La stitichezza nella medicina tradizionale cinese

20 Ago , 2026 - MTC,Shiatsu,Tuina

La stitichezza nella medicina tradizionale cinese

Etiologia, quadri clinici e trattamento secondo il Tuina

** tratto da: The English-Chinese Encyclopedia of Practical Traditional Chinese Medicine: 3

by Xu Xiangcai (Editor), You Ke (Editor), Bao Xuequan (Editor), Kang Kai (Editor), Lu Yubin (Editor)

Definizione

La stitichezza si riferisce alla difficoltà nella defecazione e al prolungamento dell’intervallo tra due evacuazioni. Secondo la medicina tradizionale cinese (MTC), essa è principalmente correlata a una disfunzione dell’Intestino Crasso, che determina una permanenza eccessivamente prolungata delle feci nell’intestino.

La prolungata permanenza delle feci favorisce un’eccessiva perdita di liquidi: le feci diventano progressivamente secche e dure, rendendo difficile la loro espulsione.


Eziologia e fisiopatologia

Secondo il modello della MTC, la stitichezza può derivare sia da condizioni di eccesso sia da condizioni di deficienza.

Tra le principali cause indicate nel testo troviamo:

  • un eccesso generale di Yang;
  • l’abitudine a consumare alimenti molto piccanti, speziati o grassi;
  • l’accumulo di Calore nello Stomaco e nell’Intestino;
  • la persistenza di Calore dopo una malattia febbrile, che può consumare i Liquidi corporei (Jin-Ye);
  • la carenza di Qi e Sangue, soprattutto in relazione all’indebolimento associato all’età;
  • la conseguente alterazione della funzione dell’Intestino Crasso;
  • la riduzione dei liquidi corporei necessari a mantenere le feci sufficientemente morbide.

In questa prospettiva, la stitichezza non viene quindi considerata semplicemente come un problema locale dell’intestino, ma come il risultato di uno squilibrio che può coinvolgere Calore, Qi, Sangue e Liquidi corporei.


Manifestazioni cliniche

Il testo distingue fondamentalmente due grandi categorie:

– Stitichezza da Eccesso

Il quadro comprende:

  • feci secche;
  • urine scarse e scure;
  • volto arrossato;
  • febbre;
  • addome disteso;
  • bocca secca;
  • irrequietezza;
  • eruttazioni frequenti;
  • senso di pienezza al torace e agli ipocondri;
  • scarso appetito;
  • lingua arrossata, con patina gialla e asciutta;
  • polso scivoloso e rapido.

Questo quadro è interpretato come indicativo soprattutto di Calore ed Eccesso, con consumo dei Liquidi e conseguente essiccamento delle feci.


– Stitichezza da Deficienza

In questo caso la stitichezza o la difficoltà evacuativa si manifesta con:

  • evacuazione difficoltosa;
  • piccole quantità di feci relativamente secche;
  • necessità di fare sforzo durante la defecazione;
  • stanchezza dopo l’evacuazione;
  • possibile sudorazione;
  • respiro corto;
  • colorito pallido;
  • debolezza e astenia;
  • lingua pallida con patina sottile;
  • polso debole.

Il testo comprende inoltre, nei quadri caratterizzati da freddo e deficit:

  • urine abbondanti e chiare;
  • estremità fredde;
  • dolore freddo ai lombi e alle ginocchia;
  • dolore addominale di tipo freddo.

In questo caso la difficoltà evacuativa viene quindi collegata alla carenza di Qi e Sangue, oppure a una condizione di Freddo e insufficienza, che determina una ridotta capacità funzionale dell’Intestino.


Principio terapeutico

Il principio di trattamento varia in funzione della natura del quadro.

Nella stitichezza da Eccesso

Il trattamento mira a:

  • eliminare il Calore;
  • umidificare l’Intestino;
  • favorire la circolazione del Qi;
  • eliminare la stasi.

Il testo riassume questo principio come:

eliminare il Calore per umidificare l’Intestino e favorire il movimento del Qi per rimuovere la stasi.

