Le sezioni dello Shang Han Lun

16 Ago , 2026 - MTC,Medicina Orientale

Le  sezioni dello Shang Han Lun

Lo Shāng Hán Lùn e le sue sei grandi sezioni

Lo Shāng Hán Lùn(傷寒論), generalmente tradotto come Trattato sulle malattie da danno da freddo o Treatise on Cold Damage, è uno dei testi fondamentali della tradizione medica cinese. Tradizionalmente attribuito a Zhāng Zhòngjǐng 張仲景, medico vissuto tra la fine della dinastia Han orientale e l’inizio del III secolo, il testo appartiene a una tradizione clinica nella quale la diagnosi non viene costruita principalmente attraverso il nome della malattia, ma attraverso l’identificazione della configurazione patologica presente in quel determinato momento.

Il testo che oggi conosciamo come Shāng Hán Lùn deriva da una storia redazionale complessa. La tradizione riferisce che l’opera originaria fosse lo Shāng Hán Zá Bìng Lùn 傷寒雜病論, successivamente trasmesso e organizzato in forme differenti. La versione giunta fino a noi è legata in particolare alla tradizione testuale trasmessa da Wáng Shūhé 王叔和 e alla successiva revisione e pubblicazione dell’epoca Song. Il Chinese Text Project, per esempio, mette a confronto diverse tradizioni manoscritte e commentariali, compreso il testo della Zhùjiě Shānghán Lùn 注解傷寒論 di Chéng Wúyǐ 成無已.

Uno degli aspetti più caratteristici dell’opera è la sua organizzazione secondo le sei categorie diagnostiche, comunemente definite in epoca moderna come Six Stages o Six Channels: Tàiyáng 太陽, Yángmíng 陽明, Shàoyáng 少陽, Tàiyīn 太陰, Shàoyīn 少陰 e Juéyīn 厥陰.

Non si tratta semplicemente di sei “fasi temporali” che ogni malattia deve necessariamente attraversare in successione. Sono piuttosto sei configurazioni attraverso le quali il processo patologico può essere riconosciuto, interpretato e trattato. La letteratura contemporanea tende spesso a presentarli come una progressione dall’esterno verso l’interno; questa rappresentazione è utile didatticamente, ma non esaurisce la complessità del testo.

Tàiyáng 太陽 — il livello dell’esterno

Il Tàiyáng 太陽 rappresenta il primo grande ambito della differenziazione. È associato alla relazione tra l’organismo e l’esterno e comprende, tra gli altri, i quadri tradizionalmente descritti come zhòng fēng 中風 e shāng hán 傷寒.

Nel quadro Tàiyáng assumono particolare importanza la presenza di avversione al freddo, febbre, rigidità cervicale, cefalea e polso superficiale. La distinzione fra i diversi quadri dipende però dalla combinazione dei segni e soprattutto dalla relazione fra superficie, sudorazione, polso e stato dello Yíng 營 e del Wèi 衛.

Il Tàiyáng costituisce quindi un modello particolarmente importante per comprendere la diagnosi differenziale dello Shāng Hán Lùn: non basta riconoscere una febbre o un raffreddore, ma occorre determinare come il processo patologico si sta configurando.

Yángmíng 陽明 — l’interno e l’eccesso di calore

Il Yángmíng 陽明 rappresenta un cambiamento importante rispetto al Tàiyáng. La patologia non viene più descritta prevalentemente come una condizione della superficie, ma come un processo che coinvolge in modo più marcato l’interno e il sistema Yangming.

Tradizionalmente vengono distinti due grandi quadri: Yángmíng jīng 論 e Yángmíng fǔ 論, cioè le manifestazioni riferite al Jīng e quelle riferite al .

Nel primo caso prevalgono manifestazioni di intenso calore, come febbre elevata, sudorazione e sete; nel secondo compaiono segni di accumulo e ostruzione dell’interno, con particolare rilievo per la stipsi e l’alterazione della funzione intestinale.

Il passaggio dal Tàiyáng al Yángmíng mostra bene una caratteristica fondamentale del testo: la malattia non viene considerata una realtà statica. La configurazione può trasformarsi, e il trattamento deve seguire la nuova configurazione invece di rimanere legato alla diagnosi iniziale.

Shàoyáng 少陽 — il “mezzo esterno e mezzo interno”

Lo Shàoyáng 少陽 occupa una posizione particolare. È tradizionalmente descritto come bàn biǎo bàn lǐ 半表半裏, “mezzo esterno e mezzo interno”.

