in 22 sedute
rapporto tra fibromialgia e PTSD. Inoltre sono disponibili diverse conferenze recenti di Begoña Aznárez su YouTube. (Psicocienze)
Quando il sintomo corporeo viene letto all’interno della storia della persona
La fibromialgia rappresenta uno dei territori clinici nei quali il rapporto fra corpo, esperienza psicologica, memoria e storia personale appare particolarmente complesso.
Dolore diffuso, affaticamento, alterazioni del sonno, difficoltà cognitive e una generale ipersensibilità possono accompagnare per anni la vita della persona. La medicina contemporanea ha progressivamente abbandonato l’idea semplicistica secondo cui questi sintomi possano essere ricondotti a un’unica causa e tende oggi a considerarli all’interno di un modello multifattoriale.
È proprio in questo spazio che si colloca il lavoro della psicologa e psicoterapeuta spagnola Begoña Aznárez Urbieta, che ha sviluppato un protocollo di psicoterapia breve basato sull’EMDR rivolto a pazienti con fibromialgia associata a disturbo da stress post-traumatico (PTSD/TEPT).
L’idea di fondo è precisa e va formulata con attenzione: non si sostiene che la fibromialgia sia semplicemente una conseguenza di un trauma psicologico, ma si studia se, in quei pazienti nei quali fibromialgia e trauma post-traumatico coesistono, il trattamento delle esperienze traumatiche non elaborate possa produrre un miglioramento anche della sintomatologia somatica.
Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con professionisti della medicina interna e della psicoterapia e ha portato alla costruzione di un protocollo specifico articolato in 22 sedute. (ISRCTN)
Dalla diagnosi alla storia personale
Uno degli aspetti più interessanti del metodo di Aznárez è che il trattamento non comincia dal sintomo.
Prima dell’intervento viene realizzata una valutazione approfondita della persona, comprendente la storia clinica, la storia personale e soprattutto la linea della vita.
La linea della vita non è semplicemente una cronologia biografica.
Serve a individuare gli avvenimenti che hanno prodotto una particolare perturbazione e a comprendere come determinate esperienze possano essere rimaste associate a emozioni, convinzioni e sensazioni corporee ancora presenti.
Nel protocollo originale Aznárez sottolinea inoltre l’importanza dell’alleanza terapeutica, della sicurezza e della capacità del paziente di mantenere una attenzione duale, cioè la possibilità di rimanere contemporaneamente in contatto con l’esperienza interna e con il presente. (Psicocienze)
Questo punto è fondamentale soprattutto quando si lavora con traumi complessi e fenomeni dissociativi.
Perché 22 sedute?
Le 22 sedute non devono essere interpretate come 22 sedute di EMDR nel senso tradizionale.
La struttura comprende:
- 5 sedute di valutazione
- 1 seduta di restituzione
- 16 sedute di intervento terapeutico
Le sedute terapeutiche sono organizzate secondo una progressione che attraversa quattro grandi momenti:
stabilizzazione → passato → presente → futuro.
Il protocollo ufficiale del 2017 descrive infatti quattro fasi di intervento, mentre le successive presentazioni cliniche di Aznárez rendono più esplicita la scansione delle 22 sedute. (Psicocienze)
Prima fase: stabilizzare prima di elaborare
La prima fase è dedicata all’aumento della finestra di tolleranza.
È una delle caratteristiche distintive dell’approccio di Aznárez.
L’idea è che non sia sufficiente conoscere quale sia il ricordo traumatico: la persona deve essere nelle condizioni psicofisiologiche adeguate per poterlo avvicinare senza essere travolta dall’esperienza oppure, all’opposto, senza disconnettersi da essa.
Aznárez aveva già sviluppato nel 2011 un proprio Protocolo de Aumento de Ventana de Tolerancia, successivamente inserito nel protocollo rivolto alla fibromialgia. (Studocu)
Vengono utilizzate risorse positive, attenzione duale e stimolazione bilaterale, in particolare di tipo auditivo.
