- perché il sonno è una priorità per la salute
Il sonno non è un semplice momento di riposo, ma una funzione biologica indispensabile per la sopravvivenza. Dormire male occasionalmente non rappresenta un problema significativo, mentre la privazione cronica del sonno compromette profondamente la salute fisica, mentale ed emotiva. Secondo il relatore, il sonno dovrebbe essere considerato una vera urgenza clinica, tanto nella medicina quanto nella psicoterapia.
Il sonno è una funzione vitale
L’essere umano è biologicamente programmato per dormire. Il sonno è un processo attivo, accuratamente regolato dall’evoluzione attraverso numerosi meccanismi neurobiologici. La sua funzione è quella di permettere il recupero del cervello e dell’intero organismo, consolidare la memoria, sostenere le capacità cognitive e mantenere efficiente il sistema immunitario.
Una sola notte insonne può provocare stanchezza e riduzione delle prestazioni; diversi giorni consecutivi di deprivazione del sonno possono alterare profondamente il funzionamento mentale fino a favorire fenomeni psicotici. La mancanza cronica di sonno rappresenta quindi un importante fattore di rischio per numerose patologie.
Non esiste salute senza un buon sonno
Una delle idee centrali della conferenza è che non esistono una salute fisica e una salute mentale separate: esiste un’unica salute dell’organismo. Dormire male rende impossibile mantenere questo equilibrio.
Chi non dorme adeguatamente presenta difficoltà di concentrazione, riduzione della memoria, alterazioni dell’umore, aumento dello stress, maggiore vulnerabilità alle infezioni e minore capacità di recupero.
Anche la psicoterapia risulta meno efficace quando il paziente è privato del sonno, poiché attenzione, memoria ed elaborazione emotiva risultano compromesse. Lo stesso terapeuta dovrebbe prendersi cura del proprio sonno per poter mantenere una presenza mentale adeguata durante le sedute.
Il sonno non riguarda solo la notte
L’insonnia non nasce quando ci si corica, ma durante l’intera giornata.
Il sonno e la veglia costituiscono infatti un ciclo continuo di 24 ore: tutto ciò che accade durante il giorno influenza il sonno della notte, e la qualità del sonno condiziona profondamente il giorno successivo.
Per questo motivo non è sufficiente assumere un farmaco per addormentarsi; occorre comprendere come la persona vive l’intera giornata, le sue abitudini, il livello di stress, l’esposizione alla luce naturale, l’attività fisica e i ritmi quotidiani.
Perché oggi dormiamo sempre peggio
Secondo il relatore, la causa principale dei disturbi del sonno non è biologica ma sociale.
L’organismo possiede meccanismi molto efficaci per favorire il sonno; tuttavia gli stili di vita moderni interferiscono continuamente con questi sistemi.
Tra i principali fattori vengono citati:
- esposizione prolungata agli schermi nelle ore serali;
- orari irregolari;
- stress cronico;
- lavoro eccessivo;
- riduzione del tempo trascorso all’aperto;
- cattive abitudini serali;
- uso di alcol, cannabis e farmaci ipnotici.
Questi elementi alterano la fisiologia del sonno e ne peggiorano la qualità, anche quando favoriscono apparentemente l’addormentamento.
Sonno, infiammazione e malattie
Uno dei temi più innovativi affrontati nella conferenza riguarda il legame tra sonno, stress e infiammazione.
Lo stress cronico favorisce la produzione di molecole infiammatorie che interessano tutto l’organismo, compreso il cervello. Questo processo contribuisce sia ai disturbi del sonno sia a numerose patologie, comprese depressione e altre malattie psichiatriche.
Si crea così un circolo vizioso:
- lo stress peggiora il sonno;
- il sonno insufficiente aumenta l’infiammazione;
- l’infiammazione alimenta ulteriormente stress e malattia.
Questa nuova visione supera la tradizionale separazione tra malattie “fisiche” e “mentali”, sottolineando l’unità dell’organismo.
Dormire protegge anche il sistema immunitario
La qualità del sonno influenza direttamente il funzionamento del sistema immunitario.
Chi dorme poco è più esposto alle infezioni, recupera più lentamente dalle malattie e presenta una minore capacità di controllo dei processi infiammatori.
Il sonno rappresenta quindi uno dei principali strumenti naturali di prevenzione.
Ogni persona ha il proprio ritmo
Non tutti hanno bisogno dello stesso numero di ore di sonno.
La maggior parte degli adulti necessita di circa 7-9 ore, ma esistono persone che fisiologicamente dormono meno (short sleepers) e altre che necessitano di 9-10 ore (long sleepers).
Anche il cronotipo varia: alcuni sono naturalmente mattinieri, altri più attivi nelle ore serali. Queste differenze possono essere normali e non devono essere considerate patologiche se rispettano il benessere della persona.
Come valutare il sonno
La semplice domanda “quante ore dormi?” non è sufficiente.
Occorre valutare:
- tempo necessario per addormentarsi;
- durata totale del sonno;
- numero dei risvegli;
- orario di risveglio;
- tempo trascorso a letto;
- sonnolenza durante il giorno.
La sonnolenza diurna rappresenta uno dei migliori indicatori di un sonno inefficiente: se durante il giorno si ha frequentemente sonno, molto probabilmente il riposo notturno non è stato adeguato.
Bambini e adolescenti
Il relatore sottolinea come le nuove generazioni dormano sempre meno rispetto al passato.
La riduzione delle ore di sonno nei bambini e negli adolescenti viene collegata a difficoltà scolastiche, alterazioni dell’attenzione, problemi emotivi e aumento del disagio psicologico.
Per questo motivo il sonno dovrebbe essere sempre valutato prima di formulare diagnosi psicologiche o psichiatriche.
Conclusioni
Il messaggio principale della conferenza è semplice ma estremamente importante: dormire bene non rappresenta un lusso, bensì una necessità biologica.
La qualità del sonno influenza il cervello, il sistema immunitario, la memoria, l’umore, la capacità di affrontare lo stress e perfino l’efficacia della psicoterapia.
Prendersi cura del sonno significa quindi prendersi cura dell’intero organismo. Per questo motivo il sonno dovrebbe essere considerato uno dei primi aspetti da valutare in qualsiasi percorso di prevenzione, diagnosi o trattamento della salute.
Es imposible estar sano durmiendo mal. Una noche sin dormir no pasa nada. El problema que nos encontramos en la consulta y en la vida es que hay muchísimas personas que duerme mal todos los días, que tiene trastornos del sueño crónicos. Ese es el problema. Con dos o tres meses sin dormir te mueres.
00:16Con tres o cuatro noches sin dormir te psicotizas. La ausencia de sueño repetido es psicotizante. Hay una epidemia de depresión. Los niños cada día están peor, los adolescentes talio infantil. Uno de los factores tiene que ver con el sueño. Como el dormir es una urgencia en psicoterapia. ¿Cómo el dormir es una urgencia en la vida? Bueno, buenas tardes. Pues muchas gracias a vosotras y a vosotros.
00:34Muchas gracias a todos por estar aquí. Es un verdadero placer. Como siempre, hacía mes, bueno, hacía, voy a decir hacía tiempo, tampoco hacía tanto, estuve aquí a finales de mayo. Así que bueno, yo sigo manteniendo esta fantástica, al menos desde mi lado, ¿no?, fantástica relación con el Colegio Oficial de la Psicología de Madrid, el que estoy francamente agradecido y siempre que estoy aquí me pregunto lo mismo, ¿no? ¿Qué hace un médico como yo en un en un sitio como este, no? E soy médico psiquiatra. Ciertamente lo de psiquiatra hago todo lo posible porque no se note. Eso tengo que reconocerlo y quien me
01:05conoce sabe que sabe que es así, pero no lo puedo ocultar. Eh, hoy vamos a hablar de un tema que personalmente me gusta mucho. Iba a decir personalmente me gusta mucho. Digo personalmente me gusta mucho, pero cuando estaba diciendo lo de que personalmente me gusta mucho, estoy dándome cuenta que es que ya hace años que solamente hablo de lo que me gusta mucho, lo cual es una de esas ventajas que tiene el ser mayor, que puedes seleccionar de lo que quieres hablar y de lo que no. Y me gusta mucho el el
01:34problema de los trastornos del sueño. Es decir, me parece que los trastornos del sueño son, como me he atrevido decir, una urgencia y una urgencia maltratada. Los eh eh dormimos mal. Por cierto, ¿habéis dormido bien esta noche? ¿Habéis dormido bien? Tened cuidado con lo que decís porque se nota desde aquí y yo me fijo y me fijo mucho y tened cuidado porque se nota, se nota.
01:59Os cuento rápidamente una una anécdota de hace muchísimos años, ¿no? Era pues eh los años 90, yo sé, como 30 años, ¿no? Era un congreso en recuerdo que era un congreso, estábamos haciendo un congreso de de psiquiatría, de psicofarmacología en concreto, que yo iba como invitado, o sea, yo no no participé, tuve una ponencia y poco más, pero estábamos en Barcelona y era una primavera también el mes de mayo hacía calor y recuerdo una de las eh la mesa redonda en la que yo participaba, pues se celebraba a las 4 de la tarde después de comer y unos psiquiatras catalanes, unos buenos
02:35amigos, catalanes, divertidos. Entonces eran más divertidos los catalanes, hacía tiempo que están muy enfadados, pero en aquella época eran muy había gente al menos muy divertida. Se les ocurrió una gamberrada que no sabíamos ninguno de los que estábamos en la mesa, ni desde luego sabía nadie de los asistentes, ¿no? Pusieron una cámara fotográfica detrás de nosotros en el decorado que había por detrás.
03:00colocaron una cámara y estuvieron haciendo fotos a los asistentes a los asistentes eh a la a la mesa redonda sobre mesa redonda sobre tratamiento del insomnio en concreto, recuerdo, ¿no? Y nosotros nos enteramos a la mañana siguiente, porque la mañana siguiente cuando llegamos al palacio de congresos, donde estaba haciendo el congreso, estaban unos paneles en el vestíbulo con las fotografías con las fotografías de muchos de los asistentes y un porcentaje altísimo de los asistentes estaban dormidos.
03:31estaban dormidos, cosa que eh tampoco era de extrañar porque uno de los ponentes, el profesor Feigner, uno de los padres de la psiquiatría de aquella época, también se durmió en la mesa, lo cual tenía muchísimo más delito. ¿Por qué se dormían aquellos asistentes? ¿Por qué se durmió incluso el el propio Feiner? Pues porque seguramente porque habían dormido mal esa noche.
03:54Esto es un una un ejemplo típico de somnolencia diurna y esta somnolencia diurna es uno de los síntomas e clásicos fundamentales de que mide la eficiencia del sueño. Si hemos dormido bien durante la noche, eh por qué lo sabemos.
04:12Luego voy a presentaros algunas escalas y algunas cosas de estas que tanto nos gustan, ¿no? A los a los psicólogos, a los psicoterapeutas, a los psiquiatras, cosas para medir, pero tampoco hace falta mucha e darle muchas vueltas. Si has dormido bien durante la noche, no tienes sueño durante el día. Y es la somnolencia diurna es el síntoma fundamental. Y esto lo sabemos todos.
04:31Lo sabemos todos cuando porque alguna vez habéis dormido mal, ¿verdad? Alguna noche habéis dormido mal, sabéis cómo estáis al día siguiente, está mal, ¿no? Cómo el dormir es una urgencia en psicoterapia, cómo el dormir es una urgencia en la vida. Eh, es exactamente así. Cualquiera de nosotros que ha pasado una noche, una mala noche, sabe cómo estamos al día siguiente.
04:48Si en lugar de una mala noche son dos o tres o cuatro. El ejemplo típico de los padres recién padres, ¿no? Con los bebés durmiendo a su bola, ¿no? Te suena el Claro, es ese es el ejemplo, ¿no? Pues es incompatible la salud, la salud con mayúscula, porque no hay dos saludes, no hay una salud mental y una salud física.
05:14Eso es una cuestión administrativa que, por cierto, luego si tengo tiempo os contaré que se está terminando eso, pero eh es imposible estar sano durmiendo mal, absolutamente imposible. Y en y por lo tanto es imposible hacer psicoterapia, es imposible que la psicoterapia sea eficaz, que sea eficiente. Es imposible que podamos estar. Yo recuerdo perfectamente una experiencia también personal. Yo me quedé dormido en el diván de mi psicoanalista.