È il territorio della cerniera, della trasformazione e della regolazione. I segni caratteristici comprendono alternanza di freddo e calore, sensazione di amaro in bocca, secchezza della gola, vertigini, distensione o fastidio ai fianchi e al torace, nausea e alterazioni dell’appetito.

Proprio per questa posizione intermedia, il trattamento classico dello Shàoyáng non consiste semplicemente nel sudare o nel purgare, ma nel 和解 héjiě, cioè armonizzare.

Questa sezione è particolarmente importante perché mostra come lo Shāng Hán Lùn non interpreti necessariamente la malattia secondo una semplice opposizione “esterno/interno”. Esistono condizioni nelle quali il problema fondamentale è la disfunzione della transizione e della regolazione.

Tàiyīn 太陰 — il deficit dell’interno

Con il Tàiyīn 太陰 entriamo nei tre livelli Yin.

Il quadro è caratterizzato soprattutto dalla compromissione della funzione interna associata alla trasformazione e al trasporto. Sono importanti freddo, debolezza, pienezza addominale, dolore addominale e alterazioni delle feci.

Rispetto ai quadri Yang, l’attenzione si sposta quindi dal problema dell’eccesso verso quello della carenza e del freddo interno.

La logica terapeutica cambia conseguentemente: non si tratta più principalmente di espellere un fattore patogeno attraverso la superficie o di eliminare un eccesso interno, ma di sostenere e riscaldare ciò che è diventato insufficiente.

Shàoyīn 少陰 — il coinvolgimento dello Yin profondo

Lo Shàoyīn 少陰 rappresenta una condizione più profonda. È tradizionalmente associato alla relazione fra Cuore e Rene, e può manifestarsi secondo due configurazioni fondamentali: una prevalenza del freddo e del deficit Yang oppure una condizione di calore da deficit.

Nel quadro di freddo possono comparire freddo degli arti, sonnolenza, debolezza, diarrea e polso profondo e debole. Nelle configurazioni di calore da deficit possono invece comparire irritabilità, insonnia, sensazione di calore e altri segni derivanti dall’insufficienza dello Yin.

La particolarità dello Shàoyīn è dunque che la stessa categoria non equivale a un singolo quadro clinico. Il principio della differenziazione rimane fondamentale.

Juéyīn 厥陰 — il livello della trasformazione estrema

Il Juéyīn 厥陰 è l’ultima delle sei categorie e, probabilmente, una delle più difficili da interpretare.

Il termine stesso contiene l’idea di una condizione estrema o di un movimento di inversione. Nel testo troviamo quadri complessi nei quali possono comparire alternanze fra freddo e calore, disturbi digestivi, sete, alterazioni della funzione intestinale e fenomeni di inversione della dinamica Yin-Yang.

Il Juéyīn non dovrebbe quindi essere letto semplicemente come “l’ultimo stadio della malattia”. È più utile considerarlo come una configurazione caratterizzata da forte dinamismo e trasformazione, nella quale i rapporti fra freddo e calore, deficit ed eccesso, interno ed esterno diventano particolarmente complessi.

Le sei categorie come sistema diagnostico

Le sei categorie possono quindi essere riassunte così:

太陽 Tàiyáng — relazione con l’esterno
陽明 Yángmíng — Yang luminoso, interno ed eccesso
少陽 Shàoyáng — cerniera, transizione, mezzo esterno-mezzo interno
太陰 Tàiyīn — deficit e freddo dell’interno
少陰 Shàoyīn — profondità Yin, Cuore-Rene, freddo o calore da deficit
厥陰 Juéyīn — inversione, trasformazione e complessità Yin-Yang

La loro importanza storica non consiste soltanto nell’aver prodotto una classificazione delle malattie. Lo Shāng Hán Lùn propone soprattutto un modo di leggere il cambiamento clinico: osservare i segni, identificare la configurazione presente, comprendere la dinamica del processo e scegliere il trattamento coerente con quella configurazione.

È per questo che il testo continua a essere studiato come un’opera di diagnosi differenziale e strategia terapeutica, oltre che come una fonte storica della farmacologia cinese. Una revisione contemporanea dedicata proprio al sistema delle sei categorie sottolinea come il modello di Zhāng Zhòngjǐng costituisca uno dei tratti distintivi della tradizione clinica dello Shāng Hán Lùn.


elenco delle sezioni del Shang Han Lun (《傷寒論》) 