Ma c’è un elemento ancora più interessante: la stimolazione bilaterale viene utilizzata anche mentre la persona racconta progressivamente la propria storia.
Non si tratta quindi ancora di affrontare direttamente una singola memoria traumatica attraverso il protocollo EMDR completo.
Si lavora innanzitutto sulla possibilità di avvicinarsi alla propria storia senza esserne nuovamente sopraffatti.
La linea della vita come mappa della memoria
Durante le sedute iniziali viene costruita una linea della vita che permette di attraversare progressivamente la storia personale.
Emergono così i cosiddetti punti di perturbazione.
Sono momenti, eventi o periodi della storia nei quali l’esperienza appare ancora particolarmente attivante.
Il valore della linea della vita sta quindi nel fatto che permette di passare da una biografia generica a una mappa delle esperienze che continuano ad avere rilevanza nel presente.
Questo lavoro svolge anche una funzione diagnostica.
Permette infatti di osservare:
- quali eventi producono maggiore attivazione;
- quali emozioni emergono;
- quali convinzioni sulla propria persona sono associate agli eventi;
- quali sensazioni corporee compaiono;
- quali esperienze sembrano appartenere alla stessa rete mnestica.
ICES: immagine, cognizione, emozione e sensazione
Una volta individuati i punti di perturbazione, il protocollo utilizza la struttura ICES:
I — Imagen / Immagine
C — Cognición / Cognizione
E — Emoción / Emozione
S — Sensación / Sensazione corporea
Questa organizzazione permette di osservare contemporaneamente differenti dimensioni della memoria traumatica.
Non esiste quindi soltanto il «ricordo».
Un’esperienza traumatica può essere mantenuta attraverso:
immagini + convinzioni + emozioni + sensazioni corporee.
È proprio questa configurazione che viene utilizzata per individuare le diane sulle quali intervenire.
Il passato: le memorie traumatiche
Nelle sedute dedicate al passato vengono selezionate le esperienze maggiormente rappresentative delle reti traumatiche individuate durante la valutazione.
A questo punto viene utilizzato il protocollo EMDR.
La differenza rispetto a un approccio indiscriminatamente centrato sulla storia personale è importante.
Non si cerca necessariamente di ripercorrere ogni evento doloroso della vita.
Si cerca invece di individuare le esperienze maggiormente rappresentative del conflitto e delle reti mnestiche che continuano a mantenere il problema.
L’obiettivo è permettere alla memoria di essere rielaborata e integrata in modo differente.
Dal passato al presente
Una volta lavorato sulle memorie del passato, il protocollo si sposta sulle situazioni attuali.
Questa fase comprende le cosiddette diane del presente, cioè quelle situazioni che continuano a provocare una risposta emotiva, cognitiva o corporea sproporzionata.
Un evento attuale può infatti riattivare una rete mnestica precedente.
La persona può sapere razionalmente che «non sta più accadendo ciò che è accaduto allora», ma il sistema di risposta può continuare a comportarsi come se il pericolo fosse ancora presente.
Il trattamento cerca quindi di intervenire anche su queste associazioni.
La sequenza diventa:
ciò che è accaduto → ciò che continua ad attivarmi oggi.
Il futuro: ciò che temo possa accadere
Il protocollo non termina con il passato.
Le ultime sedute sono dedicate al futuro e all’ansia anticipatoria.
La persona viene invitata a individuare le situazioni future che teme di non riuscire ad affrontare.
Si costruisce quindi una rappresentazione di ciò che potrebbe accadere e si lavora sulla capacità di affrontarlo.
È una fase importante perché l’integrazione non significa soltanto:
«Quello che è successo non mi fa più male come prima.»
Significa anche:
«Posso affrontare ciò che verrà.»
Nelle presentazioni di Aznárez compare infatti il tema della capacità personale, espresso anche attraverso la cognizione positiva «Soy capaz», cioè «sono capace». (Scribd)
La sequenza complessiva assume così una forma molto chiara:
PASSATO
ciò che è accaduto
↓
PRESENTE
ciò che ancora mi attiva
↓
FUTURO
ciò che temo di non riuscire ad affrontare
La conclusione: riscrivere la propria storia
L’ultima seduta ha una funzione particolare.
