i canali del corpo sottile.

Nei testi divulgativi occidentali vengono spesso tradotti come “meridiani”, per analogia con la medicina cinese. È una semplificazione che può essere utile per il primo orientamento, ma che diventa problematica se presa alla lettera.

I tsa appartengono infatti a una specifica elaborazione tibetana del corpo sottile.

Sono quindi meglio descritti come canali, lasciando alla tradizione il proprio linguaggio.

Accanto ai tsa troviamo un altro termine fondamentale:

རླུང — rlung — lung,

letteralmente “vento”.

Il termine compare anche nell’espressione:

རྩ་རླུང — rtsa rlung — Tsa Lung,

la pratica dei canali e dei venti, che costituisce un’altra importante categoria delle pratiche corporee e contemplative tibetane.

Lu Jong e Tsa Lung possono quindi incontrarsi nello stesso universo di pratiche, ma non sono sinonimi.


Dal corpo alla mente

Se Lu Jong significa addestramento del corpo, Lo Jong — བློ་སྦྱོང་ porta l’attenzione verso un altro livello.

Qui il termine fondamentale è བློ — blo.

Non indica semplicemente il cervello o la mente come organo biologico.

Riguarda piuttosto il modo in cui la mente si dispone, interpreta e reagisce all’esperienza.

Lo Jong viene quindi generalmente tradotto come:

addestramento della mente

oppure:

trasformazione dell’atteggiamento mentale.

Questa seconda traduzione permette di comprendere meglio la natura della pratica.

Non si tratta semplicemente di imparare a rilassarsi.

E neppure di “pensare positivo”.

Lo Jong nasce infatti all’interno del Buddhismo Mahayana e ha come uno dei suoi obiettivi fondamentali la coltivazione della bodhicitta:

བྱང་ཆུབ་སེམས — byang chub sems,

la mente del risveglio orientata al beneficio di tutti gli esseri.

La trasformazione della mente è quindi inseparabile da una trasformazione del rapporto con gli altri.


Atisha e la trasmissione dell’addestramento mentale

La storia del Lo Jong viene tradizionalmente collegata al grande maestro indiano Atiśa Dīpaṃkara Śrījñāna, vissuto tra il 982 e il 1054.

Atiśa arrivò in Tibet nell’XI secolo e la sua opera ebbe un’importanza enorme nello sviluppo della tradizione Kadampa.

Gli insegnamenti dell’addestramento mentale che confluirono successivamente nel Lo Jong appartengono a una tradizione indiana precedente alla loro sistematizzazione tibetana.

Questo è un punto importante.

Il Lo Jong non nasce semplicemente come una “tecnica tibetana” isolata.

È il risultato di una trasmissione indo-tibetana, sviluppatasi attraverso maestri, testi e linee di insegnamento.

Uno dei testi più importanti di questa tradizione è quello conosciuto come:

བློ་སྦྱོང་དོན་བདུན་མ་

Blo Sbyong Don Bdun Ma

I Sette Punti dell’Addestramento Mentale.

Il testo è associato a Geshe Chekawa Yeshe Dorje, vissuto tra l’XI e il XII secolo.

Qui il Lo Jong assume una forma sistematica.


La mente si allena attraverso la vita

È forse questo l’aspetto più interessante del Lo Jong.

L’addestramento non viene confinato alla meditazione.

Le situazioni quotidiane diventano il materiale stesso della pratica.

La difficoltà, la frustrazione, il conflitto, la perdita, l’orgoglio, la paura e il desiderio non sono semplicemente ostacoli da eliminare.

Possono diventare occasioni per osservare come la mente reagisce.

È una prospettiva radicalmente diversa da quella secondo cui una pratica spirituale dovrebbe permetterci di vivere evitando ogni esperienza spiacevole.

Nel Lo Jong la domanda diventa piuttosto:

“Che cosa posso imparare dalla maniera in cui sto reagendo a questa situazione?”

Il problema non è sempre l’evento.

È anche il modo in cui la mente costruisce la propria relazione con l’evento.


Tonglen — གཏོང་ལེན

Una delle pratiche più conosciute associate al Lo Jong è il Tonglen:

གཏོང་ལེན — gtong len.

Il termine significa letteralmente:

dare e prendere.

La pratica utilizza il respiro e la visualizzazione.

In una forma sintetica, durante l’inspirazione si immagina di prendere la sofferenza; durante l’espirazione si immagina di dare sollievo, felicità e condizioni favorevoli.