  1. 辨脈法
    Metodo di differenziazione dei polsi
  2. 平脈法
    Metodo del polso normale
  3. 傷寒例
    Casi ed esempi di malattie da Freddo nocivo (Shanghan)
  4. 辨痓濕暍脈證
    Differenziazione di tetania, umidità e colpo di calore secondo polso e sintomi
  5. 辨太陽病脈證并治法上
    Differenziazione delle malattie del Taiyang: polso, sintomi e metodi terapeutici (parte superiore)
  6. 辨太陽病脈證并治
    Differenziazione delle malattie del Taiyang: polso, sintomi e trattamento
  7. 辨太陽脈證并治下
    Differenziazione del Taiyang: polso, sintomi e trattamento (parte inferiore)
  8. 辨陽明脈證并治
    Differenziazione dello Yangming: polso, sintomi e trattamento
  9. 辨少陽病脈證并治
    Differenziazione delle malattie dello Shaoyang: polso, sintomi e trattamento
  10. 辨太陰脈證并治
    Differenziazione del Taiyin: polso, sintomi e trattamento
  11. 辨少陰病脈證并治
    Differenziazione delle malattie dello Shaoyin: polso, sintomi e trattamento
  12. 辨厥陰病脈證并治
    Differenziazione delle malattie dello Jueyin: polso, sintomi e trattamento
  13. 辨霍亂病脈證并治
    Differenziazione del colera (Huo Luan): polso, sintomi e trattamento
  14. 辨陰陽易差後勞復病證并治
    Differenziazione delle ricadute e affaticamento dopo alterazioni yin-yang
  15. 辨不可發汗病脈證并治
    Differenziazione delle condizioni in cui non si deve indurre sudorazione
  16. 辨可發汗證并治
    Differenziazione delle condizioni in cui si può indurre sudorazione
  17. 辨發汗後病脈證并治
    Differenziazione delle malattie dopo sudorazione: polso, sintomi e trattamento
  18. 辨不可吐
    Differenziazione delle condizioni in cui non si deve indurre il vomito
  19. 辨可吐
    Differenziazione delle condizioni in cui si può indurre il vomito
  20. 辨不可下病脈證并治
    Differenziazione delle condizioni in cui non si deve purgare (metodo “xia”)
  21. 辨可下病脈證并治
    Differenziazione delle condizioni in cui si può purgare
  22. 辨發汗吐下後脈證并治
    Differenziazione delle condizioni dopo sudorazione, vomito e purgazione: polso, sintomi e trattamento


– Una precisazione importante

Nella lettura dello Shāng Hán Lùn conviene evitare una sovrapposizione troppo automatica fra “sei meridiani” e “sei stadi”. Il termine liù jīng 六經 può essere tradotto come “sei canali/classici”, ma nel contesto dello Shāng Hán Lùn indica soprattutto categorie diagnostiche e fisiopatologiche.

Questo punto è particolarmente importante se si vuole mettere in relazione lo Shāng Hán Lùn con il Nán Jīng 難經: non siamo davanti a due semplici manuali di classificazione, ma a due modi diversi di organizzare e interpretare la relazione fra segno clinico, dinamica Yin-Yang, polso, trasformazione della malattia e trattamento.


bibliografia: https://ctext.org/shang-han-lun


Bibliografia essenziale

Zhang Zhongjing 張仲景, Feng Ye, Craig Mitchell, Nigel Wiseman, Shāng Hán Lùn: On Cold Damage, Paradigm Publications, Brookline, 1999.

Questa è probabilmente la traduzione inglese più importante per uno studio approfondito in ambito occidentale: comprende testo, traduzione e commentari, con 746 pagine nell’edizione bibliografica del 1999.

Zhang Zhongjing 張仲景, Luo Xiwen 羅希文, 伤寒论 = Treatise on Febrile Disease Caused by Cold, New World Press, Beijing, 2007.

Edizione bilingue cinese-inglese appartenente alla collana Library of Chinese Classics. È particolarmente utile per chi desideri confrontare direttamente il cinese con la traduzione inglese.

Chéng Wúyǐ 成無已, Zhùjiě Shānghán Lùn 注解傷寒論.

Il commento di Chéng Wúyǐ rappresenta una tappa fondamentale nella storia dell’interpretazione del testo. Il Chinese Text Project conserva diverse tradizioni testuali e commentariali dello Shāng Hán Lùn, permettendo di confrontare il testo con commentatori successivi.

Saroj Kumar Pradhan, “Introduction of Zhang Zhong Jing’s six-stages pattern of cryopathology”, Revista Internacional de Acupuntura, 16 (2022), 100163.

È una buona introduzione moderna al modello delle sei categorie e alla loro relazione con la struttura clinica dello Shāng Hán Lùn.