La persona torna alla propria linea della vita e alla propria storia.
Ma ora la storia dovrebbe poter essere raccontata da una posizione differente.
Non si tratta di cancellare gli avvenimenti.
Si tratta di modificarne il rapporto con il presente.
Da una storia frammentata e ancora dominata dalle esperienze traumatiche si cerca di arrivare a una narrazione maggiormente integrata e resignificata.
Uno dei concetti utilizzati da Aznárez nelle sue presentazioni è quello di intelligenza integratrice: differenziare, connettere e narrare. (Scribd)
In questa prospettiva, la psicoterapia non consiste soltanto nella riduzione di un sintomo.
Consiste anche nella possibilità di:
differenziare ciò che appartiene al passato da ciò che appartiene al presente, collegare le diverse parti dell’esperienza e costruire una narrazione autobiografica più coerente.
E il corpo?
È probabilmente questo il punto che rende il protocollo particolarmente interessante.
La proposta di Aznárez parte da un’osservazione clinica: nelle persone con fibromialgia e trauma post-traumatico possono coesistere una storia di esperienze avverse, una forte sintomatologia corporea e una difficoltà a elaborare alcune esperienze emotive.
Il modello non dice semplicemente:
«il dolore è psicologico».
Questa sarebbe una semplificazione scorretta.
La domanda è piuttosto:
che relazione esiste fra le reti traumatiche non elaborate e la persistenza di alcuni sintomi corporei?
Ed è proprio questa relazione che il gruppo di ricerca ha cercato di indagare.
Nel trial clinico pubblicato nel 2024, il gruppo trattato con il protocollo psicoterapeutico breve basato sull’EMDR ha mostrato miglioramenti in diversi parametri rispetto al gruppo di controllo. Gli autori sottolineano inoltre una relazione fra la risposta al trattamento del TEPT e il miglioramento della sintomatologia della fibromialgia. (Psicocienze)
Tuttavia, è importante non andare oltre i dati.
Si tratta di un trial pilota con un campione relativamente piccolo. Non permette di concludere che l’EMDR «curi la fibromialgia» né che ogni fibromialgia abbia origine traumatica.
Una revisione sistematica pubblicata nel 2025 conferma l’interesse scientifico per il rapporto fra fibromialgia e PTSD, ma evidenzia anche la necessità di ulteriori studi e di campioni più ampi. (DOI)
Un modello interessante anche oltre la fibromialgia
Al di là della specifica applicazione clinica, il protocollo di Aznárez presenta una struttura teorica interessante:
valutare → stabilizzare → comprendere → individuare le memorie rilevanti → elaborare il passato → affrontare il presente → preparare il futuro → integrare.
Il sintomo non viene quindi isolato dalla persona.
Viene inserito in una storia.
Questo non significa ridurre il corpo alla psicologia.
Significa, al contrario, considerare la persona come un sistema nel quale esperienza, memoria, emozione, comportamento e fisiologia interagiscono continuamente.
È probabilmente questo il motivo per cui il protocollo merita attenzione anche da parte di chi lavora sul corpo: non perché offra una spiegazione semplicistica del dolore, ma perché propone un modo strutturato per interrogarsi sulla relazione fra storia personale, memoria e risposta corporea.
Le 22 sedute in sintesi
| Sedute | Fase | Funzione |
|---|---|---|
| 1–5 | Valutazione | Anamnesi, storia, linea della vita, diagnosi |
| 6 | Restituzione | Comprensione condivisa del caso |
| 7 | Preparazione | Risorse, sicurezza, finestra di tolleranza |
| 8–10 | Linea della vita | Desensibilizzazione narrativa e individuazione delle perturbazioni |
| 11 | ICES | Costruzione e selezione delle diane |
| 12–15 | Passato | Riprocessamento delle memorie traumatiche |
| 16–19 | Presente | Riprocessamento dei trigger attuali |
| 20–21 | Futuro | Anticipazione e capacità di affrontamento |
| 22 | Chiusura | Rivalutazione e integrazione narrativa |
Nota: questa tabella è una ricostruzione sintetica della struttura presentata nelle diverse pubblicazioni e presentazioni di Aznárez; le fonti non sempre utilizzano la stessa suddivisione numerica delle singole sedute. Il nucleo stabile del protocollo è invece costituito dalle fasi di valutazione, stabilizzazione/finestra di tolleranza, passato, presente e futuro. (Psicocienze)
Bibliografia
Aznárez, B. (2017)
Protocolo de intervención con EMDR en el tratamiento del trauma asociado a la fibromialgia.