Nella stitichezza da Deficienza

Il trattamento mira invece a:

  • tonificare il Qi;
  • nutrire il Sangue;
  • favorire la funzione intestinale;
  • riscaldare e sostenere l’organismo nei quadri caratterizzati da Freddo;
  • alleviare la stitichezza.

Si tratta quindi di una distinzione fondamentale: non tutte le stitichezze vengono trattate allo stesso modo.


Tecniche Tuina indicate

Il testo indica quattro principali manipolazioni:

  • Mó (摩) — frizione/manovra circolare;
  • Àn (按) — pressione;
  • Róu (揉) — impastamento o manovra circolare di pressione;
  • Cā (擦) — frizione.

Nella parte operativa viene inoltre utilizzato:

  • Qiā (掐) — pizzicamento/presa digitale.

Selezione dei punti

Il testo propone la seguente combinazione di punti:

PuntoNomeLocalizzazione tradizionale
ST25Tiānshū 天枢Intestino Crasso
RN12Zhōngwǎn 中脘Vaso Concezione
RN8Shénquè 神阙ombelico
RN6Qìhǎi 气海Vaso Concezione
BL20Píshū 脾俞Shu dorsale della Milza
BL21Wèishū 胃俞Shu dorsale dello Stomaco
BL18Gānshū 肝俞Shu dorsale del Fegato
BL25Dàchángshū 大肠俞Shu dorsale dell’Intestino Crasso
BL31–34Bāliáo 八髎regione sacrale
DU1Chángqiáng 长强 regione del coccige
SJ6Zhīgōu 支沟Triplice Riscaldatore
BL57Chéngshān 承山gamba
ST37Shàngjùxū 上巨虚Intestino Crasso


Procedura di trattamento

– Trattamento in posizione supina

Il paziente viene posto in decubito supino.

L’operatore si posiziona lateralmente al paziente ed esegue:

Mó sull’addome

Si esegue una manovra di Mó (摩) in senso orario sull’addome utilizzando il palmo della mano.

Durata: circa 5 minuti.

Successivamente viene eseguito Àn-Róu (按揉) sui seguenti punti:

  • Tiānshū (ST25);
  • Zhōngwǎn (RN12);
  • Shénquè (RN8);
  • Qìhǎi (RN6).

Durata: circa 2 minuti.


Trattamento in posizione prona

Il paziente viene quindi posto in decubito prono.

Per circa 2 minuti viene eseguita una manovra di Cā (擦) utilizzando l’eminenza ipotenar, lavorando dalla regione lombare verso il coccige.

Successivamente si esegue Àn-Róu (按揉) sui punti:

  • Píshū (BL20);
  • Shènshū (BL23);
  • Dàchángshū (BL25).

La manovra viene ripetuta più volte su ciascun punto.


Trattamento in posizione seduta

Il paziente viene infine posto in posizione seduta.

Si eseguono:

  • Qiā (掐) — pizzicamento;
  • Róu (揉) — impastamento/manovra circolare;

sui punti:

  • Zhīgōu (SJ6);
  • Shàngjùxū (ST37).

Durata: circa 3 minuti.


Frequenza del trattamento

Il protocollo riportato nel testo prevede:

un trattamento al giorno.

Sei trattamenti costituiscono un ciclo terapeutico.


Sintesi del protocollo

FasePosizioneTecnicaZona/PuntiDurata
1SupinaMóAddome5 min
2SupinaÀn-RóuST25, RN12, RN8, RN62 min
3PronaCāRegione lombare → coccige2 min
4PronaÀn-RóuBL20, BL23, BL25ripetere più volte
5SedutaQiā + RóuSJ6, ST373 min
6——Frequenza1 trattamento/die
7——Ciclo6 trattamenti

Lettura teorica del protocollo

Il protocollo è particolarmente interessante perché non si limita a utilizzare punti locali dell’addome.

La strategia combina infatti addome, dorso, regione sacrale e arto inferiore.