Per un approfondimento più ampio sulla tradizione dei classici cinesi è inoltre utile mettere lo Shāng Hán Lùn in relazione con il Huángdì Nèijīng 黃帝內經, soprattutto con le sezioni del Sùwèn 素問 dedicate ai sei qi e alle relazioni fra Tàiyáng, Yángmíng, Shàoyáng, Tàiyīn, Shàoyīn e Juéyīn. Il Chinese Text Project consente di consultare direttamente questi testi in cinese e in traduzione.

Sitografia

Chinese Text Project — 《傷寒論》 Shāng Hán Lùn

È la risorsa online più utile per un lavoro filologico: permette di leggere il testo, effettuare ricerche al suo interno e confrontare diverse versioni e commentari. Tra le fonti disponibili sono presenti la Zhùjiě Shānghán Lùn, il testo della tradizione Sìbù Cóngkān, la versione Kāngpíng e altre edizioni.

CiNii Books — Zhang Zhongjing 張仲景

Il catalogo bibliografico giapponese è particolarmente interessante perché permette di individuare edizioni cinesi, giapponesi e occidentali dello Shāng Hán Lùn. Sono registrate, fra le altre, l’edizione inglese di Mitchell, Feng e Wiseman e quella bilingue di Luo Xiwen.

Wellcome Collection

La Wellcome Collection conserva riferimenti bibliografici e materiali relativi alle edizioni inglesi dello Shāng Hán Lùn, compresa la traduzione di Mitchell, Feng e Wiseman.

Videografia

Per chi desidera affiancare alla lettura del testo un’introduzione audiovisiva, è particolarmente interessante l’intervista “The Six Stages of the Shang Han Lun”, nella quale Phil Garrison intervista Yaron Seidman proprio sulla natura delle sei categorie — Tàiyáng, Yángmíng, Shàoyáng, Tàiyīn, Shàoyīn e Juéyīn — e sul loro ruolo nella diagnosi dello Shāng Hán Lùn.

The Six Stages of the Shang Han Lun — YouTube

Un’altra risorsa utile è TCMStudy.net, che dedica una sezione video specifica allo Shāng Hán Lùn / Wēn Bìng, mettendo a confronto le sei categorie dello Shāng Hán Lùn con i quattro livelli della teoria Wēn Bìng.

Shang Han Lun / Wen Bing — TCMStudy.net

Per un approfondimento più avanzato è interessante anche l’intervista a Stephen Boyanton, dedicata alla storia del testo, alle sei categorie, alle diverse versioni dello Shāng Hán Lùn, ai problemi di autenticità e trasmissione e al rapporto con la tradizione delle formule classiche (jīngfāng 經方).

Discussing the Shang Han Lun — Stephen Boyanton

Per chi invece cerca un corso strutturato esistono registrazioni didattiche dedicate specificamente allo Shāng Hán Lùn, comprese lezioni sulle trasformazioni nei sei canali, sulla diagnosi differenziale e sulle formule classiche.



Shang Han Lun e Wen Bing:

i sei livelli e i quattro livelli

Lo studio delle malattie febbrili occupa una posizione centrale nella medicina classica cinese. Due grandi sistemi diagnostici si sono sviluppati intorno a questa problematica: quello dello Shāng Hán Lùn 傷寒論, tradizionalmente associato a Zhāng Zhòngjǐng 張仲景, e quello della scuola delle malattie da calore, o Wēn Bìng 溫病.

I due sistemi appartengono a momenti storici differenti e utilizzano modelli diagnostici differenti. Il primo organizza la malattia principalmente attraverso i sei jīng 六經, mentre il secondo utilizza il sistema dei quattro livelli o quattro aspetti 衛氣營血.

Non devono però essere considerati necessariamente come due teorie incompatibili. Rappresentano piuttosto due modalità differenti di leggere la trasformazione di una malattia febbrile e di individuare, in un determinato momento, la configurazione patologica da trattare.

Lo Shāng Hán Lùn e i sei jīng

Nel modello dello Shāng Hán Lùn, un agente patogeno esterno può penetrare nell’organismo e manifestarsi inizialmente a livello del Tàiyáng 太陽, considerato il livello più esterno.

Da qui il processo patologico può trasformarsi e interessare altri livelli: Yángmíng 陽明, Shàoyáng 少陽, Tàiyīn 太陰, Shàoyīn 少陰 e Juéyīn 厥陰.

È tuttavia importante non interpretare questa sequenza come una successione obbligatoria di sei stadi. I sei jīng costituiscono soprattutto categorie diagnostiche attraverso le quali viene riconosciuta la configurazione della malattia. Un processo può passare da un livello all’altro, saltarne alcuni oppure interessarne contemporaneamente più di uno.

