Il grande trattato giapponese sui punti 阿是穴
Tra i testi della medicina giapponese di epoca Edo, 『鍼灸阿是要穴』 Shinkyū Aze Yōketsu occupa un posto particolarmente interessante.
Il titolo significa, letteralmente:
鍼灸阿是要穴
Shinkyū Aze Yōketsu
«I punti essenziali Ashi dell’agopuntura e della moxibustione».
L’opera fu pubblicata a Kyōto nel 1703, anno Genroku 16 (元禄16年), ed è attribuita a 岡本一抱 Okamoto Ippō, noto
anche come 岡本為竹一抱 Okamoto Tamechiku Ippō. L’edizione è composta da cinque volumi ed è oggi consultabile in riproduzione digitale presso la Kyoto University Library e la Keio University.
Il libro è particolarmente importante perché permette di seguire un passaggio storico preciso: come il concetto di 阿是穴 Āshìxué, nato nella letteratura medica cinese, viene elaborato all’interno della medicina giapponese dell’epoca Edo.
Che cosa significa 鍼灸阿是要穴?
鍼灸
Shinkyū
- 鍼 shin — ago, agopuntura
- 灸 kyū — moxibustione
→ agopuntura e moxibustione
阿是
Aze
→ Ashi
要穴
Yōketsu
- 要 yō — essenziale, importante
- 穴 ketsu — cavità, punto
→ punto essenziale/importante
Quindi:
鍼灸阿是要穴 — Shinkyū Aze Yōketsu
«I punti essenziali Ashi dell’agopuntura e della moxibustione».
La lettura giapponese registrata dalle biblioteche è Aze Yōketsu.
Il libro di Okamoto Ippō
岡本一抱
Okamoto Ippō
è una figura importante della medicina giapponese dell’epoca Edo.
Il catalogo della National Diet Library e quello di CiNii Books documentano una produzione molto ampia di Okamoto e collocano 鍼灸阿是要穴 nel 1703.
L’esemplare conservato dalla Kyoto University Library è registrato come:
(鍼灸)阿是要穴 五巻
Aze Yōketsu, cinque volumi
con:
出版年 — 1703
元禄16年 — Genroku 16
e autore:
岡本一抱(為竹)著
Okamoto Ippō (Tamechiku)
Anche la Keio University conserva i cinque volumi in forma digitalizzata. Il primo volume, per esempio, è registrato come pubblicato a Kyōto nel 1703.
Perché un libro dedicato agli 阿是穴?
Per comprendere l’importanza dell’opera bisogna prima comprendere che cosa siano gli 阿是穴.
阿是穴
Āshìxué — cinese
Azeketsu — giapponese
Nella classificazione contemporanea cinese degli agopunti, gli Ashi vengono generalmente distinti dai punti dei 十四經穴 Shísì jīng xué, i punti dei quattordici Jing, e dagli 經外奇穴 Jīngwài qíxué, i punti straordinari/extra-meridiano.
Una formulazione didattica tradizionale distingue infatti:
- 經穴 Jīngxué — punti dei Jing;
- 奇穴 Qíxué — punti straordinari/extra-meridiano;
- 阿是穴 Āshìxué — punti Ashi.
La caratteristica fondamentale degli Ashi è l’assenza di una posizione e di un nome necessariamente fissi: vengono individuati sulla base di dolorabilità, alterazioni locali o altre risposte corporee.
阿是穴 non significa semplicemente «punto dolente»
Questa è una distinzione fondamentale.
Nella letteratura moderna Ashi point viene spesso tradotto come:
«punto dolente»
oppure:
«tender point».
Ma il concetto classico è più ampio.
Un Ashi può essere individuato attraverso:
- dolore;
- dolorabilità alla pressione;
- una risposta locale;
- una zona patologicamente alterata;
- una modificazione percepita durante la palpazione.
Perciò è più preciso parlare di:
punto di risposta individuato attraverso la palpazione
piuttosto che semplicemente di «punto dolente».
La terminologia moderna cinese comprende infatti anche 不定穴 Bùdìngxué, «punto non determinato», e 天應穴 Tiānyìngxué, «punto della risposta celeste», come denominazioni correlate.
L’origine classica: 《靈樞》
Il principio è precedente al termine 阿是穴.