Appendice pubblicata nella Revista Digital de Medicina Psicosomática y Psicoterapia, Sociedad Española de Medicina Psicosomática y Psicoterapia.
È la fonte primaria più importante per ricostruire il protocollo originale. (Psicociencias)
Aznárez Urbieta, B. (2017)
Variación del Protocolo Básico de EMDR para el aumento del umbral de tolerancia a la reexperimentación.
Revista Digital de Medicina Psicosomática y Psicoterapia, Vol. VII, n. 2.
È particolarmente utile per comprendere il concetto di finestra di tolleranza e il lavoro preliminare alla rielaborazione traumatica. (Studocu)
Aznárez, B. et al. (2024)
Efectividad de un protocolo de intervención psicoterapéutica breve, basado en EMDR, sobre los síntomas de pacientes diagnosticados de Fibromialgia y Trastorno de Estrés Postraumático: resultados de un ensayo clínico piloto aleatorizado.
Revista Digital de Medicina Psicosomática y Psicoterapia, Vol. 14, n. 1. (Psicocienze)
Aznárez, B. (2022)
Fibromialgia, trauma y EMDR: un protocolo exitoso y una experiencia maravillosa.
Revista de la Sociedad Española de Medicina Psicosomática y Psicoterapia. (Francine Shapiro Legacy Library)
Fibromyalgia and post-traumatic stress disorder: a systematic review (2025)
Revisione sistematica del rapporto fra fibromialgia e PTSD, utile soprattutto per contestualizzare criticamente il modello di Aznárez all’interno della letteratura contemporanea. (DOI)
Shapiro, F.
Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR) Therapy: Basic Principles, Protocols, and Procedures.
Testo fondamentale per comprendere il modello EMDR nel quale il protocollo di Aznárez inserisce le proprie modificazioni.
Sitografia
Sociedad Española de Medicina Psicosomática y Psicoterapia — SEMPyP
La pagina dedicata al progetto di ricerca sulla fibromialgia e il trauma raccoglie i principali documenti prodotti dal gruppo di ricerca. (Psicocienze)
SEMPyP — Investigación en Fibromialgia y Trauma Psíquico
Protocollo originale di Begoña Aznárez
Protocollo EMDR per il trauma associato alla fibromialgia — PDF
Studio clinico
Articolo sui risultati del trial clinico
Begoña Aznárez — sito professionale
Sito ufficiale di Begoña Aznárez
Colegio Oficial de la Psicología de Madrid
Nel 2023 il Colegio Oficial de la Psicología de Madrid ha organizzato un seminario specificamente dedicato a trauma complesso, somatizzazione, fibromialgia e protocollo di intervento in 22 sedute. (Copmadrid)
Seminario COP Madrid — Trauma complesso e somatizzazione
Videografia — YouTube
1. EMDR e fibromialgia: impatto clinico sul trauma precoce — Begoña Aznárez, Parte 1
È probabilmente il video più interessante per iniziare.