Questa osservazione è fondamentale perché il modello dello Shāng Hán Lùn non descrive semplicemente “dove si trova” una malattia, ma come la malattia si sta configurando in quel momento.


Tàiyáng 太陽

Il Tàiyáng rappresenta il livello più esterno. Quando un fattore patogeno come vento-freddo invade l’organismo, i primi segni possono comprendere febbre, avversione al freddo o al vento, cefalea, rigidità cervicale e tensione della regione dorsale.

Il coinvolgimento del collo e della parte superiore del dorso viene tradizionalmente collegato anche al percorso dei canali di Vescica Tài Yáng 足太陽膀胱經 e Intestino Tenue Shǒu Tài Yáng 手太陽小腸經.

All’interno del Tàiyáng viene tradizionalmente effettuata una distinzione fondamentale fra una configurazione di eccesso e una configurazione di deficit.

Nel quadro di eccesso troviamo febbre, avversione al freddo, assenza di sudorazione e polso superficiale e teso, fú jǐn 浮緊.

L’interpretazione classica è che il fattore patogeno ostruisca la superficie e impedisca la normale apertura dei pori. La sudorazione è quindi assente.

Nel quadro di deficit, invece, sono presenti febbre e avversione al freddo ma compare sudorazione, accompagnata da un polso superficiale e moderato o rilassato, fú huǎn 浮緩.

Qui il problema non è semplicemente la presenza del patogeno, ma la difficoltà dell’organismo nel mantenere la superficie integra. La sudorazione fuoriesce, ma non riesce a risolvere adeguatamente il processo.

Da questa distinzione derivano due strategie terapeutiche differenti.

Nel quadro Tàiyáng di eccesso è rappresentativa la formula Má Huáng Tāng 麻黃湯, nella quale Má Huáng 麻黃Ephedrae Herba — svolge un ruolo importante nel promuovere la sudorazione e liberare la superficie.

Nel quadro Tàiyáng di deficit è invece rappresentativa Guì Zhī Tāng 桂枝湯, nella quale Guì Zhī 桂枝Cinnamomi Ramulus — viene utilizzato insieme a Bái Sháo 白芍 per armonizzare Yíng e Wèi 營衛, cioè l’aspetto nutritivo e quello difensivo.

Questa distinzione mostra già un principio fondamentale dello Shāng Hán Lùn: la presenza dello stesso fattore patogeno non determina necessariamente lo stesso trattamento. È la configurazione complessiva — segni, sudorazione, polso e relazione fra superficie e interno — a determinare la strategia terapeutica.


Yángmíng 陽明

Se il processo patogeno penetra più profondamente, può raggiungere il Yángmíng, associato a una condizione di intenso calore interno.

Qui il freddo può trasformarsi in calore e la caratteristica principale diventa l’eccesso di calore interno.

Lo Shāng Hán Lùn distingue principalmente fra Yángmíng jīng 陽明經 e Yángmíng fǔ 陽明府.

Nel quadro del Yángmíng jīng prevalgono i cosiddetti “quattro grandi” segni:

  • grande febbre;
  • grande sudorazione;
  • grande sete;
  • grande agitazione o irritabilità.

Il polso è tipicamente ampio e vigoroso, hóng dà 洪大.

La febbre è intensa ma, diversamente dal Tàiyáng, non è accompagnata dalla caratteristica avversione al freddo. Il calore è ormai interno.

Tra le sostanze medicinali più rappresentative troviamo Shí Gāo 石膏, il gesso minerale, spesso associato a Zhī Mǔ 知母 nella formula Bái Hǔ Tāng 白虎湯.

Nel Yángmíng fǔ, invece, il calore si combina con un accumulo all’interno dell’apparato digestivo. Compaiono distensione e pienezza addominale, dolore, durezza alla palpazione, stipsi e, nei quadri più intensi, alterazioni dello Shen e linguaggio delirante.

Il polso diventa profondo, pieno e vigoroso.

Qui la formula rappresentativa è Dà Chéng Qì Tāng 大承氣湯, nella quale Dà Huáng 大黃Rhei Radix et Rhizoma — svolge un ruolo fondamentale nella purgazione dell’accumulo.

Il confronto fra Yángmíng jīng e Yángmíng fǔ è particolarmente significativo: nel primo caso prevale il calore, nel secondo il calore associato a un accumulo interno.


Shàoyáng 少陽

Lo Shàoyáng occupa una posizione intermedia ed è tradizionalmente definito bàn biǎo bàn lǐ 半表半裏, “mezzo esterno e mezzo interno”.