Tiānshū ST25 rappresenta il punto principale della prescrizione in relazione all’Intestino Crasso, mentre Dàchángshū BL25, suo Shu dorsale, permette di lavorare attraverso la regione posteriore.

La presenza di Zhōngwǎn RN12, Shénquè RN8 e Qìhǎi RN6 amplia il trattamento verso la regolazione funzionale del Jiao medio e inferiore.

Sul dorso vengono utilizzati diversi punti Shu:

  • Píshū BL20, collegato alla Milza;
  • Wèishū BL21, collegato allo Stomaco;
  • Gānshū BL18, collegato al Fegato;
  • Dàchángshū BL25, collegato all’Intestino Crasso.

La logica non è quindi esclusivamente quella di “stimolare l’intestino”, ma di intervenire sulla relazione funzionale tra Milza, Stomaco, Fegato, Qi e Intestino Crasso secondo il modello teorico della MTC.

L’inserimento di Zhīgōu SJ6 e Shàngjùxū ST37 completa il trattamento coinvolgendo due punti tradizionalmente utilizzati per favorire il movimento del Qi e la funzione intestinale.


Considerazioni finali

Il trattamento descritto rappresenta un esempio classico dell’approccio Tuina alla stitichezza: prima viene identificato il quadro energetico secondo la diagnosi della MTC, poi vengono scelti principio terapeutico, punti e manipolazioni.

La distinzione tra Eccesso e Deficienza è centrale. Nel primo caso il trattamento tende a disperdere e regolare — soprattutto Calore, Qi stagnante e secchezza — mentre nel secondo tende a sostenere e nutrire — Qi, Sangue e, nei quadri appropriati, Yang.

Dal punto di vista della pratica manuale, il protocollo presenta inoltre una progressione molto chiara:

addome → dorso → arto inferiore,
con l’alternanza di Mó, Àn-Róu, Cā, Qiā e Róu.

È importante ricordare che questa è la spiegazione e il protocollo secondo il modello tradizionale della medicina cinese riportato nel manuale. Nella pratica clinica contemporanea, una stitichezza persistente o di nuova insorgenza richiede anche una valutazione delle possibili cause mediche e dello stile di vita, soprattutto quando sono presenti dolore importante, sangue nelle feci, perdita di peso, anemia, vomito o un cambiamento intestinale significativo.


bibliografia

The English-Chinese Encyclopedia of Practical Traditional Chinese Medicine: 3
by Xu Xiangcai (Editor), You Ke (Editor), Bao Xuequan (Editor), Kang Kai (Editor), Lu Yubin (Editor)



Appendice

I pattern della Medicina Tradizionale Cinese non appartengono alla singola malattia

Anche nel caso della stitichezza, è importante distinguere la condizione clinica dai pattern diagnostici (证, zhèng) attraverso i quali la Medicina Tradizionale Cinese interpreta i sintomi.

La stitichezza non costituisce infatti un unico pattern. Nel capitolo analizzato vengono distinti principalmente quadri di Eccesso e quadri di Deficienza, all’interno dei quali possono essere riconosciute differenti dinamiche patologiche.

Il punto fondamentale è che questi pattern non appartengono esclusivamente alla stitichezza: possono manifestarsi anche in altre condizioni cliniche.


La stitichezza non è il pattern

Nel modello diagnostico della MTC possiamo rappresentare il ragionamento in questo modo:

CONDIZIONE CLINICA → insieme dei segni → identificazione del pattern → principio terapeutico → trattamento

La stitichezza rappresenta quindi la manifestazione clinica, mentre il pattern descrive la configurazione funzionale che, secondo il modello tradizionale, ne sarebbe alla base.

Nel testo vengono descritti, in particolare:

  • Eccesso di Calore;
  • Stagnazione del Qi;
  • Deficienza di Qi;
  • Deficienza di Sangue;
  • Deficienza con Freddo, associata soprattutto alla riduzione dello Yang e della funzione di trasporto e trasformazione.

Questi quadri possono tuttavia comparire anche in altre condizioni.