05:39Cuando yo terminé mi especialidad y empecé a formarme en psicoanálisis, pues una tarde yo llegué a Martínez Campos, donde estaba el despacho de mi psicoanalista, un psicoanalista como siempre, borde en su línea, eh, un tipo muy joven, pero era borde. Y siéntese usted, nos llamábamos de usted. Yo tenía 26 años y el tipo tenía 30. Y éramos médicos los dos. siéntese o túmbese.
06:03Yo me tumbé en el diván y a los, qué sé yo, a los 10 minutos estaba dormido. Una vergüenza terrible que había dormido yo. Yo yo creo que mi psicoanalista alguna vez también, pero eso nunca lo quise nunca me quise enterar y me quedé dormido. Una vergüenza terrible. Tipo tuvo que venir a sacudirme el hombro.
06:23Hemos terminado hasta el martes, ¿no? Y imaginaos, ¿no? Qué cortazo, ¿eh? Bueno, luego me lo interpretó como una resistencia. Claro, ya sabes, eso es da igual lo que hagas en psicoanálisis. Te lo interpretamos como una resistencia, ¿no? Me lo interpreto como una Y seguramente tenía razón, pero yo además tenía sueño.
06:41Tenía sueño, era joven y no todas las noches eh eran eran noches y y bueno, pues me quedé dormido. En resumen, ¿sabes? El eh ya no me pasa. Es verdad que hace ya muchos años que no me pasa, básicamente porque duermo por la noche y duermo bien y duermo bastante. Duermo las horas que tenemos que dormir, que cada una son distintas.
07:00Así que para hacer psicoterapia es importante que nuestro paciente haya dormido, que duerma bien para que pueda, aunque solamente sea, para que pueda enterarse de lo de lo que está ocurriendo en el discurso psicoterapéutico. Y quizás un tema que en algún momento plantearé a lo largo de la tarde y no se lo contéis a nadie es que el psicoterapeuta también debe de dormir a ser posible y debe de dormir bien porque hay psicoterapeutas que bostezan, hay terapeutas que se duermen, que bostezan en sesión. Es decir, eso eso no eso no está bien. Eso no puede
07:30ser. Tenemos que cuidarnos nosotros, ¿no? Cuidarnos, cuidarnos para estar para estar mindful, ¿no? Para estar presente en la sesión. No podemos, no podemos nosotros no podemos permitir que el paciente se duerma. Bueno, luego mi psicoalista me cobró la sesión, así que bueno, seguramente se durmió él también.
07:53Tuvimos ahí una dormida a D y bueno, aquello no trascendido, pero que se duerma el terapeuta es eso es y eso ocurre, o sea, no estoy como siempre no estoy hablando de broma, esto ocurre, ocurre y en más de una ocasión, ¿no? Bueno, todo esto tiene que ver con la importancia de dormir y tiene que ver con lo que Jessica comentaba antes, tiene que ver con que estamos aquí, yo estoy representando a FAPIMPE, como siempre, como ya sabéis, quienes tenéis el el valor de de repetir en en apariciones nuestras, todas las diapositivas las tendréis ya esta tarde, ya están puestas en la en nuestra página
08:29web, en la sección de noticias, ya están las diapositivas colgadas porque alguna Una de ellas al final que voy a dar la recomendación con nombres comerciales de fármacos, de cosas de sustancias que pueden utilizarse para ayudar en el sueño, pues quizás os ayude el tener que estar tomando nota, os ayude el el poder mirar las diapositivas y ya están ya están en nuestra web.
08:52E estoy aquí representando en FAPIMPE, la Federación de Asociaciones de Psicólogos y Médicos Psicoterapeutas de España, una federación que fundamos, la Sociedad Española de Medicina Psicosomática y Psicoterapia es miembro fundador en el año 2011, en febrero.
09:11aquí en este mismo en este mismo espacio, no no exactamente igual porque esto ha cambiado este verano, eh han hecho obras de reforma, pero en este mismo colegio, el colegio de psicólogos y el colegio de médicos son también miembros de honor. Y FAPIMPE, la Federación de Asociaciones, es una de las instituciones que se ocupa en España de acreditar la formación en psicoterapia y de, por lo tanto, otorgar los certificados, los diplomas de acreditación como médico solamente para médicos y psicólogos, médico o psicólogo psicoterapeuta.
09:44En FAPMPE una de las actividades que tenemos es desde hace 10 años, casi desde el principio, es celebrar unos encuentros anuales que los hacemos precisamente en otoño. Y aprovecho para presentarlo aquí porque esto es el día 4 de noviembre y como muchos de vosotros pertenece a nuestra sociedad y otros muchos pertenece a otras sociedades, que sepáis que estáis invitados.
10:09Es una actividad gratuita que se celebra en el Consejo General de la Psicología, la calle Conde de Peñalber y que bueno, en los encuentros de otoño lo que hacemos es reunirnos las asociaciones que pertenecemos a la federación y cada una de estas asociaciones pues va contando en lo que está trabajando durante cada durante este año, ¿no? El tema monográfico de estos encuentros de otoño del día 4 de noviembre, dentro de nada, el tema monográfico es escuchando al cuerpo.
10:39Es un tema que a nosotros, como os imagináis, desde la medicina psicosomática, nos interesa, especialmente, digamos, desde que yo empecé la carrera de medicina, preocupado, interesado por eso y hay buenas, muy buenas noticias con respecto a lo que eh a esto que se llama psicosomática y esta dicotomía cartesiana que llevamos cuatro siglos arrastrando y que está por fin por terminar.
11:04Así que bueno, representando a la Sociedad Española de Medicina Psicosomática y Psicoterapia dentro de la Federación, hacemos esta presentación para insistir en esta es la idea fundamental, insistir en que tenemos que dormir los pacientes porque tienen que hacerlo. Claro, por esto que estamos comentando, no voy a insistir mucho en esto porque esto ya es no solo de sentido común, además es de casi de iba a decir de primero de psicología, no, no lo sé, pero pero esto es algo que todos lo sabéis.
11:28lo importante del sueño en términos de función cognitiva, en términos de procesos de memoria, en términos de recuperación inmunitaria, por ejemplo, que es una de las variables en las que se está trabajando recientemente, ¿no? Para poder eh hacer psicoterapía, como os decía, y que el terapeuta esté alerta y que el paciente también lo esté, es imprescindible que hayan dormido los dos, ¿vale? Aquí vamos a centrarnos sobre todo en el paciente por lo de siempre, porque nadie quiere hablar de nosotros, pero h está bien que nosotros también pensemos en qué hacemos con nuestro sueño. Los españoles somos los
12:04eh miembros de los 27 de la Unión Europea que peor tratamos el sueño. Los españoles tenemos la como la sensación de que no pasa nada, de que no importa, de que puedo no dormir y de que mañana y bueno, no es verdad eso. No es verdad. Es muy bonito, es muy fantástico, es estupendo.
12:23Sabina lo canta una canción preciosa que que no pasa nada por ir una noche sin al currelo, pero una noche sin dormir no pasa nada. El problema que nos encontramos en la consulta y en la vida y en las urgencias hospitalarias y en los hospitales es que hay muchísimas personas, una gran cantidad de la población que duerme mal todos los días, que tiene trastornos de sueño crónicos, ¿no? Eh, ese es el problema, dormir mal, de vez en cuando tenemos bastante capacidad adaptativa para ello, ¿no? un par de colegas que trabajan en un hospital en París, Aba Rubio y Heiner, definido el sueño, hay millones de definiciones, pero esta me gusta mucho, ¿no? Como un estado periódico y cotidiano caracterizado por la
13:03suspensión fácilmente reversible de la vida de relación. El sueño es una es un fenómeno activo. Esto es una de las cosas que tenemos que empezar a contar a nuestro paciente. He preparado la presentación un poco pensando en cosas que tenemos que contarle a nuestro paciente para hacer psicoeducación.
13:21para que el paciente haga inside, ¿no? Se dé cuenta de lo que de lo que está haciendo mal, francamente, ¿no? De lo que está haciendo mal y que piense en la posibilidad y que nosotros le acompañemos, no le ordenemos, no no las las pautas así, las órdenes, mucho menos, no le acompañemos en lo le acompañemos en la dificultad, le acompañemos en el duelo que supone cambiar un hábito. Cambiar es muy difícil. El ser humano tiende a no cambiar.
13:45cambiar un hábito de una de las cosas que voy a proponeros a todos es que os acostéis a las 10:30 de la noche. A las 10, a las 10:30 sonreís, ¿no? Diciendo este tipo, eh, sí, sí, esa es una de las propuestas que que voy a haceros. Esto es el entonces el hacer el duelo por Netflix. Sí, porque yo llevo toda una vida pensando y haciendo duelos. De hecho, el ser adulto, una de las características de ser adulto es hacer duelos.
14:10una diferencia con la infancia, ¿no? Hacer duelos y yo toda mi vida haciendo duelos, diferentes duelos por cosas más o menos pequeñas, pero nunca pensé que iba a proponer hacer duelo por Netflix, ¿no? Por o por Prime o por eh Movistar, ¿no? Sí, eso es una de las cosas que tenemos que empezar a pensar.
14:28Si no estáis dispuestas a si nuestro paciente no está dispuesto a movilizar ni un solo de sus hábitos, eh tendremos un problema. Es verdad que tenemos un problema. ¿Por qué? Porque no solamente el el sueño, ¿no? Y la vigilia, toda su salud, toda su salud se va a resentir toda.
14:51Y nosotros somos agentes de salud, ¿no? El sueño es tiene es un fenómeno activo. Es también muy importante que nuestro paciente y que nosotros sepa eso, ¿no? Todos lo sabéis, vosotros esto no vamos a insistir mucho, pero en la arquitectura del sueño sí. Y la arquitectura del sueño es muy estable y las fases REM, eh, no REM, fase una, 2, 3, cu, tienen una arquitectura concreta. que además es muy importante que mantenga esa arquitectura.
15:11Por ejemplo, algo que nos cuenta nuestro paciente es que él para dormir se fuma un canuto o se toma una copa y se queda dormido. Pero tanto la el této, los tetrahidrocannavinoles, marihuana, como el alcohol desestructuran. H como como por cierto la mayoría, si no la totalidad de las pastillas para dormir desestructuran el sueño. Entonces duermes, pero el sueño es de muy mala calidad.
15:35Ese es el problema de las pastillas para dormir. Uno de los problemas para de las pastillas para dormir. Y ese es uno de los problemas del alcohol, por ejemplo, que es un buen hipnótico. Es un buen himno inductor. El alcohol muy bueno. En Francia es el hipnótico más utilizado. Claro, el alcohol, sí, pero la calidad del sueño es muy mala y todo lo que afecte al sueño afecta a la vigilia.
15:57Esto es algo que tenemos que tener también muy claro. ¿Por qué dormimos mal? ¿Por qué viene a nuestra consulta un paciente? Que esa una pregunta que llevo 50 años haciéndome, ¿no? El el famoso cómo hemos llegado hasta aquí, cómo es posible, lo planteamos cuando hablamos de trastornos alimentarios o de trastornos en la relación sexual, trastornos interpersonal en una enorme cantidad, ¿no?, de manifestaciones del malestar humano.
16:27¿Cómo es posible? el el ser humano y la inmensa mayoría de los animales superiores eh tienen un está muy bien dormir es es una función que está muy bien regulada, muy bien organizada, que sabemos que es vital, absolutamente vital, que hay un tipo de enfermedad que se llama parálisis del sueño de origen desconocido que mata a las personas.
16:45Es muy poco, muy pocoente, pero e yo vi en el hospital un par de casos, es desolador, es absolutamente terrible. Hay un momento aparecen personas con 20 entre los 20 y los 30 años y de repente dejan de dormir. Dejan de dormir. Es un proceso degenerativo del sistema nervioso y no tiene solución y simplemente lo único que hacen es no dormir. Todo lo demás funciona bien.
17:05Todo lo demás funciona bien. En cuestión de cur o 6 meses se han muerto. Es decir, y de momento no no hay tratamiento para ello, ¿no? O sea, no dormir es exactamente así. Con dos o tres meses sin dormir te mueres. Con tres o cuatro noches sin dormir te psicotizas.
17:23H la ausencia de sueño repetido es psicotizante y es uno de los de los modelos experimentales para inducir psicosis precisamente es la deprivación de sueño, ¿no? Así que la evolución la evolución que es muy sabia nos ha dotado de muchos de mecanismos de control y de y de una importante potencia genética, ¿no?, que se transmite para hm dormir bien. Así que la pregunta es, ¿por qué no dormimos? ¿Qué ha ocurrido? Lo mismo que nos planteamos cuando llega una persona a nuestra consulta con una anorexia nerviosa restrictiva. Es lo mismo, ¿no? Tanto para dormir como para comer como
17:56para eh mantener la supervivencia. Esto hay mecanismos biológicos muy estables, muy muy consistentes, ¿no? ¿Cómo es posible que una persona deje de comer? ¿Qué ha ocurrido? Pues salvo situaciones absolutamente excepcionales, como os he contado, ¿no?, la parálisis del sueño, el lo que ocurre es que están estas funciones, tanto la comida como el dormir están alteradas socialmente.
