La Prima Difficoltà del Nan Jing: fondamenti teorici della diagnosi del polso

16 Ago , 2026 - MTC,Medicina Orientale

La Prima Difficoltà del Nan Jing: fondamenti teorici della diagnosi del polso

La Prima Difficoltà del Nan Jing (难经 Nán Jīng): fondamenti teorici della diagnosi del polso

Il Nan Jing (难经 Nán Jīng), tradotto come Classico delle Difficoltà, è uno dei testi fondamentali della medicina tradizionale cinese. L’opera è strutturata in forma dialogica, sul modello dei classici attribuiti all’Imperatore Giallo, nei quali una domanda viene posta e una risposta chiarisce un punto teorico considerato complesso o controverso. Le cosiddette “difficoltà” non indicano oscurità dottrinale, bensì questioni sottili che richiedono una spiegazione raffinata.

si compone di : 81 capitoli

1-22 Polso

23-29 Meridiani

30-47 Zang Fu

46-61 Malattia

62-68 Punti

69-81 Zhenjiu

La Prima Difficoltà (第一难 dì yī nán) introduce il tema della diagnosi del polso e ne stabilisce il fondamento teorico. In particolare, affronta una questione cruciale: se tutti i dodici meridiani principali possiedono un polso, per quale motivo la pratica clinica si concentra quasi esclusivamente sulla palpazione del polso al polso radiale?

Il contesto storico della palpazione del polso

Prima della sistematizzazione proposta dal Nan Jing, la valutazione del polso non era limitata a una sola sede. I medici antichi palpavano le pulsazioni in diversi punti del corpo, lungo i meridiani principali. Era possibile rilevare il polso del meridiano del Polmone (肺经 Fèi Jīng) al polso, quello del Cuore (心经 Xīn Jīng) in altre regioni, così come pulsazioni palpabili lungo il meridiano dello Stomaco (胃经 Wèi Jīng) o in prossimità del punto Rene Tre (肾三 Shèn Sān).

La Prima Difficoltà si inserisce in questo contesto e risponde alla domanda sul perché, con il tempo, la diagnosi si sia concentrata quasi esclusivamente su una sede specifica: la regione del polso radiale.

La posizione Cùn-Kǒu e il suo significato

Il testo afferma che la sede chiamata Cùn-Kǒu (寸口 cùn kǒu), comunemente tradotta come “bocca del pollice”, rappresenta un punto di convergenza funzionale dell’intero sistema dei meridiani. Questa regione è attraversata dal meridiano del Polmone, detto anche Hàn Tài (手太阴 Shǒu Tài Yīn), che ha una relazione privilegiata con il Qi (气 ) e con la regolazione del ritmo respiratorio.

Secondo il Nan Jing, tutti i dodici meridiani comunicano indirettamente con questa sede. Per questo motivo, palpando il polso al Cùn-Kǒu è possibile ottenere informazioni globali sullo stato interno dell’organismo, non limitate a un singolo organo o meridiano.

La metafora implicita è quella della finestra o dell’apertura: così come gli occhi permettono di osservare l’esterno, il polso consente di “vedere” le condizioni interne del corpo.

Polso, respiro e circolazione del Qi

Un passaggio centrale della Prima Difficoltà riguarda la relazione tra il movimento del polso e il respiro. Il testo descrive il flusso del Qi e del Sangue (血 Xuè) come intimamente legato all’alternanza di inspirazione ed espirazione. Il polso non è semplicemente una pulsazione meccanica, ma l’espressione del movimento vitale che percorre i vasi.

Il Nan Jing introduce il concetto di periodo (一息 yī xī), inteso come ciclo completo di inspirazione ed espirazione, durante il quale il Qi percorre una determinata distanza nei canali. La continuità di questi cicli, lungo l’arco del giorno e della notte, determina la circolazione completa del Qi nell’organismo.

La circolazione quotidiana del Qi

Il testo afferma che il Qi compie cicli completi attraverso il corpo nell’arco di un giorno e una notte, distinguendo tra il movimento diurno, associato allo Yang (阳 Yáng), e quello notturno, associato allo Yin (阴 Yīn). Durante il giorno, il Qi circola prevalentemente negli strati superficiali, mentre di notte penetra più profondamente, nutrendo gli organi interni.

Questa teoria spiega perché, al termine di ogni ciclo completo di circolazione, il Qi ritorna a incontrarsi nella regione del Cùn-Kǒu. È questa ricorrenza ritmica che rende il polso radiale una sede privilegiata per la diagnosi: qualunque alterazione nel flusso del Qi, dello Yin o dello Yang si riflette inevitabilmente in quel punto.

Significato clinico della Prima Difficoltà

La Prima Difficoltà del Nan Jing non è un semplice testo descrittivo, ma una giustificazione teorica della pratica clinica. Essa chiarisce che la palpazione del polso al Cùn-Kǒu non è una semplificazione arbitraria, bensì il risultato di una profonda comprensione della circolazione del Qi e dell’interconnessione dei meridiani.

In questo senso, il Nan Jing segna una svolta nella storia della medicina cinese: trasforma una pratica diffusa e variabile in un metodo diagnostico sistematico, fondato su principi cosmologici e fisiologici coerenti. La Prima Difficoltà stabilisce così le basi per l’intera arte della diagnosi del polso, che rimane ancora oggi uno degli strumenti centrali della medicina tradizionale cinese.

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