Non è necessario interpretare questa pratica come uno scambio energetico in senso fisico.

Il suo significato fondamentale è contemplativo.

La persona cerca di modificare il proprio rapporto abituale con la sofferenza e con l’egocentrismo.

Invece di allontanarsi automaticamente da ciò che è doloroso, impara a rivolgere l’attenzione verso la sofferenza propria e altrui.

Il Tonglen diventa così un esercizio di trasformazione dell’atteggiamento.

Ed è esattamente questo il senso profondo di Lo Jong.


Otto versi e Sette Punti: attenzione a non confonderli

Nella divulgazione occidentale vengono spesso accostati il Lo Jong, gli Otto Versi dell’Addestramento Mentale e i Sette Punti dell’Addestramento Mentale.

Sono testi collegati alla stessa grande tradizione dell’addestramento mentale, ma non sono la stessa opera.

Gli Otto Versi dell’Addestramento Mentale sono tradizionalmente attribuiti a Langri Tangpa Dorje Senge.

I Sette Punti dell’Addestramento Mentale sono invece associati a Chekawa Yeshe Dorje.

È una distinzione importante soprattutto quando si costruisce una bibliografia seria.


Il corpo e la mente non sono due mondi separati

A questo punto diventa possibile tornare al Lu Jong.

Se Lo Jong lavora direttamente sull’atteggiamento mentale, Lu Jong lavora attraverso il corpo.

Ma questa distinzione non significa che una pratica sia esclusivamente fisica e l’altra esclusivamente mentale.

Il corpo modifica continuamente la nostra esperienza.

La respirazione cambia.

Il tono muscolare cambia.

L’equilibrio cambia.

L’attenzione cambia.

Il modo in cui ci muoviamo cambia.

E tutto questo modifica anche il modo in cui viviamo l’esperienza.

Allo stesso modo, una preoccupazione, una paura o uno stato emotivo modificano il respiro, il tono muscolare, la postura e il movimento.

Da questa prospettiva possiamo comprendere perché nella cultura tibetana sia difficile tracciare una linea rigida tra corpo, respiro e mente.


Lu Jong: allenare il corpo significa anche educare l’attenzione

Un movimento lento obbliga il praticante a confrontarsi con informazioni che normalmente passano inosservate.

Dove si trova il peso?

Quanto è stabile il piede?

Il movimento nasce dalla volontà oppure viene continuamente corretto?

Il respiro viene trattenuto?

Dove compare tensione?

Dove il movimento diventa più fluido?

Queste domande non richiedono necessariamente una spiegazione mistica.

Sono esperienze corporee.

Possiamo studiarle attraverso la propriocezione, l’equilibrio, il controllo motorio, la respirazione e l’attenzione.

La tradizione tibetana le inserisce però in un modello più ampio, nel quale corpo e mente fanno parte di una stessa pratica trasformativa.

È proprio qui che il Lu Jong può essere interessante anche per il praticante contemporaneo.


La parola chiave è अभ्यास Abhyāsa: pratica

C’è un elemento che attraversa entrambe le tradizioni.

Non basta conoscere.

Bisogna praticare.

Sapere che cosa sia la compassione non significa essere compassionevoli.

Sapere come dovrebbe muoversi il corpo non significa saperlo muovere.

Conoscere una tecnica respiratoria non significa aver sviluppato una relazione consapevole con il respiro.

Per questo སྦྱོང — sbyong è forse la parola più importante dei due termini.

Lu Jong e Lo Jong sono entrambi forme di allenamento.

Non promettono una trasformazione istantanea.

Propongono una trasformazione attraverso la ripetizione.


Una differenza fondamentale rispetto alla moderna cultura del benessere

Oggi molte pratiche corporee vengono presentate attraverso parole come:

rilassamento, benessere, equilibrio, energia, armonia.

Questi termini possono essere utili, ma rischiano di appiattire tradizioni molto diverse.

Il Lu Jong non nasce come semplice metodo per “stare bene”.

E il Lo Jong non nasce come tecnica per “eliminare lo stress”.

Entrambi appartengono a sistemi nei quali l’allenamento ha una finalità più ampia.

Il corpo viene educato.

La mente viene educata.

L’attenzione viene educata.

E, nel Lo Jong, viene educato anche il modo in cui ci rapportiamo alla sofferenza degli altri.

Questa dimensione etica è essenziale e spesso scompare nelle versioni occidentali ridotte a esercizio fisico o wellness.


Lu Jong e Lo Jong: due direzioni della stessa parola

Alla fine, la differenza può essere espressa in maniera molto semplice.