18:21Es la socialización lo que afecta a la Por eso decimos siempre, claro, que los trastornos alimentarios son solo trastornos de la relación y los trastornos del sueño son seguramente también trastornos de la relación, trastornos sociales. en el fenómeno de socialización donde se afecta el no hay no hay eh elementos biológicos que afecten, salvo, insisto, puras excepciones, que alteren tanto una función tan importante, tan vital como es el hecho de dormir.
18:54Así que estudiar el sueño nos parece que es una función también absolutamente fundamental, estudiar el sueño, ¿no? Todo el mundo sabe lo importante que es dormir. Todo el mundo sabe lo importante que es dormir para mantener la salud. Cuando hace años yo empecé a estudiar el sueño, empecé a recordar cuánto me habían enseñado a mí sobre patología del sueño y sobre fisiología del sueño en la facultad de medicina de la Universidad Complutense de Madrid, donde yo estudié medicina y después en el Hospital Clínico y no recordé ni un minuto. Mi hijo pequeño ha terminado la carrera de medicina en la misma universidad que yo
19:29en la Complutse, estas cosas de la casualidad, ¿verdad? familiares. Eh, bueno, pues el chiquitín ha terminado la carrera hace un par de años. Le encargué a lo largo de todo el proceso que que me informara sobre cuánto estudiaban el sueño en la Facultad de Medicina de la Complutense el 12 de octubre y lo que él fue capaz de reconocer fueron 4 minutos en 6 años. Hm.
20:004 minutos hablando de el sueño y sus trastornos y estudiar el sueño y la importancia que tiene. Todo el mundo sabe lo importante que es el sueño en la vida menos los médicos. Eh, en psicología no lo sé, pero no sé lo que os han contado en vuestra carrera de psicología con respecto a lo importante que es el sueño para mantener la salud. No sé la cantidad de tiempo que se ha dedicado a eso.
20:19Seguramente ha sido poca. En todo caso, algo que quiero plantear desde el principio y esto lo tiene que saber también nuestro paciente desde el principio, los insomnios comienzan al despertar cada mañana. El que no puedas dormir por la noche ha empezado cuando te has levantado. Esto es algo que quiero que tengamos bien claro.
20:36Eh, todo es fantástico, algo, una queja que he escuchado en alguna ocasión. No me pasa nada en la vida, todo es maravilloso, tengo una vida, todo es genial, todo es estupendo, todo es maravilloso, pero solo me ocurre que no puedo dormir. No es posible, no es cierto eso. No, no, no es verdad. Algo está ocurriendo y una de las preguntas que nos tenemos que hacer y que tenemos que hacerle también a nuestro paciente y nosotros mismos es si estoy durmiendo lo suficiente.
21:00Entonces, ¿cómo se ve con la somnolencia? Eh, básicamente con la somnolencia diurna. Hay algunas escalas. Hay una que es la sat así de dicho en castellano, que son las siglas que veis aquí del inglés. Estas escalas las tenéis en internet, en cualquier sitio y la tenéis también en un en un en un PDF ya colgado en nuestra en nuestra página web, ¿no? Porque puede ser importante hacerle esta escalita en alguno de nuestros pacientes o a todos.
21:26Yo lo que voy a recomendaros es que estudiéis el sueño en todos los pacientes. En todos. No importa lo que consulten, no importa, como siempre el motivo de consulta. Acordad, el motivo de consulta nunca es el problema. El no importa y sobre todo y especialmente en la infancia en este momento, un porcentaje altísimo de trastornos en la infancia tienen que ver con que los niños cada día duermen peor, cada día duermen menos y cada día duermen peor.
21:52Un estudio relativamente reciente hace 5 o 6 años de la Universidad del de Londres demuestra que en una generación se han perdido 2 horas y media de sueño. 2 horas y media de sueño en una generación, 20 años. Eso es imposible, absolutamente imposible adaptarse a eso. Así que los niños que han perdido 2 horas y media de media de sueño tienen que presentar síntomas durante el día.
22:16Esto es un poco de sentido común, pero sin embargo me parece que no siempre pensamos en ello. Si dormimos 2 horas y media menos, tenemos que presentar síntomas durante el día. Y esto es lo que tendremos que preguntarnos nosotros, ¿cuáles son esos síntomas? porque a lo mejor estamos tratándolos con otro diagnóstico. Claro.
22:37Y cabe la posibilidad de que estemos incluso empeorando el cuadro, ¿no? Bueno, esto es una escala muy simple para ver si hemos dormido bien o hemos dormido suficiente, pero este es un esquema que yo le hago, este es el esquema nuclear de toda la presentación y es el esquema que le hago a todos mis pacientes cuando hablamos del sueño.
22:55El sueño es un ciclo, el sueño forma parte de un ciclo de 24 horas. No se puede de ninguna forma aislar el sueño de la vigilia. Y se lo explico así en las flechas verdes arriba, las flechas amarillas abajo. Todo lo que ocurre durante el día afecta al sueño, pero todo lo que ocurre durante el sueño afecta la vigilia.
23:16No hay ninguna posibilidad de separarlo y no lo vamos a separar. El insomnio, tu insomnio, tu dormir mal, sea como fuere, comienza cuando te levantas. Y cuando investigamos cómo te levantas, pues enseguida lo entendemos porque además el el sueño, estudiar el sueño es es muy fácil porque es bastante física. Es decir, hay cosas son parámetros muy fácilmente mensurables y que enseguida se ve si tú haces esto mal, si duermes mal de esta manera, si te levantas mal, h todo el día te va a ir mal y luego vas a dormir mal, ¿sabes? Finalmente te colocas en una espiral
23:47terrorífica, sueño y vigilia un ciclo y le explico, le hago este dibujo, mira que esto es estar despierto, eso es estar dormido y cómo se van realimentando. Así que no, yo quiero que me des unas pastillas para dormir. Bueno, a lo mejor te doy las pastillas para dormir, ¿bien? No, no, no me voy a negar a eso de entrada, pero vamos a pensar que h que no podemos desconectarnos, que no existe un interruptor h a la hora que queráis y darle al interruptor y quedarnos dormidos y eso nos gustaría, pero como tantas otras cosas eso no es así, ¿no? Este ciclo, este ciclo sueño vigilia
24:26está está además regulado, está regulado por la por la biología de una manera muy muy, decíamos antes, muy intensa, ¿no? Es tan importante, es tan vital, o sea, nos va la vida en ello, nos va la vida en ello, ¿no? Como cantaba mi amigo Luis Eduardo Aute, nos va la vida en ello y y tanto es así que la evolución nos ha dotado como mínimo de tres grandes mecanismos, ¿no? para que podamos dormir bien.
24:56Así que tenemos que estar haciendo las cosas muy mal o algo tiene que estar muy mal para que no podamos dormir bien. Se entiende lo que Se entiende lo que quiero plantearos, ¿no? Porque la biología, desde luego, está a favor, la biología está claramente a favor de que eh de procurarnos un descanso adecuado. Hay como mínimo tres mecanismos, el de la adenosina, la melatonina, la orexina o la hipocretina, una hormona que también regula, claro, están también muy cerca, regula tanto el ciclo sueño vigilia, tanto el sueño como la alimentación, ¿no? Otra vez, claro, actividades
25:28absolutamente vitales, ¿no? Para la especie, para la salud y para la supervivencia, para la reproducción, etcétera, ¿no? Una de los de los grandes avances de los últimos años es la relación entre el sueño, el estrés y el proceso inflamatorio. En estos últimos 10 años, sobre todo, está cambiando el paradigma y esto es una revolución que vais a vivir los más jóvenes estáis viviéndola.
25:57Todavía es posible que no que no que no esté muy muy está muy documentada, pero no está bien difundido, ¿no? Un cambio de paradigma en la conceptualización de la enfermedad con mayúscula, ¿no? Que consiste en que termina la dicotomía por fin cartesiana, se termina lo corporal y lo eh psicológico. Ya no hay cosas de la cabeza.
26:17ha caído el muro de Berlín de la barrera hematoencefálica. Hoy sabemos que las proteínas inflamatorias atraviesan la barrera hematoencefálica y afectan al sistema nervioso central. De manera que hm ya no hay ya no podemos seguir manteniendo enfermedades mentales o enfermedades corporales. El trastorno depresivo es una enfermedad inflamatoria.
26:40Lo que en este momento se plantea fuera de toda discusión es que la la depresión es una enfermedad inflamatoria, pero exactamente igual que la esquizofrenia o que las manifestaciones del trastorno límite o algunos insomnios o el TDH o manifestaciones de enfermedades cancerosas o por supuesto cualquiera de las otras muchas enfermedades.
26:57Esto esto es no no sé si no tenemos mucho tiempo para ello en eh vamos a estamos preparando aquí para en el colegio un seminario sobre precisamente esto, ¿no? el cambio de paradigma y la relación entre sistema inmune, sistema nervioso y la esto se termina la dicotomía, ¿no? Las lo que se hasta ahora se llaman enfermedades mentales pasarán a llamarse enfermedades.
27:21Se terminó, es decir, ya ya no hay por fin por fin, ¿no? Quienes este es el sueño de quienes empezamos a trabajar en psicosomática hace 50 años, ¿no? Se terminó la psicosomática, se terminó, ¿no? La depresión, la esquizofrenia es una enfermedad con como secuela de manifestaciones inflamatorias secundarias a un estrés crónico, ¿no? Un estrés crónico mayoritariamente psicosocial.
27:47¿De dónde procede el estrés crónico? Pongo unas interrogaciones allí a la izquierda. Bueno, no importa. Esto es esto es se hace trabajo para eh eh psicoterapia. Pero este estrés crónico no bien manejado inflama al organismo. Esa inflamación razonablemente genera alteraciones biológicas en todo el cuerpo.
28:08Otra vez, todo el cuerpo es el cerebro. El cerebro en el mismo nivel que el hígado, que el páncreas o que las articulaciones, ¿no? Alteraciones biológicas que cuando afectan al cerebro es depresión, ¿no? Esquizofrenia, trastorno bipolar o DSB5, lo que queráis. Esa misma inflamación afecta a otros órganos y sistemas que producen lo que se llaman enfermedades inmunomediadas, que es el nuevo término que se ha inventado para referirnos a las enfermedades autoinmunes, las autoagresivas, que es cuando yo estudié medicina se llamaban enfermedades autoagresivas. Aquello daba mucho miedo
28:38a los propios inmunólogos. Entonces cambiaron el nombre e empezaron a llamarles autoinmunes y ahora se llaman enfermedades inmunomediadas, ¿no? Eh, una de las cosas que que hace este proceso inflamatorio es afectar también al sueño. Eh, afecta al sueño pore producir trastornos del sueño y los trastornos del sueño terminan reciclando en forma espiral el estrés.
29:02La persona que duerme mal, que duerme mal, está muy estresada. Es una espiral. Está muy estresada durante todo el día, ¿no? Vuelvo a preguntaros lo de antes. Recordad una un episodio de vuestra vida en el que hayáis estado dos días, dos noches durmiendo mal. Dos días.
29:20¿Qué días habéis pasado? ¿Lo habéis pasado mal? ¿Se ha afectado toda vuestra vida de relación, la vida relación? ¿Habéis tenido mal humor? Ahora veis, eh, sí, sí, mal, francamente mal, ¿no? Y ese lo que ocurre es que ese estar mal os estresa todavía más y ese estrés nos inflama, eh, aumenta la producción de citoquinas inflamatorias y bueno, todo esto se convierte en una situación de bucle que es como está la mitad de la población en este momento.
29:45Exactamente sí, ¿no? Una cosa que todo el mundo se da cuenta. Hay una epidemia de depresión, los niños cada día están peor, los adolescentes tal, suicidio infantil, sí. Es exactamente así. Uno de los elementos, uno de los factores tiene que ver con el sueño, con lo mal que se duerme. Otro tiene que ver con la alimentación, naturalmente.
30:03Otro tiene que ver con la precariedad laboral, otro tiene que ver hay muchísimos, muchísimos factores que justifican este estrés crónico, pero la mediación de la enfermedad, otra vez, ya no hay enfermedades mentales ni corporales, la mediación es la inflamación, el proceso inflamatorio. Ahora nos damos cuenta y se publica que si alguna vez los antidepresivos sirvieron como antidepresivos, que no siempre, no en todos los pacientes, es si ha sido solo por su potente acción antiinflamatoria.