I segni caratteristici comprendono alternanza di febbre e brividi, pienezza del torace e degli ipocondri, gusto amaro in bocca, nausea, vomito e scarso appetito.

Il polso è tipicamente a corda, xián 弦.

Lo Shàoyáng è associato soprattutto alla funzione della Vescica Biliare Dǎn 膽, anche se la categoria non deve essere semplicemente identificata con l’organo anatomico della colecisti.

La sua caratteristica fondamentale è quella di rappresentare una condizione nella quale il processo patologico non è né semplicemente esterno né completamente interno.

La formula paradigmatica è Xiǎo Chái Hú Tāng 小柴胡湯, nella quale Chái Hú 柴胡 ha un ruolo centrale nell’armonizzazione dello Shàoyáng.

L’alternanza di febbre e brividi è uno dei segni più importanti. Non si tratta semplicemente di una febbre continua, ma di una manifestazione ritmica nella quale la sensazione di calore e quella di freddo si alternano.


La febbre nei tre livelli Yang

Il comportamento della febbre costituisce un elemento diagnostico particolarmente interessante.

Nel Tàiyáng abbiamo febbre associata ad avversione al freddo.

Nel Yángmíng abbiamo febbre senza avversione al freddo, perché il processo è ormai caratterizzato da calore interno.

Nello Shàoyáng abbiamo invece alternanza di febbre e brividi.

Queste tre modalità non sono quindi semplicemente tre gradi quantitativi di febbre. Rappresentano differenti configurazioni della relazione fra esterno, interno e dinamica dello Yang.

Nel modello classico, la febbre del Tàiyáng viene interpretata come il risultato della lotta fra il fattore patogeno e il zhèng qì 正氣, il qi corretto dell’organismo. Contemporaneamente, l’ostruzione della superficie impedisce la normale diffusione del qi difensivo, spiegando la presenza dell’avversione al freddo.

Nel Yángmíng il processo è invece divenuto interno e domina il calore.

Nello Shàoyáng la caratteristica è la trasformazione intermittente della dinamica, coerente con la sua posizione di cerniera fra esterno e interno.


I tre livelli Yin

Dopo i tre livelli Yang vengono tradizionalmente considerati i tre livelli Yin: Tàiyīn 太陰, Shàoyīn 少陰 e Juéyīn 厥陰.

Anche qui non dobbiamo necessariamente pensare a tre “stadi terminali” della malattia. Si tratta di configurazioni diagnostiche differenti e possono comparire attraverso modalità diverse di trasformazione.

Tàiyīn 太陰

Il Tàiyīn è caratterizzato soprattutto da deficit e freddo interno, con particolare riferimento alla funzione della Milza Pí 脾.

I sintomi comprendono pienezza e dolore addominale, vomito, diarrea, disturbi della digestione, assenza di sete e polso debole e moderato.

La logica fisiopatologica tradizionale è che il freddo abbia danneggiato lo Yang della Milza, compromettendo la sua funzione di trasformazione e trasporto.

Il cibo e i liquidi non vengono quindi trasformati correttamente e possono comparire ristagno, diarrea e vomito.

La sostanza medicinale rappresentativa è Gān Jiāng 乾薑, zenzero secco, appartenente alle sostanze che riscaldano l’interno e disperdono il freddo.


Shàoyīn 少陰

Lo Shàoyīn rappresenta una condizione più profonda e viene tradizionalmente associato alla relazione fra Cuore Xīn 心 e Rene Shèn 腎.

La configurazione più caratteristica nel contesto dello Shāng Hán Lùn è quella di deficit e freddo, con avversione al freddo, postura rannicchiata, sonnolenza, estremità fredde e polso profondo, fine e debole.

Può comparire anche diarrea con alimenti non digeriti.

In questo caso il problema è particolarmente grave perché il deficit dello Yang del Rene non permette più di sostenere adeguatamente la funzione della Milza.

La sostanza medicinale paradigmatica è Fù Zǐ 附子, radice preparata di aconito, utilizzata per riscaldare l’interno e sostenere lo Yang.

Esiste tuttavia anche una configurazione di calore da deficit dello Shàoyīn, caratterizzata da irritabilità, insonnia, secchezza della bocca, lingua rossa e polso fine e rapido. Questa configurazione è meno frequentemente discussa rispetto al quadro di freddo e deficit.


Juéyīn 厥陰

Il Juéyīn è tradizionalmente l’ultimo dei sei livelli ed è anche uno dei più complessi da interpretare.

Una delle caratteristiche fondamentali è la coesistenza di calore nella parte superiore e freddo nella parte inferiore.