ལུས་སྦྱོང་ — Lus Sbyong — Lu Jong

significa addestrare il corpo.

བློ་སྦྱོང་ — Blo Sbyong — Lo Jong

significa addestrare la mente.

Ma la cosa più interessante non è la differenza.

È ciò che li unisce:

སྦྱོང — Sbyong.

Allenare.

Coltivare.

Esercitare.

Trasformare.

Il corpo non viene considerato qualcosa di statico.

La mente non viene considerata qualcosa di immutabile.

Entrambi possono essere educati attraverso la pratica.

Ed è proprio qui che Lu Jong e Lo Jong acquistano un significato che va oltre la semplice tecnica.

Il corpo può diventare una via per educare la mente.
La mente può diventare una via per trasformare il rapporto con il corpo.

Non perché corpo e mente siano magicamente “uno”, ma perché nella concreta esperienza umana si influenzano continuamente.


Una precisazione necessaria sulla tradizione contemporanea

È importante infine distinguere la storia generale delle pratiche corporee tibetane dal Lu Jong nella forma oggi diffusa in Occidente.

Il Lu Jong non è un’invenzione moderna di Tulku Lobsang. Le pratiche corporee tibetane hanno una storia molto più antica e articolata.

Allo stesso tempo, il sistema di Lu Jong oggi insegnato internazionalmente da Tulku Lobsang rappresenta una specifica sistematizzazione contemporanea, con una precisa struttura didattica.

Questa distinzione permette di evitare due errori opposti:

da una parte presentare il Lu Jong contemporaneo come se fosse rimasto identico per mille anni;

dall’altra considerarlo semplicemente una moderna ginnastica inventata in Occidente.

La realtà storica è più interessante: una tradizione antica, trasmessa, reinterpretata e sistematizzata in una forma contemporanea.


Glossario

ལུས — lus — Lu
corpo.

སྦྱོང — sbyong — Jong
allenare, addestrare, coltivare, purificare, trasformare.

ལུས་སྦྱོང — lus sbyong — Lu Jong
addestramento del corpo.

བློ — blo — Lo
mente, disposizione o atteggiamento mentale.

བློ་སྦྱོང — blo sbyong — Lo Jong
addestramento della mente.

རྩ — rtsa — Tsa
canali del corpo sottile.

རླུང — rlung — Lung
vento; nella terminologia del corpo sottile, una dinamica associata al respiro e ai venti interni.

རྩ་རླུང — rtsa rlung — Tsa Lung
canali e venti.

གཏོང་ལེན — gtong len — Tonglen
dare e prendere.

བྱང་ཆུབ་སེམས — byang chub sems — Bodhicitta
mente del risveglio.

བློ་སྦྱོང་དོན་བདུན་མ — blo sbyong don bdun ma
I Sette Punti dell’Addestramento Mentale.


I 59 slogan del Lo Jong

བློ་སྦྱོང་གདམས་ངག — Lo Jong: istruzioni per l’addestramento mentale

Il nucleo della tradizione del Lo Jong è costituito dai 59 slogan, brevi istruzioni attraverso le quali il praticante viene guidato nella trasformazione del proprio atteggiamento mentale.

Essi sono organizzati tradizionalmente nei Sette Punti dell’Addestramento Mentale. Non si tratta semplicemente di precetti morali: sono indicazioni pratiche destinate a essere applicate alla meditazione, alle relazioni e alle situazioni concrete della vita quotidiana.

I 59 slogan del Lo Jong

བློ་སྦྱོང་ — Blo Sbyong

1. I preliminari

1. Prima di tutto, allenati nei preliminari.

Questo primo punto comprende le quattro riflessioni fondamentali: la preziosità dell’esistenza umana, l’impermanenza e la morte, il karma e la natura insoddisfacente dell’esistenza condizionata.


2. La pratica principale: addestrare la bodhicitta

Bodhicitta ultima

2. Considera tutti i fenomeni come simili a un sogno.

3. Esamina la natura della consapevolezza originaria.

4. Lascia che anche l’antidoto si liberi da sé.

5. Dimora nella natura dell’ālaya, l’essenza.

6. Dopo la meditazione, comportati come un essere che riconosce la natura illusoria delle cose.

Bodhicitta relativa

7. Pratica alternativamente il dare e il prendere; lascia che entrambi seguano il respiro.

Questo è il principio del Tonglen — གཏོང་ལེན (gtong len).

