阿久澤 稔 と 阿吽会
Minoru Akuzawa e l ‘Aunkai
Il metodo sviluppato da Akuzawa Minoru (阿久澤 稔) nasce dalla sintesi di differenti esperienze maturate nel corso della sua formazione: la ginnastica, le arti marziali giapponesi tradizionali (Koryū Bujutsu), lo Yagyū Shingan-ryū, il Sanda, lo Xingyiquan, la boxe occidentale e il sistema di combattimento delle Forze di Autodifesa Giapponesi (Jieitai).
Da questo variegato percorso ha preso forma un sistema originale denominato 阿吽会 (Aunkai), il cui obiettivo non è insegnare un nuovo stile di combattimento, ma sviluppare un modo diverso di organizzare il corpo, approccio che Akuzawa definisce 内動武術 (Naidō Bujutsu), traducibile come “arte marziale del movimento interno”.
- 内 (Nai – Interno): Non indica un’energia misteriosa o nascosta, ma l’organizzazione profonda della struttura corporea (come ossa, articolazioni, fasce, tendini e muscoli cooperano).
- 動 (Dō – Movimento): Un movimento generato dall’intero corpo come un’unica struttura coordinata, e non dalla semplice contrazione muscolare isolata.
- 武術 (Bujutsu – Arte marziale): Sottolinea che non si tratta di una ginnastica terapeutica o di un metodo di rilassamento, ma di un’arte applicata al combattimento.
A differenza di molte scuole interne, Akuzawa evita volutamente il termine cinese Nèigōng (內功), poiché rifiuta l’idea di accumulare energia, focalizzandosi invece sulla costruzione di una struttura corporea capace di generare un movimento efficiente.
La nascita dell’Aunkai e la filosofia del nome
L’Aunkai non è il frutto di un progetto pianificato a tavolino o di una teoria pregressa, ma l’evoluzione di una ricerca personale durata decenni. Quando Akuzawa iniziò a insegnare, sentì il bisogno di dare un nome a qualcosa che esisteva già spontaneamente nella sua pratica quotidiana.
Desiderando creare qualcosa di autenticamente giapponese che si distaccasse dalle associazioni di arti marziali cinesi di cui faceva parte, scelse i seguenti caratteri:
阿吽 (Aun)
Nella tradizione buddhista giapponese, 阿 (A) è il primo suono pronunciato a bocca aperta (l’inizio, l’inspirazione), mentre 吽 (Un) è l’ultimo suono emesso a bocca chiusa (il compimento, l’espirazione). Sebbene ricordi il concetto cinese di Yīnyáng, nella cultura nipponica assume un carattere più esperienziale che filosofico. Per Akuzawa, Aun rappresenta l’integrazione armonica di qualità opposte:
- Morbidezza e durezza
- Rilassamento e forza
- Cedevolezza e stabilità
Questo ideale corporeo è incarnato dalle statue dei Kongō Rikishi (金剛力士), i due guardiani guardiani dei templi buddhisti (uno a bocca aperta e uno a bocca chiusa): un corpo saldo ma non rigido, potente ma non contratto.
会 (Kai)
Significa incontro, associazione o comunità. Di conseguenza, Aunkai si traduce come “l’associazione dell’Aun”, ovvero una comunità dedicata alla coltivazione dell’equilibrio tra gli opposti.
I Principi del Corpo Marziale
身体は環境によって育つ (Karada wa kankyō ni yotte sodatsu)
Il corpo cresce attraverso l’ambiente
Una forza che nasce dall’organizzazione
Akuzawa ha sperimentato in gioventù pesi, corpo libero e kettlebell, scoprendo che il suo obiettivo non era l’ipertrofia, ma la gestione efficiente del carico. La forza muscolare tradizionale, se usata da sola, porta a dispersioni energetiche e rigidità. Nell’Aunkai la forza è una conseguenza di una struttura meglio organizzata.
La Fascia (Kinmaku) e la Gravità
Il peso del corpo e i carichi esterni non vengono sostenuti dai muscoli, ma trasferiti attraverso lo scheletro, i tendini e la fascia connettivale (筋膜 – Kinmaku). In questo allineamento dinamico, la gravità smette di essere un nemico da contrastare e diventa un’alleata per scaricare e restituire la forza dal terreno.
Il Tanden come conseguenza
A differenza di altre discipline che isolano il Tanden (centro energetico) come un obiettivo da attivare volontariamente, nell’Aunkai il Tanden, il Koshi (lombi/bacino) e il Dōtai (tronco) entrano in funzione naturalmente come espressione di un corpo correttamente connesso ed eliminando il superfluo (脱力 – Datsuryoku).
La Natura come Palestra
Nato nella montuosa e selvaggia prefettura di Gunma, Akuzawa ha passato l’infanzia nei boschi per sfuggire a un contesto familiare e scolastico difficile. Questa esperienza ha segnato il suo approccio: ritiene che camminare in montagna (spesso a piedi scalzi) sia il miglior allenamento possibile, poiché il terreno irregolare costringe il sistema nervoso ad adattarsi continuamente, stimolando l’equilibrio in modi impossibili da replicare sul pavimento uniforme di un Dōjo. Prima della tecnica viene il movimento originario (arrampicarsi, correre, lottare).