30:35Claro. Eh, bueno, esto es un tema que solamente quiero apuntar por lo importante me parece que es esta revolución que estamos viviendo y que cambia todo un paradigma del conocimiento de la enfermedad desde hace muchísimos años, ¿no? Aquí tienes algunos datos sobre lo que acabo de resumir, ¿no? Cómo la calidad del sueño y la respuesta inmune tiene una fuerte, una fuerte relación.
31:00Si dormimos mal, claro, todo esto significa, entre otras cosas que si dormimos mal, si nuestros niños duermen mal, tienen muchas más probabilidades de infectarse. Bronquiolitis, eh bronquitis, infecciones. Infecciones. Las infecciones, las infecciones tienen que ver con el sistema inmunitario.
31:20Gérmenes, gérmenes, microorganismos, los hay en todas partes. Siempre os digo lo mismo, ¿no? Aquí los hay. Si habéis desayunado esta mañana, si habéis comido en un restaurante o habéis desayunado en un restaurante, os habéis comido todos los microorganismos del tratado de microbiología que yo estudié en segundo de medicina. Hemos desayunado todos los microorganismos, absolutamente todos. ¿Qué ocurre? Nada.
31:41Nada. ¿Por qué? Porque nuestro sistema inmuno inmunitario es suficientemente competente como para hacerse cargo de esas sustancias tóxicas, exactamente igual que de las células cancerosas que en este momento tenemos todos circulando por nuestro organismo. Estas células cancerosas que tenemos todos circulando en nuestro organismo son controladas por un sistema inmunitario suficientemente competente.
32:10estrés, la falta de sueño que habitualmente están además asociadas afectan al sistema inmunitario y entonces nos infectamos más. Entonces las bacterias que nos hemos tomado con el café con leche, el café con leche, el café con leche y con la limpieza de la el calentador de leche, esto es una cosa fantástica.
32:28¿Os habéis dado cuenta cuando tomáis café con leche en un sitio y decir, “Quiero leche caliente.” Y entonces di, señor, leche caliente. Entonces, coge una valleta. Una valleta. Es eso. Yo no soy nada obsesivo, de verdad, nada obsesivo. Me después veo eso y luego me tomo el café con leche. No tengo ningún problema, me tomo el café con leche. Ningún problema con eso.
32:45Pero como médico me sobrecoge. Decir, sí, quiere usted leche caliente. Sí. Entonces el tipo sin ningún problema coge la jarra, coge una valleta de no sé dónde, del inframundo. Hay unades, unades para las valletas. una valleta costrosa, absoluta, de un color indefinido y entonces con la valleta limpia, limpia el el este, ¿no? O como el kebab, uno ve también desde el punto de vista de microbiología decir un kebab, un kebab es proteína caliente. Esto es una placa de petri, por Dios.
33:18Todas las bacterias del mundo tienen que estar en un kebab o en la valleta con la que limpian el calentador de leche y a pesar de todo te tomas la leche. Ya está. Yo me tomo el café con leche, lo veo y digo, “Dios mío, pero me fío de mi sistema inmunitario y y me tomo el café con leche.” Pero estoy hablando en serio.
33:41Es decir, el si tu sistema inmunitario no está suficientemente bien dormido, si no ha dormido tu sistema inmunitario suficientemente bien, está deprimido. Hablamos de depresión del sistema inmunitario. Con lo cual, entonces, los gérmenes de esa valleta del Hades, hm eh eh los gérmenes te acaban infectando. Sí, seguro, seguro. Te acaban infectando, entonces tenemos menos capacidad también para regular las células cancerosas, etcétera, etcétera, etcétera.
34:10¿No es francamente francamente importante lo de dormir, no? Francamente importante también lo de estar 2 horas al día, como mínimo a la intemperie. Esto es una cosa que tenéis que hacer. Esto se ha perdido y esto es algo que está bien relacionado también en este momento con el sueño, con el ritmo sueño, vigilia, con la melatonina. Está bien, bien relacionado ahí.
34:29muchos estudios, está todo esto muy bien estudiado, ¿no? Cómo se ha perdido en en un par de generaciones, ¿no? La gente no está en la calle, no está en la calle. Es eh es muy importante estar un mínimo de 2 horas diarias en la calle a la intemperie. Hm.
34:48Por ejemplo, ¿no? Para para qué otra vez, para cuidar el sistema inmunitario, para cuidar el sueño, también estar en la calle con sol durante el día, tener sol durante el día, luego apagar la luz a partir de las 8 de la tarde. Es decir, todas estas cosas que no se hacen porque no la apagas la luz porque estás viendo la tele o cualquier otra pantalla de este estilo y es una cosa terrorífica, ¿no? El sueño insuficiente afectando el sistema inmunitario nos hace mucho daño. Dormir mal nos amarga la vida.
35:11dormir mal nos acorta la vida y nos la amarga. Se casi casi mejor que sea corta porque la vida que estoy viviendo con este estilo de vida, no sé si merece la pena. No hay está muy estudiado estas diapositivas, si queréis las descargáis luego y las veis. está, quiero insistir con todo esto en que está muy estudiado, que se lo tenemos que decir a nuestro paciente, así más o menos como lo estoy contando aquí, así se lo digo yo a mis pacientes de esta manera, además que seguro que me entiende de esta forma se lo explico, ¿no? Y tiene que saberlo porque no siempre se lo hemos dicho,
35:50¿no? Eh, nuestro paciente y nosotros dormimos de diferente manera. El sueño es eh personal. Es verdad que el sueño es una y cada uno de nosotros tiene un patrón de sueño. Está bien, eso fue una ventaja evolutiva. Eso fue fue útil durante miles de años, ¿no? Que los cazadores recolectores, unos se acostaran antes y otros más tarde, unos durmieran más, otros durmieran menos.
36:16fue una ventaja evolutiva para el grupo porque siempre había alguien entonces en la tribu pendiente de los depredadores. Está bien eso. En este momento tiene menos importancia, pero hace 70,000 años fue fundamental, ¿no? El el pero se mantiene se mantiene cada uno de nosotros y es importante que conozcáis, muy importante que conozcáis, conozcamos, que nuestro paciente conozca cuál es su estilo de sueño, su patrón de sueño, ¿no? Según la duración, según las necesidades, pues hay un patrón de sueño normal. ¿Cuál es el sueño normal? Mirad, hay miles de estudios también, depende de la edad. Es son muchas horas cuando
36:52eres chiquitín, cuando eres bebé, eso se va cortando, como sabéis, cada vez un poco menos y se estima que en el adulto está entre las 7 y las 9 horas. Podemos aceptar en términos muy generales cuando un paciente me pregunta, “Pero, ¿cuándo cuándo cuánto tengo que dormir?” No, bueno, sueño normal 7 9 horas, pero pero vamos a ver, vamos a preguntarte porque quizás tú eres un short sleeper o eres un long sliper.
37:17Esto es hay personas que eh que tienen sueño o que que tienen necesidades, que necesitan dormir menos y otros que necesitan dormir más. Y eso está dentro de una campana de Gaus que podría entenderse como en raz perfectamente aceptable. El sh sleeper sería en estas personas que necesitan dormir 5 horas. Bueno, desde Elon Musk a Steve Jobs, gente así conocida, ¿no? Que Leonardo da Vinci tenían, dormían poco, eran shorliper, ellos decían que con 5 horas estaban bien. Con 5 horas estaban bien. No existe el shleper, seguro que sí,
37:56todos conocéis alguna persona que con 5 horas está bien. El criterio es que esté bien. Claro, porque yo he conocido muchos colegas, sobre todo lo he visto mucho en Estados Unidos, ¿no? colegas, amigos, médicos, muchos de ellos, otros no, que se definen, se autodefinen, ¿no? En el mundo del negocio, de las finanzas de Wall Street, como shlipper, ¿no? No es verdad que sean shortlippers, son insomnes encubiertos, duermen 5 horas porque no pueden dormir más y luego están las otras 19 horas tomando cocaína. Claro, se entiende. Entonces, no no eh
38:27eh no puedo dormir más por diferentes motivos porque tengo un insomnio, porque porque la empresa no me deja, entonces durermo 5 horas, pero luego estoy 19 tomando 2 l de Coca-Cola, 5 L de café, el café de Manhattan es posible el café, la Coca-Cola o directamente estimulantes de otra naturaleza.
38:48Eso no es un short sliper, ¿os dais cuenta? Es un insomne contrariado. Claro. Sí, esos son los niños con TDH. Vale, entonces se quedan dormidos durante el en clase. Se quedan dormidos en clase, no atienden, no atienden, están completamente desatentos, se quedan dormidos, como no se pueden quedar dormidos en clase porque los regañan, se hiperactivan.
39:07Y esa hiperactividad es lo que finalmente después es manifestada en forma de sintomatología clónica, ¿no? Y luego está el otro en otro extremo, el long sliper. En la cultura, en la cultura calvinista americana, la cultura occidental, nuestra cultura, el shlepper está muy bien visto, es una persona que duerme poco, está bien, es elegante, tiene tiene voz, tiene el long sleeper, sin embargo, que es exacta absolutamente normal, tiene mucha menos, mucha menos literatura, ¿no? Es un tarugo, es el el el ceporro, es bueno.
39:39Necesita dormir 9 o 10 horas, es completamente normal. Y conocéis a personas que necesitan dormir 9 o 10 horas, es lo necesitan, ¿no? Completamente normal, completamente sano. Lo que es muy importante es que esta persona lo sepa, que es un long sliperer, que le demos permiso para que lo sea y por favor que apague la tele, o sea, que se acueste a las 10 de la noche, ¿de acuerdo? Ya está.
39:58que duerma, que disfrute, que tenga permiso, que disfrute durmiendo eh, esas 9 o 10 horas que son las que necesita, ¿no? Y eso es algo que además está estos dos estilos pueden estar genéticamente transmitidos, ¿no? Hay personas que que duermen bien y personas que duermen mal, que efectivamente según la calidad, los que nos preocupan a nosotros en la clínica son los que duermen mal, los patrón de sueño ineficaz.
40:29Según el ritmo circadiano también hay otro tipo de patrón y también hay personas, ¿cómo se le llama? Las alondras y los eso es exactamente así. Eso es completamente normal. Hay personas, hay mucho estudio psiquiátrico que dice que el sueño vespertino, esto es estas personas hm noctámbulas, eso es un marcador depresivo. Eso yo recuerdo haberlo leído y haberlo estudiado hace muchos años.
40:58Y bueno, es es si no es depresivo, al menos es una característica melancólica. Él son personas, el patrón melancólico del del núcleo de personalidad melancólico es estas personas que les cuesta mucho trabajo levantarse, que les cuesta mucho trabajo ponerse en marcha a medida que va pasando el día están bien y luego están muy bien por la noche y se acuestan a las 2 o las 3 de la madrugada.
41:23Es un patrón, es un patrón de sueño con dentro de unas características melancólicas seguramente sí, pero si lo conoce, si lo sabe manejar, si lo puede manejar, no es especialmente nocivo. Otras personas es al contrario, se despiertan muy pronto por la mañana, están muy activas. Conocéis los dos tipos, están muy activas por la mañana y a medida que va pasando el día se van encontrando peor y justo a las 5, a las 6 de la tarde están tremendamente mal, que es cuando aparecen los síntomas de ansiedad.
41:48Exactamente. El el tope, ¿no? El el máximo de manifestación ansiosa está entre las 5 y las 6 de la tarde. Ahí están, se encuentran muy mal, ¿no? Bueno, otra vez, si esto es un patrón y es un ritmo circadiano, puede ser otra vez puede ser normal.
42:12Los problemas suelen aparecer cuando intentan forzarse, siendo patrones normales, como podrían serlo, evolutivamente normales, cuando intentan forzarse para cambiar. Eso puede ser eh un problema. Este es un esquema que voy a proponeros también que tengáis en la consulta y que lo estudiéis con cada uno de vuestros pacientes. Son los parámetros del sueño. Lo que hay que preguntar.
42:31Esto es lo que tenemos que preguntar a nuestros pacientes. El momento de acostarse y el comienzo de sueño. Lo que llamamos latencia de sueño. La latencia de sueño que podemos estimar normal está alrededor de 10 15 minutos. Desde que apagamos la luz con ánimo de dormir hasta que nos quedamos dormidos. Entre 10 eh 15 minutos entiende que es una latencia de sueño completamente normal.
