Negli anni Sessanta, il medico e ricercatore nordcoreano Kim Bong-Han propose una delle più radicali interpretazioni anatomiche dei meridiani della medicina tradizionale cinese.
Tra il 1961 e il 1965, Kim sostenne di aver individuato nel corpo animale una rete di sottilissime strutture filamentose che costituivano, secondo la sua interpretazione, la base anatomica del sistema dei meridiani. Nel 1961 presentò a Pyongyang i primi risultati della sua ricerca; nel 1962 pubblicò il primo rapporto e nel 1963 descrisse più dettagliatamente quello che chiamò sistema Bonghan.
Kim distingueva principalmente due strutture:
- i Bonghan ducts (BHD), sottili strutture tubulari;
- i Bonghan corpuscles (BHC), strutture nodali collegate ai dotti.
Secondo Kim, i corpuscoli erano associati ai punti di agopuntura, mentre i dotti costituivano una rete che li collegava. La sua ipotesi era quindi particolarmente ambiziosa: i meridiani non sarebbero stati soltanto una rappresentazione funzionale, ma avrebbero avuto una corrispondenza anatomica materiale.
Kim attribuiva inoltre a queste strutture proprietà biologiche particolari. All’interno dei dotti avrebbe circolato un liquido, da lui denominato Bonghan liquor, contenente particelle chiamate sanal. A queste ultime attribuiva un ruolo nei processi di formazione, rigenerazione e riparazione cellulare.
Un sistema di origine embrionale?
Qui è necessario fare una distinzione.
La ricerca successiva sul Primo Vascular System, nome con cui il sistema Bonghan è stato successivamente ridefinito, ha prodotto l’ipotesi che strutture analoghe possano essere osservate molto precocemente nello sviluppo embrionale. Alcuni ricercatori hanno infatti studiato strutture del PVS nella membrana vitellina dell’embrione e hanno ipotizzato che possano rappresentare un sistema circolatorio primordiale, precedente allo sviluppo completo dei sistemi vascolari sanguigno e linfatico.
È però importante non attribuire automaticamente questa interpretazione a Kim stesso: la teoria dell’origine embrionale/primordiale è soprattutto una successiva elaborazione della ricerca sul PVS.
La teoria scomparve
La vicenda scientifica di Kim è particolarmente interessante anche per la sua storia.
Il suo istituto pubblicò cinque rapporti tra il 1962 e il 1965. Nell’ottobre 1965 l’attività dell’istituto cessò improvvisamente e le successive vicende personali di Kim rimasero a lungo poco documentate. Inoltre, i suoi lavori originali descrivevano in modo insufficiente i metodi utilizzati per visualizzare le strutture. Questo rese estremamente difficile la loro riproduzione indipendente.
Le prime verifiche internazionali produssero risultati contrastanti. Alcuni ricercatori non riuscirono a identificare le strutture descritte da Kim e la teoria venne progressivamente abbandonata dalla ricerca biomedica dominante. Una delle principali critiche era la possibilità che i presunti dotti fossero strutture già conosciute, come vasi linfatici o altri elementi del tessuto connettivo.
La riscoperta
La storia riprese negli anni Duemila.
A partire dal 2002, un gruppo di ricercatori della Seoul National University, guidato da Kwang-Sup Soh, iniziò una nuova ricerca sulle strutture descritte da Kim. Il termine Bonghan duct venne progressivamente sostituito da primo vessel, mentre i Bonghan corpuscles divennero primo nodes; l’intero sistema prese il nome di Primo Vascular System (PVS).
Da allora sono stati pubblicati numerosi studi che descrivono strutture filamentose e nodulari in diversi animali, sulla superficie degli organi, all’interno di vasi sanguigni e linfatici e, in alcuni studi, anche in strutture del sistema nervoso centrale. Sono state inoltre riportate osservazioni su tessuti umani, tra cui cordone ombelicale e placenta.
Tuttavia, non è corretto dire che la teoria di Bonghan sia oggi definitivamente dimostrata. La relazione tra queste strutture e i meridiani dell’agopuntura rimane controversa e non esiste un consenso anatomico che identifichi il PVS come il substrato dei meridiani tradizionali. Alcune revisioni sottolineano esplicitamente che i risultati sono ancora conflittuali e che la corrispondenza con la rete dei meridiani non è stata dimostrata.