– Calore ed Eccesso

Nel capitolo sulla stitichezza il quadro di Eccesso comprende:

  • feci secche;
  • urine scarse e scure;
  • volto arrossato;
  • febbre;
  • bocca secca;
  • irrequietezza;
  • addome disteso;
  • lingua rossa con patina gialla e asciutta;
  • polso rapido.

Secondo la MTC, una configurazione di Calore non è specifica della stitichezza.

A seconda della sede e della combinazione dei segni, può essere associata anche a manifestazioni quali:

  • sete intensa;
  • infiammazioni del cavo orale;
  • bruciore epigastrico;
  • alcune forme di cefalea;
  • irritabilità;
  • urine scure e scarse;
  • alcune manifestazioni cutanee.

Il punto importante è quindi che il Calore rappresenta un pattern o una componente del pattern, non una diagnosi equivalente alla stitichezza.


– Stagnazione del Qi

La stitichezza può inoltre essere associata, secondo la MTC, a una difficoltà nel movimento del Qi.

Quando il Qi non circola liberamente, possono comparire:

  • distensione addominale;
  • senso di pienezza;
  • dolore variabile;
  • eruttazioni;
  • alterazioni dell’evacuazione;
  • sensazione di incompleta liberazione.

Una dinamica di Stagnazione del Qi può tuttavia manifestarsi anche al di fuori dell’apparato intestinale.

Lo stesso principio diagnostico può essere utilizzato, a seconda dei segni associati, per interpretare:

  • tensione e distensione toracica;
  • dolore ipocondriaco;
  • irritabilità;
  • disturbi digestivi funzionali;
  • alterazioni associate al ciclo mestruale;
  • sensazione di costrizione o “nodo”.

Ancora una volta:

Stagnazione del Qi ≠ stitichezza.

La stitichezza è una delle possibili manifestazioni attraverso cui questa dinamica può esprimersi.


– Deficienza di Qi

Il testo descrive una forma di stitichezza nella quale la persona presenta:

  • difficoltà nell’evacuazione;
  • feci relativamente scarse;
  • necessità di spingere;
  • stanchezza dopo la defecazione;
  • possibile sudorazione;
  • respiro corto;
  • pallore;
  • astenia;
  • lingua pallida;
  • polso debole.

Questa configurazione viene interpretata come indicativa di Deficienza di Qi.

Ma anche questo pattern non è specifico dell’intestino.

Una Deficienza di Qi può essere associata, nella diagnostica tradizionale, a manifestazioni quali:

  • facile affaticamento;
  • debolezza generale;
  • fiato corto;
  • sudorazione spontanea;
  • ridotta capacità funzionale;
  • voce debole;
  • tendenza alla stanchezza dopo attività relativamente modeste.

La stitichezza rappresenta quindi, in questo contesto, una delle possibili espressioni di una condizione di Deficienza di Qi.


– Deficienza di Sangue e Liquidi

Il testo collega inoltre la stitichezza alla carenza di Qi e Sangue e alla riduzione dei Liquidi corporei (津液, Jīnyè).

Quando i Liquidi non sono sufficienti, secondo il modello tradizionale, l’intestino può perdere la necessaria lubrificazione e le feci possono diventare secche e difficili da espellere.

Anche questa dinamica può manifestarsi in altri distretti.

La carenza di Sangue e Liquidi viene tradizionalmente associata, in determinati contesti, a:

  • secchezza della pelle;
  • secchezza delle mucose;
  • capelli e pelle poco nutriti;
  • vertigini;
  • pallore;
  • alterazioni del ciclo mestruale;
  • lingua pallida o asciutta.

Ancora una volta, quindi, la secchezza delle feci è una manifestazione e non il pattern stesso.


Deficienza e Freddo

Nel testo compaiono inoltre:

  • urine abbondanti e chiare;
  • estremità fredde;
  • dolore freddo ai lombi e alle ginocchia;
  • dolore addominale alleviato dal calore;
  • debolezza;
  • polso debole.