Nel:
《靈樞・經筋》
Líng Shū · Jīngjīn
il capitolo dedicato ai 經筋 Jīngjīn, i «tendino-muscolari», compare il principio:
以痛為腧
Yǐ tòng wéi shù
«Considerare il dolore come sede terapeutica.»
Nel contesto dei disturbi dei Jingjin, il testo conclude ripetutamente:
以知為數,以痛為腧
Yǐ zhī wéi shù, yǐ tòng wéi shù.
Il principio è dunque già presente nella medicina classica: la sede del dolore può diventare la sede del trattamento.
Questo è importante perché l’espressione 阿是穴 è successiva, mentre il principio terapeutico che essa esprime ha radici molto più antiche.
Il passaggio decisivo: 孫思邈
Il termine 阿是 compare esplicitamente nella medicina cinese con 孫思邈 Sūn Sīmiǎo, medico della dinastia Tang, nell’opera:
《備急千金要方》
Bèijí Qiānjīn Yàofāng
Prescrizioni essenziali del valore di mille pezzi d’oro per le emergenze.
Nel capitolo dedicato alla moxibustione compare:
有阿是之法
Yǒu Āshì zhī fǎ
«Esiste il metodo Ashi.»
Il passo descrive una persona che presenta dolore e viene palpata o pizzicata nella zona interessata; se viene individuata la sede appropriata, senza essere vincolati a una cavità/punto prestabilito, si ottiene una risposta e quella sede viene chiamata 阿是. Il testo conclude che agopuntura e moxibustione possono essere applicate con efficacia.
Questo è il documento classico fondamentale per la storia del termine.
Un dettaglio filologico importante
Nel testo di Sun Simiao compare:
不問孔穴
Bù wèn kǒngxué
letteralmente:
«senza considerare una cavità/punto prestabilito».
È probabilmente il dettaglio più importante dell’intero passo.
L’Ashi non nasce quindi necessariamente come un nuovo punto da aggiungere alla mappa.
Nasce da un’altra procedura:
si cerca sul corpo → si palpa → si individua una risposta → si utilizza quella sede.
Questa caratteristica distingue radicalmente l’Ashi dai punti che possiedono una localizzazione stabilita.
L’origine di «阿是»
Esiste una spiegazione tradizionale secondo cui il paziente, quando il medico preme sul punto corretto, avrebbe risposto qualcosa come:
«Ah, sì! È qui.»
Da qui:
阿是 — Āshì
Questa spiegazione è molto diffusa nella letteratura divulgativa.
È però opportuno non presentarla come un fatto storico dimostrato.
Una fonte classica successiva collega invece 阿是 alla risposta prodotta dalla palpazione e alla terminologia utilizzata all’epoca. La tradizione esegetica ha quindi costruito diverse spiegazioni del nome.
Per un articolo storico è meglio dire:
l’etimologia popolare «Ah, sì, è qui» è una spiegazione tradizionale, non una dimostrazione dell’origine storica del termine.
天應穴 — Tiānyìngxué
Un’altra denominazione importante è:
天應穴
Tiānyìngxué
天 tiān — cielo
應 yìng — rispondere, corrispondere, rispondente
穴 xué — cavità/punto
→ «punto della risposta celeste»
È una denominazione successiva associata alla categoria dei punti non fissi.
La tradizione collega inoltre 不定穴 Bùdìngxué, «punto non determinato», e 天應穴 Tiānyìngxué agli Ashi.
Una formulazione particolarmente esplicita compare nella tradizione del 玉龍歌 / 扁鵲神應針灸玉龍經, dove il punto non determinato viene associato al nome 天應穴 e al principio di trattare il luogo doloroso.
Il Giappone prima di Okamoto
Il concetto di Ashi era già presente in Giappone prima del 1703.
Una fonte giapponese dedicata alla storia degli Ashi cita:
安井昌玄
Yasui Shōgen
e la sua opera:
『鍼灸要歌集』
Shinkyū Yōkashū
pubblicata nel 1695.
Il testo descrive:
阿是の穴
Aze no ana
e lo colloca al di fuori dei punti codificati, indicando la ricerca della zona dolorosa attraverso la pressione e il trattamento con ago e moxa. La stessa fonte collega il termine anche a 天応の穴, «punto della risposta celeste».
Quindi 鍼灸阿是要穴 del 1703 non rappresenta l’inizio assoluto dell’uso del concetto Ashi in Giappone.
Rappresenta piuttosto un momento di sistematizzazione e sviluppo di una tradizione già presente.