Questa configurazione può essere interpretata come una grave alterazione della relazione dinamica fra Yin e Yang.

Tra i segni descritti troviamo sete intensa, calore nella regione del torace e del Cuore, fame senza desiderio di mangiare, vomito e altri segni di forte disorganizzazione della dinamica interna.

Particolarmente famoso è il riferimento al vomito di ascaridi, huí jué 蛔厥. Questo segno deve essere interpretato nel suo contesto storico: le infestazioni da parassiti intestinali erano molto più frequenti nell’antichità e una malattia febbrile poteva aggravare una condizione preesistente.

Non significa quindi che il quadro Juéyīn “produca” improvvisamente i parassiti.

La sostanza rappresentativa è Wǔ Méi 烏梅, il frutto di Prunus mume, estremamente acido e tradizionalmente utilizzato per trattenere e stabilizzare. La formula classica è Wǔ Méi Wán 烏梅丸.

La particolarità della formula è significativa: contiene contemporaneamente sostanze riscaldanti e sostanze raffreddanti. Questo riflette la complessità del quadro, nel quale freddo in basso e calore in alto coesistono.


I sei livelli non costituiscono una sequenza rigida

Un errore frequente nella moderna presentazione dello Shāng Hán Lùn consiste nel rappresentare i sei livelli come una progressione obbligatoria:

Tàiyáng → Yángmíng → Shàoyáng → Tàiyīn → Shàoyīn → Juéyīn.

Questa sequenza è utile come schema didattico, ma non deve essere trasformata in una regola assoluta.

Il processo patologico può infatti trasformarsi in modi differenti. Un quadro Tàiyáng può passare al Yángmíng, ma può anche interessare direttamente lo Shàoyáng. Un processo può inoltre raggiungere direttamente un livello Yin senza attraversare necessariamente tutti i livelli Yang.

Si parla inoltre di combinazione di malattie, quando due configurazioni sono presenti contemporaneamente.

Sono possibili, per esempio, associazioni Tàiyáng–Yángmíng oppure Yángmíng–Shàoyáng.

Questo aspetto è clinicamente importante perché dimostra che i sei jīng non sono semplicemente “stanze” nelle quali la malattia entra una dopo l’altra. Sono piuttosto categorie dinamiche di riconoscimento della configurazione patologica.


Dallo Shāng Hán Lùn alla scuola delle Wēn Bìng

La tradizione delle Wēn Bìng 溫病, o malattie da calore, si sviluppò posteriormente e utilizzò un modello differente.

In questo sistema il fattore patogeno viene concepito principalmente come calore, che penetra attraverso le vie respiratorie e interessa progressivamente quattro livelli o aspetti:

衛 Wèi — livello difensivo
氣 Qì — livello del Qi
營 Yíng — livello nutritivo
血 Xuè — livello del Sangue

Questo sistema viene generalmente indicato come wèi–qì–yíng–xuè 衛氣營血.

La differenza fondamentale rispetto allo Shāng Hán Lùn è quindi già contenuta nel modo in cui viene concepito il processo patologico.

Nel modello dello Shāng Hán Lùn il fattore iniziale viene tradizionalmente descritto come freddo esterno che può trasformarsi in calore penetrando più profondamente.

Nella teoria delle Wēn Bìng, invece, il fattore patogeno è fin dall’inizio associato al calore e la sua progressione verso l’interno può quindi essere più rapida.


Il livello Wèi 衛

Il livello Wèi rappresenta la superficie e la funzione difensiva.

Il quadro comprende febbre, brividi, cefalea, tosse, mal di gola, secchezza della bocca e, a seconda della configurazione, sudorazione.

Il polso è superficiale e rapido, fú shuò 浮數: superficiale perché il patogeno interessa la superficie, rapido perché è presente il calore.

Il trattamento utilizza sostanze che disperdono il vento-calore e liberano l’esterno, come Jīn Yín Huā 金銀花 e Lián Qiáo 連翹, particolarmente utilizzate quando sono presenti manifestazioni di calore e tossicità.


Il livello Qì 氣

Se il calore non viene risolto a livello Wèi, può penetrare nel livello .

Questo quadro presenta una notevole corrispondenza con il Yángmíng dello Shāng Hán Lùn.

Anche qui troviamo i cosiddetti quattro grandi segni: grande febbre, grande sudorazione, grande sete e grande agitazione, accompagnati da un polso ampio e vigoroso.

Shí Gāo 石膏 e Zhī Mǔ 知母 sono sostanze rappresentative del trattamento del calore intenso a questo livello, come nella formula Bái Hǔ Tāng 白虎湯.