Questa configurazione viene interpretata secondo la MTC come una condizione di Freddo e Deficienza, che può comprendere una debolezza dello Yang.

Anche il concetto di Deficienza di Yang non è specifico della stitichezza.

Può essere utilizzato, nel modello tradizionale, per interpretare combinazioni di:

  • freddolosità;
  • estremità fredde;
  • stanchezza;
  • lombalgia;
  • urine abbondanti e chiare;
  • edema;
  • ridotta capacità funzionale;
  • peggioramento dei sintomi con il freddo.

La stitichezza rappresenta quindi una possibile manifestazione della ridotta funzione di trasformazione e trasporto associata al quadro di Deficienza.


La diagnosi differenziale è il punto centrale

Questa distinzione è fondamentale anche per comprendere il protocollo Tuina proposto nel capitolo.

Non sarebbe corretto trasformare il testo in una semplice formula:

Stitichezza → ST25 + RN12 + RN6 + BL25 + altre tecniche.

La logica diagnostica della MTC è invece:

Stitichezza → raccolta dei segni → differenziazione del pattern → principio terapeutico → scelta dei punti e delle tecniche.

La stessa manifestazione clinica può infatti derivare da meccanismi differenti.

Per esempio:

feci secche

possono essere interpretate, a seconda del quadro complessivo, come conseguenza di:

  • Calore;
  • carenza di Liquidi;
  • Deficienza di Sangue;
  • Deficienza di Yin;
  • altre combinazioni diagnostiche.

Non è quindi il singolo sintomo a determinare il trattamento.


La stessa stitichezza può avere pattern differenti

Questo è particolarmente evidente nel capitolo analizzato.

Due persone possono presentare entrambe stitichezza, ma avere quadri completamente differenti.

Persona A

Feci secche + sete + bocca secca + patina gialla + urine scure + polso rapido.

→ Quadro di Calore/Eccesso

Persona B

Difficoltà a evacuare + stanchezza + pallore + respiro corto + lingua pallida + polso debole.

→ Quadro di Deficienza di Qi

Persona C

Stitichezza + estremità fredde + urine chiare e abbondanti + dolore lombare + miglioramento con il calore.

→ Quadro di Freddo/Deficienza

La manifestazione “stitichezza” è la stessa, ma la strategia terapeutica cambia.


Una conseguenza importante per il Tuina

Questo principio impedisce di trasformare il Tuina in una semplice raccolta di protocolli standardizzati.

Il punto non è soltanto sapere:

quale punto utilizzare per la stitichezza,

ma comprendere:

perché quel punto viene utilizzato in quel determinato quadro.

Nel protocollo del testo, per esempio, l’addome viene trattato con Mó (摩) e Àn-Róu (按揉), mentre vengono coinvolti anche punti dorsali come Dàchángshū BL25 e punti appartenenti alla regione del Jiao medio e inferiore.

La scelta delle tecniche deve essere letta all’interno del principio terapeutico:

  • disperdere e regolare nei quadri di Eccesso;
  • favorire il movimento del Qi;
  • tonificare nei quadri di Deficienza;
  • nutrire e sostenere quando sono coinvolti Sangue e Liquidi;
  • riscaldare nei quadri caratterizzati da Freddo.

In sintesi

La distinzione fondamentale può essere riassunta così:

La stitichezza è una manifestazione clinica.

Il pattern è l’insieme organizzato dei segni attraverso cui la MTC interpreta quella manifestazione.

Di conseguenza:

una stessa stitichezza → pattern differenti → trattamenti differenti

e, viceversa:

uno stesso pattern → manifestazioni differenti → condizioni cliniche differenti.

Questa distinzione è essenziale per comprendere la diagnosi differenziale della MTC e, soprattutto, per evitare di interpretare i protocolli Tuina come ricette fisse associate a una singola malattia.

Il valore didattico del capitolo sulla stitichezza sta quindi non soltanto nell’elenco dei punti e delle manipolazioni, ma soprattutto nel mostrare il passaggio:

manifestazione → differenziazione → principio terapeutico → tecnica.


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