42:52En ocasiones es mucho menor. Fantástico. De acuerdo. Personas que se meten en la cama, ponen la cabeza en la moda y se duermen. Genial. Latencia de sueño. Luego está este otro parámetro que es lo que llamamos sueño total, que también tenemos que preguntar al paciente. Claro. Sueño total.
43:09Este sueño total es desde que comienza a dormir hasta que se activa finalmente y está lleno de despertares. También el paciente tiene que saber, lo sabe y te lo dice, que se despierta muchas veces a lo largo del sueño. Eso es completamente normal. Si es un paciente roncador con un síndrome de apnea obstructiva del sueño, es mucho más frecuente esos despertares, porque cada uno de los despertares del roncador es un gesto neurológico para evitar que se muera.
43:42ese despertar es lo que le permite respirar conscientemente y mantenerse vivo. Luego hablaremos un poco del síndrome de manera obstructiva del sueño. Hay muchos despertares durante el sueño. Hay una activación final, una hora la que nos despertamos y podemos remolonear en la cama hasta que nos levantamos de la cama.
44:01¿De acuerdo? Y ahí también puede haber ahí unos minutos, puede haber un tiempo que pueden ser minutos o que en algunas personas con un patrón depresivo de sueño que se despiertan a las 5 de la madrugada que empiezan a darle vueltas a las cosas además cuando tiene un patrón también en rumeador, obsesivo, y están 3 horas en la cama eh antes de levantarse, ¿no? Pero están despiertos.
44:22Bueno, pues estos son los eh tres grandes parámetros y un cuarto que engloba los tres, que es el tiempo total en cama, porque esto nos ayuda para establecer lo que llamamos el índice de eficiencia del sueño. El índice de eficiencia del sueño que eh resulta de multiplicar el tiempo por 100 y dividirlo por el tiempo pasado en cama. Eso y se plantea en en porcentajes.
44:45Entonces, ¿qué significa que una eficiencia del sueño sea del 90%? es muy buena. Un 90 95% es lo normal. Significa que la mayor parte del tiempo que estoy en la cama estoy durmiendo, que es lo que tengo que hacer cuando quiero dormir. En la cama se pueden hacer otras cosas, pero aquí estamos hablando fundamentalmente de dormir.
45:04Cuando lo que quiero es dormir, que el 95% del tiempo que estoy en la cama con ánimo de dormir esté durmiendo, es una eficiencia fantástica. Hay personas que se han visto en polisogramas, en estudios del sueño con una eficiencia del sueño del 20, del 30, del 40%. Muy espantosa, muy mala. Están mucho tiempo despiertos, mucho tiempo en la cama, vamos en tiempo n en la cama, pero durmiendo muy mal.
45:28Un criterio clínico, recordad la sonnorencia diurna. Preguntad siempre si tienes sueño durante el día. Preguntadlo y preguntaos a vosotras y a vosotros si tenéis sueño durante el día es porque habéis dormido mal, porque otra vez el cuerpo está preparado para que no tengamos sueño durante el día.
45:47Pero también podéis preguntar sobre el trastorno del sueño, ¿sabes? También podéis y mi recomendación es que además lo hagáis. Es imposible estar sano durmiendo mal. Una noche sin dormir no pasa nada. El problema que nos encontramos en la consulta y en la vida es que hay muchísimas personas que duerme mal todos los días, que tiene trastornos del sueño crónicos. Ese es el problema. Con dos o tres meses sin dormir te mueres.
00:16Con tres o cuatro noches sin dormir te psicotizas. La ausencia de sueño repetido es psicotizante. Hay una epidemia de depresión. Los niños cada día están peor, los adolescentes talio infantil. Uno de los factores tiene que ver con el sueño. Como el dormir es una urgencia en psicoterapia. ¿Cómo el dormir es una urgencia en la vida? Bueno, buenas tardes. Pues muchas gracias a vosotras y a vosotros.
00:34Muchas gracias a todos por estar aquí. Es un verdadero placer. Como siempre, hacía mes, bueno, hacía, voy a decir hacía tiempo, tampoco hacía tanto, estuve aquí a finales de mayo. Así que bueno, yo sigo manteniendo esta fantástica, al menos desde mi lado, ¿no?, fantástica relación con el Colegio Oficial de la Psicología de Madrid, el que estoy francamente agradecido y siempre que estoy aquí me pregunto lo mismo, ¿no? ¿Qué hace un médico como yo en un en un sitio como este, no? E soy médico psiquiatra. Ciertamente lo de psiquiatra hago todo lo posible porque no se note. Eso tengo que reconocerlo y quien me
01:05conoce sabe que sabe que es así, pero no lo puedo ocultar. Eh, hoy vamos a hablar de un tema que personalmente me gusta mucho. Iba a decir personalmente me gusta mucho. Digo personalmente me gusta mucho, pero cuando estaba diciendo lo de que personalmente me gusta mucho, estoy dándome cuenta que es que ya hace años que solamente hablo de lo que me gusta mucho, lo cual es una de esas ventajas que tiene el ser mayor, que puedes seleccionar de lo que quieres hablar y de lo que no. Y me gusta mucho el el
01:34problema de los trastornos del sueño. Es decir, me parece que los trastornos del sueño son, como me he atrevido decir, una urgencia y una urgencia maltratada. Los eh eh dormimos mal. Por cierto, ¿habéis dormido bien esta noche? ¿Habéis dormido bien? Tened cuidado con lo que decís porque se nota desde aquí y yo me fijo y me fijo mucho y tened cuidado porque se nota, se nota.
01:59Os cuento rápidamente una una anécdota de hace muchísimos años, ¿no? Era pues eh los años 90, yo sé, como 30 años, ¿no? Era un congreso en recuerdo que era un congreso, estábamos haciendo un congreso de de psiquiatría, de psicofarmacología en concreto, que yo iba como invitado, o sea, yo no no participé, tuve una ponencia y poco más, pero estábamos en Barcelona y era una primavera también el mes de mayo hacía calor y recuerdo una de las eh la mesa redonda en la que yo participaba, pues se celebraba a las 4 de la tarde después de comer y unos psiquiatras catalanes, unos buenos
02:35amigos, catalanes, divertidos. Entonces eran más divertidos los catalanes, hacía tiempo que están muy enfadados, pero en aquella época eran muy había gente al menos muy divertida. Se les ocurrió una gamberrada que no sabíamos ninguno de los que estábamos en la mesa, ni desde luego sabía nadie de los asistentes, ¿no? Pusieron una cámara fotográfica detrás de nosotros en el decorado que había por detrás.
03:00colocaron una cámara y estuvieron haciendo fotos a los asistentes a los asistentes eh a la a la mesa redonda sobre mesa redonda sobre tratamiento del insomnio en concreto, recuerdo, ¿no? Y nosotros nos enteramos a la mañana siguiente, porque la mañana siguiente cuando llegamos al palacio de congresos, donde estaba haciendo el congreso, estaban unos paneles en el vestíbulo con las fotografías con las fotografías de muchos de los asistentes y un porcentaje altísimo de los asistentes estaban dormidos.
03:31estaban dormidos, cosa que eh tampoco era de extrañar porque uno de los ponentes, el profesor Feigner, uno de los padres de la psiquiatría de aquella época, también se durmió en la mesa, lo cual tenía muchísimo más delito. ¿Por qué se dormían aquellos asistentes? ¿Por qué se durmió incluso el el propio Feiner? Pues porque seguramente porque habían dormido mal esa noche.
03:54Esto es un una un ejemplo típico de somnolencia diurna y esta somnolencia diurna es uno de los síntomas e clásicos fundamentales de que mide la eficiencia del sueño. Si hemos dormido bien durante la noche, eh por qué lo sabemos.
04:12Luego voy a presentaros algunas escalas y algunas cosas de estas que tanto nos gustan, ¿no? A los a los psicólogos, a los psicoterapeutas, a los psiquiatras, cosas para medir, pero tampoco hace falta mucha e darle muchas vueltas. Si has dormido bien durante la noche, no tienes sueño durante el día. Y es la somnolencia diurna es el síntoma fundamental. Y esto lo sabemos todos.
04:31Lo sabemos todos cuando porque alguna vez habéis dormido mal, ¿verdad? Alguna noche habéis dormido mal, sabéis cómo estáis al día siguiente, está mal, ¿no? Cómo el dormir es una urgencia en psicoterapia, cómo el dormir es una urgencia en la vida. Eh, es exactamente así. Cualquiera de nosotros que ha pasado una noche, una mala noche, sabe cómo estamos al día siguiente.
04:48Si en lugar de una mala noche son dos o tres o cuatro. El ejemplo típico de los padres recién padres, ¿no? Con los bebés durmiendo a su bola, ¿no? Te suena el Claro, es ese es el ejemplo, ¿no? Pues es incompatible la salud, la salud con mayúscula, porque no hay dos saludes, no hay una salud mental y una salud física.
05:14Eso es una cuestión administrativa que, por cierto, luego si tengo tiempo os contaré que se está terminando eso, pero eh es imposible estar sano durmiendo mal, absolutamente imposible. Y en y por lo tanto es imposible hacer psicoterapia, es imposible que la psicoterapia sea eficaz, que sea eficiente. Es imposible que podamos estar. Yo recuerdo perfectamente una experiencia también personal. Yo me quedé dormido en el diván de mi psicoanalista.
05:39Cuando yo terminé mi especialidad y empecé a formarme en psicoanálisis, pues una tarde yo llegué a Martínez Campos, donde estaba el despacho de mi psicoanalista, un psicoanalista como siempre, borde en su línea, eh, un tipo muy joven, pero era borde. Y siéntese usted, nos llamábamos de usted. Yo tenía 26 años y el tipo tenía 30. Y éramos médicos los dos. siéntese o túmbese.
06:03Yo me tumbé en el diván y a los, qué sé yo, a los 10 minutos estaba dormido. Una vergüenza terrible que había dormido yo. Yo yo creo que mi psicoanalista alguna vez también, pero eso nunca lo quise nunca me quise enterar y me quedé dormido. Una vergüenza terrible. Tipo tuvo que venir a sacudirme el hombro.
06:23Hemos terminado hasta el martes, ¿no? Y imaginaos, ¿no? Qué cortazo, ¿eh? Bueno, luego me lo interpretó como una resistencia. Claro, ya sabes, eso es da igual lo que hagas en psicoanálisis. Te lo interpretamos como una resistencia, ¿no? Me lo interpreto como una Y seguramente tenía razón, pero yo además tenía sueño.
06:41Tenía sueño, era joven y no todas las noches eh eran eran noches y y bueno, pues me quedé dormido. En resumen, ¿sabes? El eh ya no me pasa. Es verdad que hace ya muchos años que no me pasa, básicamente porque duermo por la noche y duermo bien y duermo bastante. Duermo las horas que tenemos que dormir, que cada una son distintas.
07:00Así que para hacer psicoterapia es importante que nuestro paciente haya dormido, que duerma bien para que pueda, aunque solamente sea, para que pueda enterarse de lo de lo que está ocurriendo en el discurso psicoterapéutico. Y quizás un tema que en algún momento plantearé a lo largo de la tarde y no se lo contéis a nadie es que el psicoterapeuta también debe de dormir a ser posible y debe de dormir bien porque hay psicoterapeutas que bostezan, hay terapeutas que se duermen, que bostezan en sesión. Es decir, eso eso no eso no está bien. Eso no puede
07:30ser. Tenemos que cuidarnos nosotros, ¿no? Cuidarnos, cuidarnos para estar para estar mindful, ¿no? Para estar presente en la sesión. No podemos, no podemos nosotros no podemos permitir que el paciente se duerma. Bueno, luego mi psicoalista me cobró la sesión, así que bueno, seguramente se durmió él también.
07:53Tuvimos ahí una dormida a D y bueno, aquello no trascendido, pero que se duerma el terapeuta es eso es y eso ocurre, o sea, no estoy como siempre no estoy hablando de broma, esto ocurre, ocurre y en más de una ocasión, ¿no? Bueno, todo esto tiene que ver con la importancia de dormir y tiene que ver con lo que Jessica comentaba antes, tiene que ver con que estamos aquí, yo estoy representando a FAPIMPE, como siempre, como ya sabéis, quienes tenéis el el valor de de repetir en en apariciones nuestras, todas las diapositivas las tendréis ya esta tarde, ya están puestas en la en nuestra página
08:29web, en la sección de noticias, ya están las diapositivas colgadas porque alguna Una de ellas al final que voy a dar la recomendación con nombres comerciales de fármacos, de cosas de sustancias que pueden utilizarse para ayudar en el sueño, pues quizás os ayude el tener que estar tomando nota, os ayude el el poder mirar las diapositivas y ya están ya están en nuestra web.