1703: 鍼灸阿是要穴
Ed eccoci al testo di Okamoto Ippō.
鍼灸阿是要穴
Shinkyū Aze Yōketsu
pubblicato:
元禄16年 — Genroku 16
1703
a:
京都 — Kyōto
in:
五巻 — cinque volumi
L’archivio della Kyoto University conserva la serie completa.
La digitalizzazione permette inoltre di consultare direttamente il libro in formato immagine.
Questo è particolarmente prezioso perché non abbiamo soltanto una citazione moderna del testo: possiamo vedere il libro storico stesso.
Che cosa contiene?
Il contenuto dei volumi è estremamente interessante.
L’indice del primo volume comprende, fra gli altri:
- 痞根穴 — Hikon
- 腰眼 — Yōgan
- 脊背五穴 — Sekihai go-ketsu
- 巨闕兪 — Kyoketsu-yu
- 督兪 — Tokuyu
- 中枢 — Chūsu
- 接脊 — Sekiseki
- 気海兪 — Kikai-yu
- 関元兪 — Kangen-yu
- 夾脊穴 — Kyōseki-ketsu
- 十七椎穴 — Jūshichitsui-ketsu
- trattamenti per 痔 — emorroidi;
- 咳嗽 — tosse;
- 中風不語 — disturbi associati a Zhongfeng con incapacità di parlare;
- 厥逆 — Juenì;
- 積聚痞塊 — accumuli e masse.
L’indice originale è stato trascritto e analizzato a partire dalla copia digitalizzata.
Questa struttura mostra che l’opera non è un semplice elenco di «punti dolenti».
È una raccolta molto più ampia di sedi terapeutiche, punti extra e metodi di trattamento.
Il testo di Okamoto sul metodo Ashi
Una fonte giapponese che riporta il testo dell’opera del 1703 conserva un passaggio particolarmente importante:
其の阿是と言うは、若し何の処にても、病痛あることを覚ば、即ちその苦む処の体上を捏推しめて、若し裏その病処に適当せば、何の経、何の兪穴たるの分なく、只其の推て快く応へる処を以て、阿是と号て、即ち灸し、即ち鍼するに、皆なよく験ある…
In sintesi, Okamoto spiega che, quando una persona percepisce dolore in una determinata regione, si procede a palpare e premere quella zona; se si individua il punto che corrisponde alla sede della malattia e produce una risposta favorevole, non importa a quale Jing o quale punto codificato appartenga: quella sede viene chiamata 阿是 Ashi – e può essere trattata con moxa o ago.(ndr. o dita)
Questa formulazione è estremamente importante.
Perché mostra che l’Ashi viene concepito come una procedura nella quale:
- la palpazione precede la classificazione.
Il rapporto con 經穴 e 奇穴
Possiamo ora distinguere tre categorie.
經穴 — Jīngxué — Keiketsu
Punti:
- con nome;
- con localizzazione definita;
- appartenenti al sistema dei Jing.
奇穴 — Qíxué — Kiketsu
Punti:
- con nome;
- con localizzazione definita;
- non appartenenti al sistema dei quattordici Jing.
阿是穴 — Āshìxué — Azeketsu
Punti:
- senza necessariamente un nome;
- senza necessariamente una posizione fissa;
- individuati attraverso una risposta patologica o palpatoria.
Una fonte didattica cinese contemporanea sintetizza proprio queste tre categorie distinguendo i 十四經穴, i 奇穴 e gli 阿是穴.
Ma l’Ashi non è necessariamente «fuori dai meridiani»
Qui è necessario evitare una semplificazione.
Dire:
«Ashi = punto fuori dai meridiani»
non è sempre corretto.
Il criterio fondamentale non è semplicemente la posizione rispetto a un Jing.
Un’area che casualmente coincide con un 經穴 Jīngxué può presentare una risposta dolorosa e, in quella particolare situazione clinica, funzionare anche come Ashi.
La categoria Ashi riguarda soprattutto il modo in cui la sede viene individuata, non soltanto la sua posizione anatomica.
È quindi possibile avere:
un punto codificato che contemporaneamente presenta una risposta Ashi.
Questo rende il concetto molto più interessante della semplice opposizione:
punto fisso / punto non fisso.
L’esempio del Chengjin
La tradizione moderna utilizza un esempio semplice.
承筋
Chéngjīn — BL56
è un punto codificato della Vescica.