La differenza rispetto al modello dello Shāng Hán Lùn non deve però essere cancellata: i due sistemi utilizzano categorie teoriche differenti, anche quando descrivono fenomeni clinici che possono risultare molto simili.


Il livello Yíng 營

Quando il calore penetra più profondamente, raggiunge il livello Yíng, tradotto generalmente come livello nutritivo.

Qui il calore diventa più profondo e può disturbare lo Shén 神.

Sono caratteristici febbre più intensa durante la notte, irritabilità, agitazione, insonnia e lingua rossa o cremisi, spesso secca.

Possono inoltre comparire eruzioni cutanee poco evidenti.

La strategia terapeutica non consiste semplicemente nel raffreddare il calore. È necessario anche far risalire o espellere nuovamente il calore verso livelli più superficiali, dove può essere più facilmente eliminato.

Questo principio viene indicato con il concetto di 透熱轉氣, cioè favorire la fuoriuscita del calore dal livello Yíng verso il livello Qì.


Il livello Xuè 血

Il livello Xuè, quello del Sangue, rappresenta una condizione ancora più profonda e intensa.

Il calore può provocare manifestazioni emorragiche: epistassi, sangue nell’espettorato, ematuria o sangue nelle feci.

Possono comparire eruzioni cutanee più marcate e una lingua intensamente rossa o cremisi.

La spiegazione tradizionale è che il calore agiti il Sangue e ne alteri il normale movimento all’interno dei vasi, favorendo la fuoriuscita del sangue.

La strategia terapeutica comprende sostanze che raffreddano il Sangue, ma quando il calore ha anche consumato e danneggiato il Sangue può essere necessario intervenire sulla stasi.

Qui compare una differenza importante rispetto al livello Yíng: al livello Yíng si cerca ancora di ventilare il calore verso il livello Qì, mentre al livello Xuè il patogeno deve essere trattato direttamente nella profondità raggiunta.


Un modello più complesso dei quattro livelli

Anche il sistema Wèi–Qì–Yíng–Xuè non deve essere considerato una semplice scala lineare.

Il livello Wèi può essere ulteriormente differenziato, per esempio fra vento-calore e vento-calore associato all’umidità.

A livello Qì possono comparire diverse configurazioni: calore del Polmone e dello Stomaco, grande calore, calore che si lega all’intestino oppure umidità-calore.

La classificazione dei quattro livelli rappresenta quindi una struttura generale all’interno della quale possono essere riconosciute numerose configurazioni differenti.


Due sistemi, una stessa logica diagnostica

Il confronto fra Shāng Hán Lùn e Wēn Bìng mostra un principio comune alla medicina classica cinese: non è sufficiente riconoscere il nome della malattia; occorre riconoscere la configurazione nella quale essa si manifesta.

I sei jīng dello Shāng Hán Lùn e i quattro livelli Wèi–Qì–Yíng–Xuè delle Wēn Bìng sono quindi due differenti strumenti di biàn zhèng 辨證, la differenziazione dei quadri.

Il loro valore non consiste semplicemente nella possibilità di classificare una persona in una determinata categoria. Il punto centrale è comprendere la dinamica della trasformazione: esterno e interno, freddo e calore, deficit ed eccesso, salita e discesa, apertura e chiusura.

È proprio questa dimensione dinamica che permette di comprendere perché, nello Shāng Hán Lùn, una stessa malattia possa presentarsi con configurazioni differenti e perché, di conseguenza, anche il trattamento debba cambiare.

Il modello dei sei jīng non è dunque semplicemente una mappa anatomica dei meridiani e non è neppure una successione obbligatoria di sei stadi. Allo stesso modo, il modello Wèi–Qì–Yíng–Xuè non è soltanto una scala di profondità.

Entrambi sono soprattutto sistemi di lettura del processo patologico.

Ed è proprio in questo senso che lo studio dello Shāng Hán Lùn conserva ancora oggi un’importanza particolare: insegna a non fermarsi al sintomo isolato, ma a cercare la relazione fra i segni, la loro combinazione, la loro trasformazione e la risposta terapeutica.

In questa prospettiva, il passaggio da Tàiyáng a Yángmíng, da Shàoyáng a Tàiyīn, o da Wèi a Qì, Yíng e Xuè non deve essere inteso semplicemente come lo spostamento di una malattia attraverso diverse “zone” del corpo. È piuttosto il tentativo della medicina classica cinese di descrivere come cambia l’organizzazione del processo patologico.

Ed è proprio questa attenzione alla trasformazione — più che la semplice classificazione — a costituire uno degli elementi più caratteristici della medicina classica cinese.


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