08:52E estoy aquí representando en FAPIMPE, la Federación de Asociaciones de Psicólogos y Médicos Psicoterapeutas de España, una federación que fundamos, la Sociedad Española de Medicina Psicosomática y Psicoterapia es miembro fundador en el año 2011, en febrero.
09:11aquí en este mismo en este mismo espacio, no no exactamente igual porque esto ha cambiado este verano, eh han hecho obras de reforma, pero en este mismo colegio, el colegio de psicólogos y el colegio de médicos son también miembros de honor. Y FAPIMPE, la Federación de Asociaciones, es una de las instituciones que se ocupa en España de acreditar la formación en psicoterapia y de, por lo tanto, otorgar los certificados, los diplomas de acreditación como médico solamente para médicos y psicólogos, médico o psicólogo psicoterapeuta.
09:44En FAPMPE una de las actividades que tenemos es desde hace 10 años, casi desde el principio, es celebrar unos encuentros anuales que los hacemos precisamente en otoño. Y aprovecho para presentarlo aquí porque esto es el día 4 de noviembre y como muchos de vosotros pertenece a nuestra sociedad y otros muchos pertenece a otras sociedades, que sepáis que estáis invitados.
10:09Es una actividad gratuita que se celebra en el Consejo General de la Psicología, la calle Conde de Peñalber y que bueno, en los encuentros de otoño lo que hacemos es reunirnos las asociaciones que pertenecemos a la federación y cada una de estas asociaciones pues va contando en lo que está trabajando durante cada durante este año, ¿no? El tema monográfico de estos encuentros de otoño del día 4 de noviembre, dentro de nada, el tema monográfico es escuchando al cuerpo.
10:39Es un tema que a nosotros, como os imagináis, desde la medicina psicosomática, nos interesa, especialmente, digamos, desde que yo empecé la carrera de medicina, preocupado, interesado por eso y hay buenas, muy buenas noticias con respecto a lo que eh a esto que se llama psicosomática y esta dicotomía cartesiana que llevamos cuatro siglos arrastrando y que está por fin por terminar.
11:04Así que bueno, representando a la Sociedad Española de Medicina Psicosomática y Psicoterapia dentro de la Federación, hacemos esta presentación para insistir en esta es la idea fundamental, insistir en que tenemos que dormir los pacientes porque tienen que hacerlo. Claro, por esto que estamos comentando, no voy a insistir mucho en esto porque esto ya es no solo de sentido común, además es de casi de iba a decir de primero de psicología, no, no lo sé, pero pero esto es algo que todos lo sabéis.
11:28lo importante del sueño en términos de función cognitiva, en términos de procesos de memoria, en términos de recuperación inmunitaria, por ejemplo, que es una de las variables en las que se está trabajando recientemente, ¿no? Para poder eh hacer psicoterapía, como os decía, y que el terapeuta esté alerta y que el paciente también lo esté, es imprescindible que hayan dormido los dos, ¿vale? Aquí vamos a centrarnos sobre todo en el paciente por lo de siempre, porque nadie quiere hablar de nosotros, pero h está bien que nosotros también pensemos en qué hacemos con nuestro sueño. Los españoles somos los
12:04eh miembros de los 27 de la Unión Europea que peor tratamos el sueño. Los españoles tenemos la como la sensación de que no pasa nada, de que no importa, de que puedo no dormir y de que mañana y bueno, no es verdad eso. No es verdad. Es muy bonito, es muy fantástico, es estupendo.
12:23Sabina lo canta una canción preciosa que que no pasa nada por ir una noche sin al currelo, pero una noche sin dormir no pasa nada. El problema que nos encontramos en la consulta y en la vida y en las urgencias hospitalarias y en los hospitales es que hay muchísimas personas, una gran cantidad de la población que duerme mal todos los días, que tiene trastornos de sueño crónicos, ¿no? Eh, ese es el problema, dormir mal, de vez en cuando tenemos bastante capacidad adaptativa para ello, ¿no? un par de colegas que trabajan en un hospital en París, Aba Rubio y Heiner, definido el sueño, hay millones de definiciones, pero esta me gusta mucho, ¿no? Como un estado periódico y cotidiano caracterizado por la
13:03suspensión fácilmente reversible de la vida de relación. El sueño es una es un fenómeno activo. Esto es una de las cosas que tenemos que empezar a contar a nuestro paciente. He preparado la presentación un poco pensando en cosas que tenemos que contarle a nuestro paciente para hacer psicoeducación.
13:21para que el paciente haga inside, ¿no? Se dé cuenta de lo que de lo que está haciendo mal, francamente, ¿no? De lo que está haciendo mal y que piense en la posibilidad y que nosotros le acompañemos, no le ordenemos, no no las las pautas así, las órdenes, mucho menos, no le acompañemos en lo le acompañemos en la dificultad, le acompañemos en el duelo que supone cambiar un hábito. Cambiar es muy difícil. El ser humano tiende a no cambiar.
13:45cambiar un hábito de una de las cosas que voy a proponeros a todos es que os acostéis a las 10:30 de la noche. A las 10, a las 10:30 sonreís, ¿no? Diciendo este tipo, eh, sí, sí, esa es una de las propuestas que que voy a haceros. Esto es el entonces el hacer el duelo por Netflix. Sí, porque yo llevo toda una vida pensando y haciendo duelos. De hecho, el ser adulto, una de las características de ser adulto es hacer duelos.
14:10una diferencia con la infancia, ¿no? Hacer duelos y yo toda mi vida haciendo duelos, diferentes duelos por cosas más o menos pequeñas, pero nunca pensé que iba a proponer hacer duelo por Netflix, ¿no? Por o por Prime o por eh Movistar, ¿no? Sí, eso es una de las cosas que tenemos que empezar a pensar.
14:28Si no estáis dispuestas a si nuestro paciente no está dispuesto a movilizar ni un solo de sus hábitos, eh tendremos un problema. Es verdad que tenemos un problema. ¿Por qué? Porque no solamente el el sueño, ¿no? Y la vigilia, toda su salud, toda su salud se va a resentir toda.
14:51Y nosotros somos agentes de salud, ¿no? El sueño es tiene es un fenómeno activo. Es también muy importante que nuestro paciente y que nosotros sepa eso, ¿no? Todos lo sabéis, vosotros esto no vamos a insistir mucho, pero en la arquitectura del sueño sí. Y la arquitectura del sueño es muy estable y las fases REM, eh, no REM, fase una, 2, 3, cu, tienen una arquitectura concreta. que además es muy importante que mantenga esa arquitectura.
15:11Por ejemplo, algo que nos cuenta nuestro paciente es que él para dormir se fuma un canuto o se toma una copa y se queda dormido. Pero tanto la el této, los tetrahidrocannavinoles, marihuana, como el alcohol desestructuran. H como como por cierto la mayoría, si no la totalidad de las pastillas para dormir desestructuran el sueño. Entonces duermes, pero el sueño es de muy mala calidad.
15:35Ese es el problema de las pastillas para dormir. Uno de los problemas para de las pastillas para dormir. Y ese es uno de los problemas del alcohol, por ejemplo, que es un buen hipnótico. Es un buen himno inductor. El alcohol muy bueno. En Francia es el hipnótico más utilizado. Claro, el alcohol, sí, pero la calidad del sueño es muy mala y todo lo que afecte al sueño afecta a la vigilia.
15:57Esto es algo que tenemos que tener también muy claro. ¿Por qué dormimos mal? ¿Por qué viene a nuestra consulta un paciente? Que esa una pregunta que llevo 50 años haciéndome, ¿no? El el famoso cómo hemos llegado hasta aquí, cómo es posible, lo planteamos cuando hablamos de trastornos alimentarios o de trastornos en la relación sexual, trastornos interpersonal en una enorme cantidad, ¿no?, de manifestaciones del malestar humano.
16:27¿Cómo es posible? el el ser humano y la inmensa mayoría de los animales superiores eh tienen un está muy bien dormir es es una función que está muy bien regulada, muy bien organizada, que sabemos que es vital, absolutamente vital, que hay un tipo de enfermedad que se llama parálisis del sueño de origen desconocido que mata a las personas.
16:45Es muy poco, muy pocoente, pero e yo vi en el hospital un par de casos, es desolador, es absolutamente terrible. Hay un momento aparecen personas con 20 entre los 20 y los 30 años y de repente dejan de dormir. Dejan de dormir. Es un proceso degenerativo del sistema nervioso y no tiene solución y simplemente lo único que hacen es no dormir. Todo lo demás funciona bien.
17:05Todo lo demás funciona bien. En cuestión de cur o 6 meses se han muerto. Es decir, y de momento no no hay tratamiento para ello, ¿no? O sea, no dormir es exactamente así. Con dos o tres meses sin dormir te mueres. Con tres o cuatro noches sin dormir te psicotizas.
17:23H la ausencia de sueño repetido es psicotizante y es uno de los de los modelos experimentales para inducir psicosis precisamente es la deprivación de sueño, ¿no? Así que la evolución la evolución que es muy sabia nos ha dotado de muchos de mecanismos de control y de y de una importante potencia genética, ¿no?, que se transmite para hm dormir bien. Así que la pregunta es, ¿por qué no dormimos? ¿Qué ha ocurrido? Lo mismo que nos planteamos cuando llega una persona a nuestra consulta con una anorexia nerviosa restrictiva. Es lo mismo, ¿no? Tanto para dormir como para comer como
17:56para eh mantener la supervivencia. Esto hay mecanismos biológicos muy estables, muy muy consistentes, ¿no? ¿Cómo es posible que una persona deje de comer? ¿Qué ha ocurrido? Pues salvo situaciones absolutamente excepcionales, como os he contado, ¿no?, la parálisis del sueño, el lo que ocurre es que están estas funciones, tanto la comida como el dormir están alteradas socialmente.
18:21Es la socialización lo que afecta a la Por eso decimos siempre, claro, que los trastornos alimentarios son solo trastornos de la relación y los trastornos del sueño son seguramente también trastornos de la relación, trastornos sociales. en el fenómeno de socialización donde se afecta el no hay no hay eh elementos biológicos que afecten, salvo, insisto, puras excepciones, que alteren tanto una función tan importante, tan vital como es el hecho de dormir.
18:54Así que estudiar el sueño nos parece que es una función también absolutamente fundamental, estudiar el sueño, ¿no? Todo el mundo sabe lo importante que es dormir. Todo el mundo sabe lo importante que es dormir para mantener la salud. Cuando hace años yo empecé a estudiar el sueño, empecé a recordar cuánto me habían enseñado a mí sobre patología del sueño y sobre fisiología del sueño en la facultad de medicina de la Universidad Complutense de Madrid, donde yo estudié medicina y después en el Hospital Clínico y no recordé ni un minuto. Mi hijo pequeño ha terminado la carrera de medicina en la misma universidad que yo
19:29en la Complutse, estas cosas de la casualidad, ¿verdad? familiares. Eh, bueno, pues el chiquitín ha terminado la carrera hace un par de años. Le encargué a lo largo de todo el proceso que que me informara sobre cuánto estudiaban el sueño en la Facultad de Medicina de la Complutense el 12 de octubre y lo que él fue capaz de reconocer fueron 4 minutos en 6 años. Hm.
20:004 minutos hablando de el sueño y sus trastornos y estudiar el sueño y la importancia que tiene. Todo el mundo sabe lo importante que es el sueño en la vida menos los médicos. Eh, en psicología no lo sé, pero no sé lo que os han contado en vuestra carrera de psicología con respecto a lo importante que es el sueño para mantener la salud. No sé la cantidad de tiempo que se ha dedicado a eso.
20:19Seguramente ha sido poca. En todo caso, algo que quiero plantear desde el principio y esto lo tiene que saber también nuestro paciente desde el principio, los insomnios comienzan al despertar cada mañana. El que no puedas dormir por la noche ha empezado cuando te has levantado. Esto es algo que quiero que tengamos bien claro.
20:36Eh, todo es fantástico, algo, una queja que he escuchado en alguna ocasión. No me pasa nada en la vida, todo es maravilloso, tengo una vida, todo es genial, todo es estupendo, todo es maravilloso, pero solo me ocurre que no puedo dormir. No es posible, no es cierto eso. No, no, no es verdad. Algo está ocurriendo y una de las preguntas que nos tenemos que hacer y que tenemos que hacerle también a nuestro paciente y nosotros mismos es si estoy durmiendo lo suficiente.