Se, dopo un’intensa attività fisica, quella stessa zona diventa particolarmente dolorosa alla palpazione, essa può essere considerata, in quella situazione, anche come una sede Ashi.
Il punto non ha smesso di essere BL56.
Si è aggiunta una seconda informazione:
la risposta locale del corpo.
Questo permette di comprendere perché Ashi non sia necessariamente una categoria anatomica alternativa ai punti standardizzati.
È anche una modalità di riconoscimento clinico.
L’ Ashi e la palpazione
Il principio può essere sintetizzato in quattro passaggi:
1. 病痛
Bìngtòng
Il paziente riferisce dolore o un disturbo.
2. 按 / 捏
Àn / niē
Si palpa, si preme, si esplora. (ndr. premere \ scollare)
3. 應
Yìng
Si identifica una risposta corrispondente.
4. 阿是
Āshì
La sede viene riconosciuta come punto Ashi.
Questa logica è già presente nella descrizione di Sun Simiao e viene ripresa in forma molto esplicita da Okamoto Ippō.
L’Ashi non è semplicemente un trigger point
È importante anche evitare una sovrapposizione moderna molto frequente:
Ashi = trigger point
Non sono sinonimi.
Il concetto di trigger point nasce dalla medicina muscoloscheletrica moderna e dalla ricerca sui fenomeni miofasciali.
L’Ashi appartiene invece a una tradizione medica che utilizza:
- palpazione;
- risposta locale;
- dolore;
- sede patologica;
- trattamento con ago e moxibustione.
Esistono naturalmente interessanti confronti moderni fra Ashi e trigger points, ma non sono storicamente la stessa categoria.
Per questo è meglio parlare di somiglianze funzionali o cliniche, senza trasformarle in equivalenza.
Il significato di 不定穴
不定穴
Bùdìngxué
può essere tradotto:
«punto non determinato»
oppure:
«punto dalla localizzazione non fissa».
Il termine descrive molto bene una delle caratteristiche fondamentali dell’Ashi.
Un punto codificato è:
«qui».
Un Ashi è:
«trova qui, nel corpo di questa persona, la sede che risponde».
La posizione può quindi variare:
- da persona a persona;
- da una condizione all’altra;
- nel corso della stessa patologia.
È proprio questa variabilità che rende impossibile attribuire agli Ashi un numero fisso di punti.
Il significato storico di 鍼灸阿是要穴
A questo punto diventa chiaro perché 鍼灸阿是要穴 sia un testo così importante.
Non perché sia semplicemente «un libro antico sui punti dolenti».
Ma perché rappresenta un momento storico nel quale il concetto di 阿是 viene integrato in maniera sistematica nella medicina giapponese.
La sequenza storica può essere sintetizzata:
《黃帝內經》
Huángdì Nèijīng
→ 以痛為腧
«considerare il dolore come sede terapeutica».
↓
孫思邈 — Sūn Sīmiǎo
唐代
→ 阿是之法
«il metodo Ashi».
↓
安井昌玄 — Yasui Shōgen
1695
→ 阿是の穴
↓
岡本一抱 — Okamoto Ippō
1703
→ 鍼灸阿是要穴
La storia documenta quindi un passaggio progressivo dalla localizzazione terapeutica in base alla risposta patologica alla sua elaborazione nella letteratura medica giapponese.
Il libro che vediamo oggi
L’immagine dell’esemplare che accompagna questo articolo mostra un tipico 和装 — wasō, cioè un libro giapponese rilegato secondo la tradizione.
L’esemplare digitalizzato dalla Kyoto University è registrato come:
刊 和中
e come opera in cinque volumi.
La Keio University conserva anch’essa i volumi digitalizzati, indicando:
元祿16 — Genroku 16
京都 — Kyōto
1703
per l’edizione.
Questo permette oggi di studiare non soltanto il contenuto teorico, ma anche la forma materiale del libro medico giapponese del periodo Edo.
Perché questo testo merita di essere conosciuto
鍼灸阿是要穴 documenta qualcosa di estremamente significativo nella storia dell’agopuntura.
Il punto terapeutico non è sempre soltanto una coordinata predefinita.
Esistono:
punti codificati → 經穴
punti codificati fuori dai Jing → 奇穴
e punti che vengono riconosciuti attraverso la risposta del corpo → 阿是穴.