Programma di Studio dell’Aunkai (Syllabus)
Il metodo mira a sviluppare cinque qualità fondamentali: Esterno, Interno, Mobilizzazione, Tecnica e Mente. La struttura tipica di una sessione di allenamento si articola nelle seguenti fasi:
1. Riscaldamento (30 minuti)
Esercizi mirati a rinforzare i tendini, aumentare la consapevolezza delle parti del corpo meno usate e strutturare le connessioni interne attraverso posture e combinazioni di colpi:
- Esercizi di struttura con i colpitori (mitts) nelle posture: Zenkutsu-dachi (avanzata), Jigotai(difensiva), Shizentai (naturale).
- Calci sui colpitori in diverse varianti.
2. Esercizi individuali — 鍛錬 (Tanren) (15–30 minuti)
Tanren significa “forgiare e raffinare”. Serve a trasformare profondamente il corpo espandendo la mobilità articolare e la coordinazione globale in posizione eretta, seduta o in camminata.
- Shiko (四股): Esercizio tradizionale del Sumō (standard e varianti).
- Mabu (馬歩): Posizione del cavaliere (standard e varianti).
- Tenchijin (天地人 – Cielo-Terra-Uomo): Derivato dallo Yagyū Shingan-ryū.
- Varianti di Tenchi: Tenchi-wake (“Separare Cielo e Terra”) e Tenchi-kō (“Interazione fra Cielo e Terra” in 6 varianti).
- Jūjiko (十字交): Connessione a croce (con sollevamento gamba Ashi-age, rotazioni e calci).
- Shintai-jiku (身体軸): Asse del corpo (in piedi, in ginocchio, torsioni, camminata).
- Kokyū (呼吸): Esercizi di respirazione.
3. Allenamento a coppie (30 minuti)
Pratiche di contatto per imparare a gestire la pressione e la forza dell’avversario.
- Camminata a coppie (in Mabu, con colpi o pugni contro resistenza).
- Gotai (五体): Lavoro sulla connessione corporea (orizzontale e verticale).
- Push Out: Esercizi di spinta ispirati al Tuīshǒu del Taijiquan.
- Agete – Sagete (上げ手・下げ手): Sollevare e abbassare per trasmettere la forza.
- Shintai-jiku (身体軸): Applicazione dell’asse corporeo nel lavoro a due.
4. Allenamento con il bastone (30 minuti – a coppie e individuale)
Nota: Svolto mensilmente in sedi più ampie, ma pilastro del lavoro individuale.
- Tsuki (突き – Affondo): Nelle varianti In (Yin), Yō (Yang) e Tenchi (Cielo e Terra).
- Oscillazioni e Movimenti: Laterali, verticali, a otto e movimenti circolari (Mawashi).
- Schivate (Kawashi) e Sbilanciamenti (Kuzushi): Applicati anche nel lavoro a coppie per il trasferimento della forza.
5. Allenamento del movimento (30 minuti)
- Affondi in movimento: Stesso lato, lato opposto, Tenchi e combinazioni a tre colpi.
- Uso delle gambe: Calci, transizioni e passi.
- Sesshoku (接触 – Contatto) e Sabaki (捌き – Gestione): Applicazioni per aderire, assorbire e rimbalzare.
6. Tecniche e applicazioni (30–45 minuti)
- Jūji (十字): Applicazione del principio della connessione a croce.
- Kuzushi (崩し): Tecniche di sbilanciamento.
- Gōjū (剛柔): Uso alternato di durezza (Gō) e morbidezza (Jū).
- Sparring libero: Focalizzato su attacco, difesa e sbilanciamento.
- Difesa contro armi: Difesa da coltello e Tantō (pugnale giapponese).
Come evidenziato nella prefazione di Simone Chierchini al libro “Akuzawa Minoru e Aunkai” (curato da Ellis Amdur), la straordinaria efficacia di questo maestro — descritta da chi lo ha affrontato come “fluida e rettiliana, simile a un pitone o al drago Smaug” — non ha nulla a che vedere con poteri magici o emissioni di Kifantasiose. È l’apice della biomeccanica e dell’efficienza strutturale.
L’Aunkai dimostra che le tecniche marziali non sono il punto di partenza, ma l’espressione finale di un corpo correttamente educato. Per comprendere un metodo simile, le parole e i video non bastano: come suggeriscono gli autori del testo, l’unico modo per capire l’Aunkai è “sentirlo” direttamente attraverso la pratica.

Bibliografia e Sitografia
Libri e Pubblicazioni
- Gillespie, W. T. (2024). Akuzawa Minoru and Aunkai – Nippon Naidō Bujutsu. A cura di Ellis Amdur, traduzione di Rob John. The Ran Network. (Disponibile anche in edizione francese: Akuzawa Minoru et l’Aunkai).
- Amdur, Ellis (2014). Hidden in Plain Sight: Japanese Combat Secrets. Edgework: saggi e approfondimenti critici sull’uso del corpo e sulla forza interna nelle arti marziali tradizionali giapponesi.
Siti Web Ufficiali (Aunkai)
- Aunkai Tokyo – Official Website (English/Japanese):https://www.aunkai-tokyo.jp/en/Il portale ufficiale dell’organizzazione a Tokyo, contenente la storia del fondatore e gli aggiornamenti sui seminari.
- Aunkai International Syllabus & Class Info:https://www.aunkai-tokyo.jp/en/class-info-en/syllabusLa fonte ufficiale per il programma didattico, la terminologia tecnica e la progressione degli esercizi (Tanren, lavoro a coppie e con il bastone).
Editore e Approfondimenti
- The Ran Network (Simone Chierchini Editore):https://therannetwork.com/akuzawa-minoru-and-aunkai/Pagina ufficiale di presentazione del libro, contenente la prefazione italiana, le interviste esclusive e i dettagli biografici sul background di Akuzawa Sensei nella prefettura di Gunma.