Aznárez presenta un caso clinico e spiega il rapporto fra trauma precoce, fibromialgia, dissociazione, linea della vita e EMDR. La descrizione indica anche il ruolo del genogramma e della fobia alla riesperienza. (YouTube)
EMDR y fibromialgia: Impacto clínico en trauma temprano — Begoña Aznárez, Parte 1
2. Memoria traumatica e fibromialgia — Begoña Aznárez, Parte 4
È particolarmente utile per comprendere la parte più avanzata del modello: linea della vita, dissociazione, selezione delle diane, ICES, stimolazione bilaterale e risultati dello studio clinico. (YouTube)
Memoria traumática y fibromialgia — Begoña Aznárez, Parte 4
3. Fibromialgia, trauma e psicoterapia — Parte 1
Questa serie è interessante per comprendere la cornice teorica: trauma complesso, dissociazione, attaccamento e rapporto fra esperienza traumatica e sintomo. (YouTube)
Fibromialgia, trauma y psicoterapia — Begoña Aznárez, Parte 1
Una precisazione importante
Il protocollo di Aznárez è un protocollo psicoterapeutico specialistico e non un protocollo di trattamento manuale della fibromialgia. La stimolazione bilaterale e l’EMDR devono essere considerati nel loro contesto psicoterapeutico e non possono essere trasferiti automaticamente a pratiche corporee o manuali.
Il valore del modello, anche per chi studia il rapporto fra corpo e psicologia, sta soprattutto nella sua architettura: non partire dal sintomo isolato, ma ricostruire la relazione fra sintomo, storia, memoria, attivazione attuale e capacità di affrontamento futuro.
Un approfondimento: le 22 sedute del protocollo Aznárez
L’articolo ha introdotto il rapporto tra fibromialgia, trauma e EMDR attraverso il modello psicoterapeutico sviluppato da Begoña Aznárez. Per chi desiderasse approfondire la struttura clinica dell’intervento, è utile dedicare un secondo articolo esclusivamente alla sequenza delle 22 sedute.
Le 22 sedute del protocollo Aznárez: cosa accade in ciascuna fase
Il protocollo non consiste semplicemente nell’applicazione dell’EMDR al dolore cronico. La sua struttura prevede infatti una fase iniziale di valutazione e costruzione dell’alleanza terapeutica, una fase di stabilizzazione e aumento della finestra di tolleranza, il successivo lavoro con le memorie traumatiche e i fattori scatenanti presenti e, infine, una fase orientata al futuro e alla rielaborazione narrativa dell’esperienza.
Nel secondo articolo analizzeremo seduta per seduta:
- la costruzione della linea della vita e la raccolta della storia personale;
- la valutazione clinica e la comprensione del rapporto tra esperienza traumatica e sintomatologia;
- l’introduzione al trauma e all’EMDR;
- l’installazione delle risorse positive;
- il lavoro sulla finestra di tolleranza;
- la costruzione dell’ICES;
- le dianas del passato;
- i disparadores del presente;
- il lavoro di desensibilizzazione e rielaborazione;
- il protocollo EMD;
- il lavoro orientato al futuro;
- la costruzione della cognizione positiva, compresa la percezione di essere capaci di affrontare ciò che verrà;
- la trasformazione della narrativa autobiografica;
- i criteri che permettono di procedere da una fase alla successiva;
- la seduta conclusiva e la narrativa resignificante.
L’obiettivo sarà quindi non soltanto descrivere che cosa viene fatto, ma comprendere perché il protocollo è organizzato in questa sequenza e quale funzione svolge ciascuna fase nel passaggio dalla stabilizzazione alla rielaborazione del trauma.
Sarà inoltre importante distinguere ciò che appartiene specificamente al modello di Psicoterapia Breve Integrata di Aznárez dalle procedure generali dell’EMDR, evitando di presentare il protocollo come se fosse semplicemente il protocollo standard EMDR applicato alla fibromialgia.
Un secondo articolo, quindi, più tecnico
“Le 22 sedute del protocollo Aznárez: cosa accade in ciascuna fase”
Un approfondimento rivolto soprattutto a chi desidera comprendere la logica clinica e la sequenza dell’intervento, mantenendo separati il livello divulgativo del presente articolo e quello più tecnico del successivo.
Nota: il protocollo è un modello di intervento psicoterapeutico e la sua applicazione clinica richiede competenze professionali specifiche. La descrizione delle sue fasi ha quindi finalità informative e formative e non costituisce una guida per l’autotrattamento.