L’Ashi introduce quindi nella pratica una dimensione dinamica:
il punto non è necessariamente soltanto ciò che è stato già scritto sulla mappa; può essere anche ciò che il corpo manifesta durante l’esame.
Ed è proprio questo principio che il libro di Okamoto Ippō, pubblicato a Kyōto nel 1703, documenta in maniera storicamente straordinaria.
鍼灸阿是要穴 — Shinkyū Aze Yōketsu non è soltanto un antico libro giapponese.
È una testimonianza della trasformazione del concetto di punto terapeutico.
Il principio dell’Ashi affonda le sue radici nei testi cinesi antichi, dove troviamo già 以痛為腧, «considerare il dolore come sede terapeutica». Con Sun Simiao nel periodo Tang compare esplicitamente il termine 阿是之法.
In Giappone il concetto viene documentato già nel 1695 da Yasui Shōgen e, pochi anni dopo, nel 1703, diventa il titolo di un’opera monumentale di Okamoto Ippō: cinque volumi dedicati agli Ashi e alla loro applicazione nell’agopuntura e nella moxibustione.
L’Ashi non deve quindi essere ridotto alla semplice formula:
«punto doloroso».
È più precisamente una modalità di individuazione terapeutica fondata sulla risposta del corpo, nella quale la palpazione può individuare una sede che non coincide necessariamente con un punto precedentemente codificato.
E il fatto che nel 1703 un medico giapponese abbia dedicato a questo principio un’opera di cinque volumi ci mostra quanto profondamente la relazione fra palpazione, localizzazione e trattamento fosse già elaborata nella medicina giapponese dell’epoca Edo.
Bibliografia
Fonti classiche
《黃帝內經》 Huángdì Nèijīng
Líng Shū, 經筋 Jīngjīn.
Principio fondamentale: 以痛為腧.
孫思邈 — Sūn Sīmiǎo
《備急千金要方》 Bèijí Qiānjīn Yàofāng, capitolo sulla moxibustione.
Fonte classica fondamentale per 阿是之法.
安井昌玄 — Yasui Shōgen
《鍼灸要歌集》 Shinkyū Yōkashū, 1695.
Testimonianza giapponese precedente all’opera di Okamoto sull’utilizzo degli 阿是の穴.
岡本一抱 — Okamoto Ippō
《鍼灸阿是要穴》 Shinkyū Aze Yōketsu, 1703, cinque volumi.
《扁鵲神應針灸玉龍經》
Biǎn Què Shényìng Zhēnjiǔ Yùlóng Jīng.
Testo importante per la tradizione di 不定穴 / 天應穴.
Studi e fonti moderne
- Studi storici sulla formazione del concetto di Ashi point e sul rapporto con 以痛為腧.
- Materiali storici giapponesi dedicati a 安井昌玄 e 岡本一抱.
- World Journal of Acupuncture-Moxibustion, studi sul rapporto storico fra Ashi points e trigger points.
Sitografia
Fonti primarie digitalizzate
Kyoto University — Rare Materials Digital Archive
鍼灸阿是要穴 — cinque volumi, edizione 1703
Keio University Digital Collections — 卷之一
鍼灸阿是要穴 — volume I
Keio University Digital Collections — 卷之二
鍼灸阿是要穴 — volume II
Keio University Digital Collections — 卷之三
鍼灸阿是要穴 — volume III
Google Books — 鍼灸阿是要穴
Edizione digitalizzata del 1703
Videografia
YouTube
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Video introduttivo dedicato agli Ashi points e alla loro individuazione.
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Lezione specificamente dedicata all’individuazione e all’utilizzo degli Ashi nel trattamento del dolore neuropatico.
Vimeo
Travell Trap CEU Video — Ashi Acupuncture
Video dedicato all’utilizzo dell’Ashi acupuncture nella regione del trapezio, con riferimento ai trigger points descritti da Janet Travell. È utile soprattutto come confronto con l’uso contemporaneo del termine Ashi, non come fonte storica sull’opera di Okamoto.
Una precisazione per il lettore
I video moderni sugli Ashi points non devono essere utilizzati come prova della pratica descritta da 岡本一抱 Okamoto Ippō nel 1703. Per la ricostruzione storica dell’鍼灸阿是要穴, le fonti fondamentali rimangono invece le scansioni originali dell’opera conservate dalle biblioteche di Kyoto e Keio e i testi classici cinesi da cui deriva il concetto.