21:00Entonces, ¿cómo se ve con la somnolencia? Eh, básicamente con la somnolencia diurna. Hay algunas escalas. Hay una que es la sat así de dicho en castellano, que son las siglas que veis aquí del inglés. Estas escalas las tenéis en internet, en cualquier sitio y la tenéis también en un en un en un PDF ya colgado en nuestra en nuestra página web, ¿no? Porque puede ser importante hacerle esta escalita en alguno de nuestros pacientes o a todos.
21:26Yo lo que voy a recomendaros es que estudiéis el sueño en todos los pacientes. En todos. No importa lo que consulten, no importa, como siempre el motivo de consulta. Acordad, el motivo de consulta nunca es el problema. El no importa y sobre todo y especialmente en la infancia en este momento, un porcentaje altísimo de trastornos en la infancia tienen que ver con que los niños cada día duermen peor, cada día duermen menos y cada día duermen peor.
21:52Un estudio relativamente reciente hace 5 o 6 años de la Universidad del de Londres demuestra que en una generación se han perdido 2 horas y media de sueño. 2 horas y media de sueño en una generación, 20 años. Eso es imposible, absolutamente imposible adaptarse a eso. Así que los niños que han perdido 2 horas y media de media de sueño tienen que presentar síntomas durante el día.
22:16Esto es un poco de sentido común, pero sin embargo me parece que no siempre pensamos en ello. Si dormimos 2 horas y media menos, tenemos que presentar síntomas durante el día. Y esto es lo que tendremos que preguntarnos nosotros, ¿cuáles son esos síntomas? porque a lo mejor estamos tratándolos con otro diagnóstico. Claro.
22:37Y cabe la posibilidad de que estemos incluso empeorando el cuadro, ¿no? Bueno, esto es una escala muy simple para ver si hemos dormido bien o hemos dormido suficiente, pero este es un esquema que yo le hago, este es el esquema nuclear de toda la presentación y es el esquema que le hago a todos mis pacientes cuando hablamos del sueño.
22:55El sueño es un ciclo, el sueño forma parte de un ciclo de 24 horas. No se puede de ninguna forma aislar el sueño de la vigilia. Y se lo explico así en las flechas verdes arriba, las flechas amarillas abajo. Todo lo que ocurre durante el día afecta al sueño, pero todo lo que ocurre durante el sueño afecta la vigilia.
23:16No hay ninguna posibilidad de separarlo y no lo vamos a separar. El insomnio, tu insomnio, tu dormir mal, sea como fuere, comienza cuando te levantas. Y cuando investigamos cómo te levantas, pues enseguida lo entendemos porque además el el sueño, estudiar el sueño es es muy fácil porque es bastante física. Es decir, hay cosas son parámetros muy fácilmente mensurables y que enseguida se ve si tú haces esto mal, si duermes mal de esta manera, si te levantas mal, h todo el día te va a ir mal y luego vas a dormir mal, ¿sabes? Finalmente te colocas en una espiral
23:47terrorífica, sueño y vigilia un ciclo y le explico, le hago este dibujo, mira que esto es estar despierto, eso es estar dormido y cómo se van realimentando. Así que no, yo quiero que me des unas pastillas para dormir. Bueno, a lo mejor te doy las pastillas para dormir, ¿bien? No, no, no me voy a negar a eso de entrada, pero vamos a pensar que h que no podemos desconectarnos, que no existe un interruptor h a la hora que queráis y darle al interruptor y quedarnos dormidos y eso nos gustaría, pero como tantas otras cosas eso no es así, ¿no? Este ciclo, este ciclo sueño vigilia
24:26está está además regulado, está regulado por la por la biología de una manera muy muy, decíamos antes, muy intensa, ¿no? Es tan importante, es tan vital, o sea, nos va la vida en ello, nos va la vida en ello, ¿no? Como cantaba mi amigo Luis Eduardo Aute, nos va la vida en ello y y tanto es así que la evolución nos ha dotado como mínimo de tres grandes mecanismos, ¿no? para que podamos dormir bien.
24:56Así que tenemos que estar haciendo las cosas muy mal o algo tiene que estar muy mal para que no podamos dormir bien. Se entiende lo que Se entiende lo que quiero plantearos, ¿no? Porque la biología, desde luego, está a favor, la biología está claramente a favor de que eh de procurarnos un descanso adecuado. Hay como mínimo tres mecanismos, el de la adenosina, la melatonina, la orexina o la hipocretina, una hormona que también regula, claro, están también muy cerca, regula tanto el ciclo sueño vigilia, tanto el sueño como la alimentación, ¿no? Otra vez, claro, actividades
25:28absolutamente vitales, ¿no? Para la especie, para la salud y para la supervivencia, para la reproducción, etcétera, ¿no? Una de los de los grandes avances de los últimos años es la relación entre el sueño, el estrés y el proceso inflamatorio. En estos últimos 10 años, sobre todo, está cambiando el paradigma y esto es una revolución que vais a vivir los más jóvenes estáis viviéndola.
25:57Todavía es posible que no que no que no esté muy muy está muy documentada, pero no está bien difundido, ¿no? Un cambio de paradigma en la conceptualización de la enfermedad con mayúscula, ¿no? Que consiste en que termina la dicotomía por fin cartesiana, se termina lo corporal y lo eh psicológico. Ya no hay cosas de la cabeza.
26:17ha caído el muro de Berlín de la barrera hematoencefálica. Hoy sabemos que las proteínas inflamatorias atraviesan la barrera hematoencefálica y afectan al sistema nervioso central. De manera que hm ya no hay ya no podemos seguir manteniendo enfermedades mentales o enfermedades corporales. El trastorno depresivo es una enfermedad inflamatoria.
26:40Lo que en este momento se plantea fuera de toda discusión es que la la depresión es una enfermedad inflamatoria, pero exactamente igual que la esquizofrenia o que las manifestaciones del trastorno límite o algunos insomnios o el TDH o manifestaciones de enfermedades cancerosas o por supuesto cualquiera de las otras muchas enfermedades.
26:57Esto esto es no no sé si no tenemos mucho tiempo para ello en eh vamos a estamos preparando aquí para en el colegio un seminario sobre precisamente esto, ¿no? el cambio de paradigma y la relación entre sistema inmune, sistema nervioso y la esto se termina la dicotomía, ¿no? Las lo que se hasta ahora se llaman enfermedades mentales pasarán a llamarse enfermedades.
27:21Se terminó, es decir, ya ya no hay por fin por fin, ¿no? Quienes este es el sueño de quienes empezamos a trabajar en psicosomática hace 50 años, ¿no? Se terminó la psicosomática, se terminó, ¿no? La depresión, la esquizofrenia es una enfermedad con como secuela de manifestaciones inflamatorias secundarias a un estrés crónico, ¿no? Un estrés crónico mayoritariamente psicosocial.
27:47¿De dónde procede el estrés crónico? Pongo unas interrogaciones allí a la izquierda. Bueno, no importa. Esto es esto es se hace trabajo para eh eh psicoterapia. Pero este estrés crónico no bien manejado inflama al organismo. Esa inflamación razonablemente genera alteraciones biológicas en todo el cuerpo.
28:08Otra vez, todo el cuerpo es el cerebro. El cerebro en el mismo nivel que el hígado, que el páncreas o que las articulaciones, ¿no? Alteraciones biológicas que cuando afectan al cerebro es depresión, ¿no? Esquizofrenia, trastorno bipolar o DSB5, lo que queráis. Esa misma inflamación afecta a otros órganos y sistemas que producen lo que se llaman enfermedades inmunomediadas, que es el nuevo término que se ha inventado para referirnos a las enfermedades autoinmunes, las autoagresivas, que es cuando yo estudié medicina se llamaban enfermedades autoagresivas. Aquello daba mucho miedo
28:38a los propios inmunólogos. Entonces cambiaron el nombre e empezaron a llamarles autoinmunes y ahora se llaman enfermedades inmunomediadas, ¿no? Eh, una de las cosas que que hace este proceso inflamatorio es afectar también al sueño. Eh, afecta al sueño pore producir trastornos del sueño y los trastornos del sueño terminan reciclando en forma espiral el estrés.
29:02La persona que duerme mal, que duerme mal, está muy estresada. Es una espiral. Está muy estresada durante todo el día, ¿no? Vuelvo a preguntaros lo de antes. Recordad una un episodio de vuestra vida en el que hayáis estado dos días, dos noches durmiendo mal. Dos días.
29:20¿Qué días habéis pasado? ¿Lo habéis pasado mal? ¿Se ha afectado toda vuestra vida de relación, la vida relación? ¿Habéis tenido mal humor? Ahora veis, eh, sí, sí, mal, francamente mal, ¿no? Y ese lo que ocurre es que ese estar mal os estresa todavía más y ese estrés nos inflama, eh, aumenta la producción de citoquinas inflamatorias y bueno, todo esto se convierte en una situación de bucle que es como está la mitad de la población en este momento.
29:45Exactamente sí, ¿no? Una cosa que todo el mundo se da cuenta. Hay una epidemia de depresión, los niños cada día están peor, los adolescentes tal, suicidio infantil, sí. Es exactamente así. Uno de los elementos, uno de los factores tiene que ver con el sueño, con lo mal que se duerme. Otro tiene que ver con la alimentación, naturalmente.
30:03Otro tiene que ver con la precariedad laboral, otro tiene que ver hay muchísimos, muchísimos factores que justifican este estrés crónico, pero la mediación de la enfermedad, otra vez, ya no hay enfermedades mentales ni corporales, la mediación es la inflamación, el proceso inflamatorio. Ahora nos damos cuenta y se publica que si alguna vez los antidepresivos sirvieron como antidepresivos, que no siempre, no en todos los pacientes, es si ha sido solo por su potente acción antiinflamatoria.
30:35Claro. Eh, bueno, esto es un tema que solamente quiero apuntar por lo importante me parece que es esta revolución que estamos viviendo y que cambia todo un paradigma del conocimiento de la enfermedad desde hace muchísimos años, ¿no? Aquí tienes algunos datos sobre lo que acabo de resumir, ¿no? Cómo la calidad del sueño y la respuesta inmune tiene una fuerte, una fuerte relación.
31:00Si dormimos mal, claro, todo esto significa, entre otras cosas que si dormimos mal, si nuestros niños duermen mal, tienen muchas más probabilidades de infectarse. Bronquiolitis, eh bronquitis, infecciones. Infecciones. Las infecciones, las infecciones tienen que ver con el sistema inmunitario.
31:20Gérmenes, gérmenes, microorganismos, los hay en todas partes. Siempre os digo lo mismo, ¿no? Aquí los hay. Si habéis desayunado esta mañana, si habéis comido en un restaurante o habéis desayunado en un restaurante, os habéis comido todos los microorganismos del tratado de microbiología que yo estudié en segundo de medicina. Hemos desayunado todos los microorganismos, absolutamente todos. ¿Qué ocurre? Nada.
31:41Nada. ¿Por qué? Porque nuestro sistema inmuno inmunitario es suficientemente competente como para hacerse cargo de esas sustancias tóxicas, exactamente igual que de las células cancerosas que en este momento tenemos todos circulando por nuestro organismo. Estas células cancerosas que tenemos todos circulando en nuestro organismo son controladas por un sistema inmunitario suficientemente competente.
32:10estrés, la falta de sueño que habitualmente están además asociadas afectan al sistema inmunitario y entonces nos infectamos más. Entonces las bacterias que nos hemos tomado con el café con leche, el café con leche, el café con leche y con la limpieza de la el calentador de leche, esto es una cosa fantástica.
32:28¿Os habéis dado cuenta cuando tomáis café con leche en un sitio y decir, “Quiero leche caliente.” Y entonces di, señor, leche caliente. Entonces, coge una valleta. Una valleta. Es eso. Yo no soy nada obsesivo, de verdad, nada obsesivo. Me después veo eso y luego me tomo el café con leche. No tengo ningún problema, me tomo el café con leche. Ningún problema con eso.
32:45Pero como médico me sobrecoge. Decir, sí, quiere usted leche caliente. Sí. Entonces el tipo sin ningún problema coge la jarra, coge una valleta de no sé dónde, del inframundo. Hay unades, unades para las valletas. una valleta costrosa, absoluta, de un color indefinido y entonces con la valleta limpia, limpia el el este, ¿no? O como el kebab, uno ve también desde el punto de vista de microbiología decir un kebab, un kebab es proteína caliente. Esto es una placa de petri, por Dios.