8. Riconosci i tre oggetti, i tre veleni e le tre fonti della virtù.

9. In tutte le attività, allenati attraverso le massime.

10. Inizia da te stesso la pratica del prendere.


3. Trasformare le avversità nel sentiero

Questa è una delle parti più caratteristiche del Lo Jong: non aspettare che le condizioni diventino favorevoli per praticare, ma utilizzare proprio ciò che ci mette in difficoltà.

11. Quando il mondo è pieno di negatività, trasforma ogni avversità nel sentiero del risveglio.

12. Riporta tutte le colpe a un’unica origine.

13. Medita sulla grande gentilezza di tutti gli esseri.

14. Considera le percezioni confuse attraverso i quattro kāya e riconosci nella vacuità la protezione suprema.

15. Le quattro pratiche sono il metodo migliore.

16. Qualunque cosa incontri, trasformala in pratica meditativa.


4. Applicare la pratica per tutta la vita

17. Coltiva i cinque poteri: sono l’essenza condensata delle istruzioni.

18. Applica i cinque poteri anche al momento della morte.

Qui compare un tema fondamentale del Lo Jong: la pratica non è qualcosa che si interrompe quando termina la meditazione formale. Deve accompagnare l’intera esistenza, compresa la morte.


5. Come riconoscere se la mente è realmente addestrata

Questi slogan sono particolarmente interessanti perché spostano l’attenzione dal “sentirsi spirituali” al verificare concretamente se la pratica sta producendo una trasformazione.

19. Tutti gli insegnamenti convergono verso un unico punto.

20. Dei due testimoni, affidati principalmente a quello interiore.

21. Mantieni sempre una mente gioiosa.

22. Se riesci a praticare anche quando sei distratto, l’addestramento è diventato stabile.


6. Gli impegni dell’addestramento mentale

Qui il Lo Jong diventa molto concreto.

23. Attieniti costantemente ai tre principi fondamentali.

24. Cambia il tuo atteggiamento, ma rimani naturale.

25. Non parlare delle ferite o dei punti deboli degli altri.

26. Non concentrarti continuamente sui difetti altrui.

27. Lavora prima sulle emozioni disturbanti più forti.

28. Abbandona ogni aspettativa riguardo al risultato.

29. Abbandona ciò che è “cibo avvelenato”: ciò che sembra nutrire la pratica ma alimenta l’ego.

30. Non essere prevedibile nei tuoi comportamenti egoici.

31. Non denigrare gli altri.

32. Non aspettare gli altri al varco per coglierli in errore.

33. Non portare le situazioni fino al loro punto più doloroso.

34. Non trasferire il peso del bue sulla mucca.

35. Non cercare di essere sempre il primo o il più veloce.

36. Non agire con secondi fini o con ambiguità.

37. Non trasformare gli dèi in demoni.

38. Non utilizzare la sofferenza degli altri come sostegno per la tua felicità.

Questi ultimi slogan sono particolarmente interessanti perché mostrano quanto il Lo Jong sia lontano da una semplice tecnica di rilassamento.

È una vera disciplina dell’atteggiamento.


7. I precetti dell’addestramento mentale

Ed eccoci agli ultimi 21 slogan, dal 39 al 59.

39. Fai tutto con un’unica intenzione.

40. Contrasta ogni avversità con un unico rimedio.

41. Due attività: una all’inizio e una alla fine.

42. Qualunque delle due circostanze si presenti, sii paziente.

43. Mantieni questi due principi anche a costo della vita.

44. Allenati nelle tre difficoltà.

45. Coltiva le tre cause principali.

46. Mantieni vive le tre qualità che non devono diminuire.

47. Mantieni unite le tre cose inseparabili.

48. Applica l’addestramento senza parzialità a tutti gli ambiti della vita.

49. Medita continuamente su ciò che suscita in te risentimento.

50. Non lasciarti dominare dalle circostanze esterne.

51. Questa volta, pratica ciò che è veramente importante.

52. Non fraintendere l’insegnamento.

53. Non essere incostante.

54. Allenati con tutto il cuore.

55. Liberati attraverso l’esame e l’analisi.

56. Non indulgere nell’autocommiserazione.

57. Non essere geloso.

58. Non essere frivolo o superficiale.

59. Non cercare riconoscimento o applausi.


1. Lotsawa House — italiano

. Contiene il testo dei Sette Punti dell’Addestramento Mentale di Chekawa Yeshe Dorje in traduzione italiana.

Lotsawa House – I Sette Punti dell’Addestramento Mentale

Da usare come riferimento italiano principale.


