La storia di Akuzawa Minoru

11 Lug , 2026 - Novità

La storia di Akuzawa Minoru

e dell’Aunkai

“Non è stato un maestro a creare il mio corpo.

È stato l’ambiente.”

Questa frase riassume l’intero percorso di Akuzawa Minoru (阿久澤 稔), fondatore dell’Aunkai (阿吽会): un sistema giapponese di Naidō Bujutsu (内動武術, arte marziale del movimento interno) che negli ultimi anni ha catturato l’attenzione di praticanti provenienti dalle discipline più disparate.

Molti si chiedono quale sia il segreto della sua straordinaria capacità di generare forza senza apparente sforzo. La risposta, però, non si trova in una tecnica segreta o in un esercizio nascosto, ma nella sua infanzia.

Un bambino cresciuto nei boschi

Akuzawa nasce alla fine degli anni Sessanta nella prefettura di Gunma (群馬県), una delle regioni più montuose del Giappone.

La sua infanzia non è semplice. Dopo il divorzio dei genitori, il rapporto con la nuova famiglia diventa difficile e il bosco si trasforma nel suo rifugio. Mentre i coetanei guardano la televisione, lui trascorre giornate intere tra gli alberi, allontanandosi da casa anche per giorni. Dorme nella natura, cammina, si arrampica e osserva gli animali.

Quella che potrebbe sembrare una fuga diventa, nel tempo, la sua prima vera scuola di movimento, dove impara istintivamente ad adattarsi a terreni sempre diversi.

Gli eroi che ispirano un bambino

Come molti ragazzi della sua generazione, Akuzawa cresce leggendo manga e guardando anime. Bruce Lee lo affascina, ma due opere in particolare lasciano un’impronta profonda sul suo modo di pensare.

La prima è Devilman (デビルマン) di Go Nagai. La storia del ragazzo che usa il potere di un demone per proteggere l’umanità gli trasmette un’idea fondamentale: la forza in sé è neutra, è l’intenzione a darle un significato.

La seconda è Samurai Giants (侍ジャイアンツ). Il protagonista si allena da solo nella natura, inventando continuamente modi inediti per sviluppare il proprio potenziale fisico. Osservando il metodo dell’Aunkai oggi, è difficile non riconoscere l’eco di quelle immagini.

La natura insegna ciò che il dōjō non può dare

Uno degli aspetti più dirompenti del pensiero di Akuzawa riguarda il ruolo del contesto in cui ci muoviamo. Se gli si chiede quale sia il miglior allenamento complementare alle arti marziali, la risposta non è il sollevamento pesi o la corsa, ma la montagna.

Camminare su superfici irregolari, perdere momentaneamente l’equilibrio e assecondare le pendenze costringe il sistema nervoso a trovare soluzioni biomeccaniche sempre nuove. Secondo il maestro, il corpo non migliora ripetendo meccanicamente lo stesso gesto in un ambiente protetto, ma sviluppando una costante capacità di adattamento.

Per questo racconta spesso di aver camminato scalzo nei boschi: non per una ricerca ascetica, ma per ricevere informazioni dirette dal terreno e permettere al corpo di sintonizzarsi con l’esterno.

Prima della forza viene l’organizzazione

Questa esperienza spiega uno dei pilastri dell’Aunkai. Mentre la maggior parte dei praticanti si concentra sul diventare più forte, Akuzawa punta a rendere il corpo più organizzato.

La differenza è radicale. Quando la struttura interna è allineata e connessa, la forza emerge spontaneamente. Non serve irrigidirsi, contrarre i muscoli o “spingere” allo stremo: è la struttura stessa a trasmettere il peso e la potenza sfruttando la gravità. La tecnica, nell’Aunkai, arriva solo dopo aver costruito questa efficienza strutturale.

L’ambiente continua a vivere nel corpo

Guardando oggi Akuzawa in azione, si potrebbe pensare che la sua maestria dipenda solo da decenni di pratica marziale. In realtà, la sensibilità che nessun manuale avrebbe potuto insegnargli è nata proprio tra i boschi di Gunma.

Il maestro insiste su un concetto tanto semplice quanto profondo: il corpo non si forma soltanto nel dōjō (道場), ma nel modo in cui viviamo, camminiamo, respiriamo e interagiamo con lo spazio circostante.

Ogni terreno, ogni ostacolo e ogni instabilità non sono incidenti di percorso, ma opportunità per affinare l’organizzazione interna. Il messaggio dell’Aunkai, in fondo, va oltre il combattimento: prima di accumulare nuove tecniche, impara a lasciarti insegnare dall’ambiente.

📌 Approfondimento: Il significato di 阿吽会 (Aunkai)

  • 阿 (A): l’apertura, l’inizio, l’inspirazione.
  • 吽 (Un): la chiusura, il compimento, l’espirazione.
  • 会 (Kai): associazione, gruppo, comunità.

Il nome richiama l’armonia tra opposti complementari (il principio di A-Un, simile al concetto di Yin e Yang), che rappresenta il cuore pulsante dell’intero metodo.

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