33:18Todas las bacterias del mundo tienen que estar en un kebab o en la valleta con la que limpian el calentador de leche y a pesar de todo te tomas la leche. Ya está. Yo me tomo el café con leche, lo veo y digo, “Dios mío, pero me fío de mi sistema inmunitario y y me tomo el café con leche.” Pero estoy hablando en serio.
33:41Es decir, el si tu sistema inmunitario no está suficientemente bien dormido, si no ha dormido tu sistema inmunitario suficientemente bien, está deprimido. Hablamos de depresión del sistema inmunitario. Con lo cual, entonces, los gérmenes de esa valleta del Hades, hm eh eh los gérmenes te acaban infectando. Sí, seguro, seguro. Te acaban infectando, entonces tenemos menos capacidad también para regular las células cancerosas, etcétera, etcétera, etcétera.
34:10¿No es francamente francamente importante lo de dormir, no? Francamente importante también lo de estar 2 horas al día, como mínimo a la intemperie. Esto es una cosa que tenéis que hacer. Esto se ha perdido y esto es algo que está bien relacionado también en este momento con el sueño, con el ritmo sueño, vigilia, con la melatonina. Está bien, bien relacionado ahí.
34:29muchos estudios, está todo esto muy bien estudiado, ¿no? Cómo se ha perdido en en un par de generaciones, ¿no? La gente no está en la calle, no está en la calle. Es eh es muy importante estar un mínimo de 2 horas diarias en la calle a la intemperie. Hm.
34:48Por ejemplo, ¿no? Para para qué otra vez, para cuidar el sistema inmunitario, para cuidar el sueño, también estar en la calle con sol durante el día, tener sol durante el día, luego apagar la luz a partir de las 8 de la tarde. Es decir, todas estas cosas que no se hacen porque no la apagas la luz porque estás viendo la tele o cualquier otra pantalla de este estilo y es una cosa terrorífica, ¿no? El sueño insuficiente afectando el sistema inmunitario nos hace mucho daño. Dormir mal nos amarga la vida.
35:11dormir mal nos acorta la vida y nos la amarga. Se casi casi mejor que sea corta porque la vida que estoy viviendo con este estilo de vida, no sé si merece la pena. No hay está muy estudiado estas diapositivas, si queréis las descargáis luego y las veis. está, quiero insistir con todo esto en que está muy estudiado, que se lo tenemos que decir a nuestro paciente, así más o menos como lo estoy contando aquí, así se lo digo yo a mis pacientes de esta manera, además que seguro que me entiende de esta forma se lo explico, ¿no? Y tiene que saberlo porque no siempre se lo hemos dicho,
35:50¿no? Eh, nuestro paciente y nosotros dormimos de diferente manera. El sueño es eh personal. Es verdad que el sueño es una y cada uno de nosotros tiene un patrón de sueño. Está bien, eso fue una ventaja evolutiva. Eso fue fue útil durante miles de años, ¿no? Que los cazadores recolectores, unos se acostaran antes y otros más tarde, unos durmieran más, otros durmieran menos.
36:16fue una ventaja evolutiva para el grupo porque siempre había alguien entonces en la tribu pendiente de los depredadores. Está bien eso. En este momento tiene menos importancia, pero hace 70,000 años fue fundamental, ¿no? El el pero se mantiene se mantiene cada uno de nosotros y es importante que conozcáis, muy importante que conozcáis, conozcamos, que nuestro paciente conozca cuál es su estilo de sueño, su patrón de sueño, ¿no? Según la duración, según las necesidades, pues hay un patrón de sueño normal. ¿Cuál es el sueño normal? Mirad, hay miles de estudios también, depende de la edad. Es son muchas horas cuando
36:52eres chiquitín, cuando eres bebé, eso se va cortando, como sabéis, cada vez un poco menos y se estima que en el adulto está entre las 7 y las 9 horas. Podemos aceptar en términos muy generales cuando un paciente me pregunta, “Pero, ¿cuándo cuándo cuánto tengo que dormir?” No, bueno, sueño normal 7 9 horas, pero pero vamos a ver, vamos a preguntarte porque quizás tú eres un short sleeper o eres un long sliper.
37:17Esto es hay personas que eh que tienen sueño o que que tienen necesidades, que necesitan dormir menos y otros que necesitan dormir más. Y eso está dentro de una campana de Gaus que podría entenderse como en raz perfectamente aceptable. El sh sleeper sería en estas personas que necesitan dormir 5 horas. Bueno, desde Elon Musk a Steve Jobs, gente así conocida, ¿no? Que Leonardo da Vinci tenían, dormían poco, eran shorliper, ellos decían que con 5 horas estaban bien. Con 5 horas estaban bien. No existe el shleper, seguro que sí,
37:56todos conocéis alguna persona que con 5 horas está bien. El criterio es que esté bien. Claro, porque yo he conocido muchos colegas, sobre todo lo he visto mucho en Estados Unidos, ¿no? colegas, amigos, médicos, muchos de ellos, otros no, que se definen, se autodefinen, ¿no? En el mundo del negocio, de las finanzas de Wall Street, como shlipper, ¿no? No es verdad que sean shortlippers, son insomnes encubiertos, duermen 5 horas porque no pueden dormir más y luego están las otras 19 horas tomando cocaína. Claro, se entiende. Entonces, no no eh
38:27eh no puedo dormir más por diferentes motivos porque tengo un insomnio, porque porque la empresa no me deja, entonces durermo 5 horas, pero luego estoy 19 tomando 2 l de Coca-Cola, 5 L de café, el café de Manhattan es posible el café, la Coca-Cola o directamente estimulantes de otra naturaleza.
38:48Eso no es un short sliper, ¿os dais cuenta? Es un insomne contrariado. Claro. Sí, esos son los niños con TDH. Vale, entonces se quedan dormidos durante el en clase. Se quedan dormidos en clase, no atienden, no atienden, están completamente desatentos, se quedan dormidos, como no se pueden quedar dormidos en clase porque los regañan, se hiperactivan.
39:07Y esa hiperactividad es lo que finalmente después es manifestada en forma de sintomatología clónica, ¿no? Y luego está el otro en otro extremo, el long sliper. En la cultura, en la cultura calvinista americana, la cultura occidental, nuestra cultura, el shlepper está muy bien visto, es una persona que duerme poco, está bien, es elegante, tiene tiene voz, tiene el long sleeper, sin embargo, que es exacta absolutamente normal, tiene mucha menos, mucha menos literatura, ¿no? Es un tarugo, es el el el ceporro, es bueno.
39:39Necesita dormir 9 o 10 horas, es completamente normal. Y conocéis a personas que necesitan dormir 9 o 10 horas, es lo necesitan, ¿no? Completamente normal, completamente sano. Lo que es muy importante es que esta persona lo sepa, que es un long sliperer, que le demos permiso para que lo sea y por favor que apague la tele, o sea, que se acueste a las 10 de la noche, ¿de acuerdo? Ya está.
39:58que duerma, que disfrute, que tenga permiso, que disfrute durmiendo eh, esas 9 o 10 horas que son las que necesita, ¿no? Y eso es algo que además está estos dos estilos pueden estar genéticamente transmitidos, ¿no? Hay personas que que duermen bien y personas que duermen mal, que efectivamente según la calidad, los que nos preocupan a nosotros en la clínica son los que duermen mal, los patrón de sueño ineficaz.
40:29Según el ritmo circadiano también hay otro tipo de patrón y también hay personas, ¿cómo se le llama? Las alondras y los eso es exactamente así. Eso es completamente normal. Hay personas, hay mucho estudio psiquiátrico que dice que el sueño vespertino, esto es estas personas hm noctámbulas, eso es un marcador depresivo. Eso yo recuerdo haberlo leído y haberlo estudiado hace muchos años.
40:58Y bueno, es es si no es depresivo, al menos es una característica melancólica. Él son personas, el patrón melancólico del del núcleo de personalidad melancólico es estas personas que les cuesta mucho trabajo levantarse, que les cuesta mucho trabajo ponerse en marcha a medida que va pasando el día están bien y luego están muy bien por la noche y se acuestan a las 2 o las 3 de la madrugada.
41:23Es un patrón, es un patrón de sueño con dentro de unas características melancólicas seguramente sí, pero si lo conoce, si lo sabe manejar, si lo puede manejar, no es especialmente nocivo. Otras personas es al contrario, se despiertan muy pronto por la mañana, están muy activas. Conocéis los dos tipos, están muy activas por la mañana y a medida que va pasando el día se van encontrando peor y justo a las 5, a las 6 de la tarde están tremendamente mal, que es cuando aparecen los síntomas de ansiedad.
41:48Exactamente. El el tope, ¿no? El el máximo de manifestación ansiosa está entre las 5 y las 6 de la tarde. Ahí están, se encuentran muy mal, ¿no? Bueno, otra vez, si esto es un patrón y es un ritmo circadiano, puede ser otra vez puede ser normal.
42:12Los problemas suelen aparecer cuando intentan forzarse, siendo patrones normales, como podrían serlo, evolutivamente normales, cuando intentan forzarse para cambiar. Eso puede ser eh un problema. Este es un esquema que voy a proponeros también que tengáis en la consulta y que lo estudiéis con cada uno de vuestros pacientes. Son los parámetros del sueño. Lo que hay que preguntar.
42:31Esto es lo que tenemos que preguntar a nuestros pacientes. El momento de acostarse y el comienzo de sueño. Lo que llamamos latencia de sueño. La latencia de sueño que podemos estimar normal está alrededor de 10 15 minutos. Desde que apagamos la luz con ánimo de dormir hasta que nos quedamos dormidos. Entre 10 eh 15 minutos entiende que es una latencia de sueño completamente normal.
42:52En ocasiones es mucho menor. Fantástico. De acuerdo. Personas que se meten en la cama, ponen la cabeza en la moda y se duermen. Genial. Latencia de sueño. Luego está este otro parámetro que es lo que llamamos sueño total, que también tenemos que preguntar al paciente. Claro. Sueño total.
43:09Este sueño total es desde que comienza a dormir hasta que se activa finalmente y está lleno de despertares. También el paciente tiene que saber, lo sabe y te lo dice, que se despierta muchas veces a lo largo del sueño. Eso es completamente normal. Si es un paciente roncador con un síndrome de apnea obstructiva del sueño, es mucho más frecuente esos despertares, porque cada uno de los despertares del roncador es un gesto neurológico para evitar que se muera.
43:42ese despertar es lo que le permite respirar conscientemente y mantenerse vivo. Luego hablaremos un poco del síndrome de manera obstructiva del sueño. Hay muchos despertares durante el sueño. Hay una activación final, una hora la que nos despertamos y podemos remolonear en la cama hasta que nos levantamos de la cama.
44:01¿De acuerdo? Y ahí también puede haber ahí unos minutos, puede haber un tiempo que pueden ser minutos o que en algunas personas con un patrón depresivo de sueño que se despiertan a las 5 de la madrugada que empiezan a darle vueltas a las cosas además cuando tiene un patrón también en rumeador, obsesivo, y están 3 horas en la cama eh antes de levantarse, ¿no? Pero están despiertos.
44:22Bueno, pues estos son los eh tres grandes parámetros y un cuarto que engloba los tres, que es el tiempo total en cama, porque esto nos ayuda para establecer lo que llamamos el índice de eficiencia del sueño. El índice de eficiencia del sueño que eh resulta de multiplicar el tiempo por 100 y dividirlo por el tiempo pasado en cama. Eso y se plantea en en porcentajes.
44:45Entonces, ¿qué significa que una eficiencia del sueño sea del 90%? es muy buena. Un 90 95% es lo normal. Significa que la mayor parte del tiempo que estoy en la cama estoy durmiendo, que es lo que tengo que hacer cuando quiero dormir. En la cama se pueden hacer otras cosas, pero aquí estamos hablando fundamentalmente de dormir.
45:04Cuando lo que quiero es dormir, que el 95% del tiempo que estoy en la cama con ánimo de dormir esté durmiendo, es una eficiencia fantástica. Hay personas que se han visto en polisogramas, en estudios del sueño con una eficiencia del sueño del 20, del 30, del 40%. Muy espantosa, muy mala. Están mucho tiempo despiertos, mucho tiempo en la cama, vamos en tiempo n en la cama, pero durmiendo muy mal.
45:28Un criterio clínico, recordad la sonnorencia diurna. Preguntad siempre si tienes sueño durante el día. Preguntadlo y preguntaos a vosotras y a vosotros si tenéis sueño durante el día es porque habéis dormido mal, porque otra vez el cuerpo está preparado para que no tengamos sueño durante el día.
45:47Pero también podéis preguntar sobre el trastorno del sueño, ¿sabes? También podéis y mi recomendación es que además lo hagáis.