2. Tricycle — inglese

Molto utile perché presenta tutti i 59 slogan, numerati da 1 a 59, con commenti di Judy Lief. È una buona fonte per vedere anche come vengono interpretati nella tradizione contemporanea.

Tricycle – The 59 Lojong Slogans


3. Lion’s Roar Dharma Center — inglese

Molto interessante per il confronto testuale. Specifica chiaramente che si tratta dei 59 slogan di Chekawa Yeshe Dorje, organizzati nei sette punti, e mette in evidenza che diverse traduzioni possono differire.

Lion’s Roar Dharma Center – 59 Lojong Slogans


4. Lamrim Path — inglese

Qui trovi l’elenco completo organizzato secondo i sette punti, con le singole istruzioni numerate. È particolarmente comodo se vuoi confrontare la struttura complessiva del testo.

Lamrim Path – Mind Training: Lojong


5. Tibetan Buddhist Encyclopedia — inglese

Utile soprattutto come fonte di controllo. Riporta esplicitamente che il testo radice contiene 59 slogan e presenta l’organizzazione nei sette punti.

Tibetan Buddhist Encyclopedia – The 59 Slogans of Lojong


6. Chitta — tibetano + inglese

Questo è particolarmente interessante per il lavoro che stai facendo perché presenta il titolo originale in tibetano:

བློ་སྦྱོང་དོན་བདུན་མ།
Blo sbyong don bdun ma
I Sette Punti dell’Addestramento Mentale

e organizza il testo nei sette capitoli, con il riferimento ai circa 59 slogan.

Chitta – The Seven Points of Mind Training


Bibliografia e fonti

Per il Lu Jong contemporaneo, la fonte primaria da consultare è la documentazione di Nangten Menlang International / Tulku Lobsang, che descrive la struttura dei livelli, i cinque elementi, i movimenti delle parti del corpo, gli organi vitali, le condizioni e il rapporto con Tsa Lung. Nangten Menlang International – Lu Jong

Per la storia e la struttura del Lo Jong, sono molto utili i materiali di Study Buddhism, soprattutto quelli dedicati ad Atiśa, alla tradizione Kadampa e ai Sette Punti dell’Addestramento Mentale. Study Buddhism – Mind Training

Per i testi tibetani tradotti, Lotsawa House rappresenta una risorsa particolarmente interessante, perché permette di confrontare testo tibetano, traslitterazione e traduzione. Lotsawa House – Seven Points of Mind Training

Per una prospettiva accademica italiana, è particolarmente interessante il lavoro disponibile attraverso Ca’ Foscari – Università di Venezia, dedicato alla tradizione dell’addestramento mentale e alla traduzione dei testi tibetani. Università Ca’ Foscari – L’addestramento mentale

Per il contesto storico della Medicina Tibetana, sono utili anche le pubblicazioni scientifiche disponibili attraverso PubMed Central, che permettono di distinguere la descrizione storica della medicina tibetana dalle interpretazioni contemporanee. PubMed Central – Tibetan Medicine

Testi consigliati

Geshe Chekawa Yeshe Dorje — The Seven-Point Mind Training
Testo fondamentale della tradizione Lo Jong.

Jamgön Kongtrul Lodrö Tayé — The Great Path of Awakening
Uno dei commentari classici più importanti alla tradizione dell’addestramento mentale.

B. Alan Wallace — The Seven-Point Mind Training
Una buona introduzione contemporanea, utile per mettere in relazione la tradizione con una lettura moderna.

Tulku Lobsang — Lu Jong
Testo divulgativo legato alla forma contemporanea di Lu Jong da lui trasmessa.


Videografia

  • Lu Jong, video ufficiali di Tulku Lobsang, perché consentono di vedere direttamente la pratica nella forma in cui viene oggi insegnata e trasmessa. Tulku Lobsang – Teachings e video
  • Lo Jong, invece, è molto più interessante cercare insegnamenti completi sui Sette Punti dell’Addestramento Mentale, piuttosto che video di semplice divulgazione.

Un riferimento particolarmente autorevole è il materiale della FPMT relativo agli insegnamenti di Lama Zopa Rinpoche sui Sette Punti. FPMT – Seven-Point Mind Training

Sono inoltre disponibili gli insegnamenti di Sua Santità il XIV Dalai Lama dedicati al Seven Point Mind Training, utili soprattutto per comprendere il Lo Jong nel suo contesto buddhista e non semplicemente come tecnica psicologica. Dalai Lama – Teachings


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