Il valore storico della teoria di Kim sta quindi soprattutto nell’aver posto, già negli anni Sessanta, una domanda estremamente precisa:
se i meridiani hanno una realtà biologica, quale struttura anatomica li rappresenta?
La ricerca sul PVS rappresenta uno dei tentativi più singolari di rispondere sperimentalmente a questa domanda.
Dalla teoria alla verifica sperimentale
Il problema, però, era tutt’altro che risolto.
La ricerca di Kim Bong-Han presentava un limite enorme: i suoi risultati erano difficili da riprodurre. Nei cinque rapporti pubblicati tra il 1962 e il 1965 erano presenti fotografie, disegni e descrizioni delle strutture, ma mancavano informazioni sufficientemente dettagliate sui materiali e sui procedimenti sperimentali. Per questo, dopo la scomparsa di Kim e la chiusura del suo istituto nel 1965, la ricerca sul suo sistema si interruppe quasi completamente.
Questo è un punto importante: la teoria non venne semplicemente “confutata”. Il problema fu anche che non era possibile verificarla facilmente.
Le strutture descritte da Kim erano estremamente sottili, trasparenti e difficili da distinguere dai tessuti circostanti. Alcuni tentativi di riproduzione non ebbero successo e, per decenni, il sistema Bonghan rimase ai margini della ricerca scientifica.
La riscoperta
La storia cambia nel 2002, quando un gruppo di ricercatori della Seoul National University, guidato da Kwang-Sup Soh, riprese sistematicamente il lavoro di Kim Bong-Han utilizzando tecniche e strumenti moderni.
Le strutture vennero nuovamente osservate in diversi tessuti e organi degli animali da laboratorio. I ricercatori iniziarono però a utilizzare una terminologia diversa: i Bonghan ducts furono chiamati primo vessels, mentre i Bonghan corpuscles divennero primo nodes.
L’intero sistema venne quindi denominato:
Primo Vascular System (PVS).
La scelta di un nuovo nome aveva anche lo scopo di separare la ricerca contemporanea dalla formulazione originale di Kim e di presentare il fenomeno come un possibile sistema anatomico da studiare con gli strumenti della biologia moderna.
E l’origine embrionale?
È proprio qui che la teoria diventa particolarmente interessante.
Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che il PVS possa rappresentare una struttura molto precoce dello sviluppo dell’organismo, una sorta di sistema primordiale dal quale, durante lo sviluppo embrionale, si sarebbero poi organizzati altri sistemi biologici.
Questa interpretazione è stata sviluppata soprattutto nella ricerca successiva e non deve essere presentata come un fatto già dimostrato.
Il concetto di un PVS primordiale è infatti un’ipotesi interpretativa: alcuni lavori hanno cercato strutture riconducibili al sistema in tessuti embrionali e nella membrana vitellina, mentre altri hanno proposto modelli nei quali il PVS avrebbe una relazione precoce con lo sviluppo vascolare e nervoso.
È quindi necessario distinguere:
Kim Bong-Han → descrizione di una rete anatomica che egli riteneva collegata ai meridiani
da
ricerca successiva → ipotesi sul significato biologico ed embrionale di quella rete.
Ma il PVS è davvero il sistema dei meridiani?
Questa è la domanda decisiva.
La risposta, allo stato attuale, deve essere prudente:
non è stato dimostrato che il Primo Vascular System sia l’anatomia dei meridiani dell’agopuntura.
Esistono studi che hanno riportato strutture compatibili con la descrizione di Kim e che hanno cercato di stabilire una relazione con i meridiani. Esistono inoltre numerose pubblicazioni dedicate alla fisiologia, alla composizione cellulare e alla distribuzione del PVS.
Ma il passaggio:
“abbiamo trovato il PVS” → “abbiamo trovato i meridiani”
non è stato scientificamente dimostrato.
Anzi, la letteratura stessa mostra posizioni differenti. Alcuni ricercatori considerano il PVS un candidato molto interessante per spiegare almeno alcuni aspetti anatomici dei meridiani; altri sottolineano che la corrispondenza non è ancora sufficientemente stabilita.
Una questione ancora aperta
Ed è forse proprio questo l’aspetto più interessante della vicenda.
La teoria di Kim Bong-Han non può essere semplicemente liquidata come una curiosità degli anni Sessanta, perché una parte della sua descrizione è stata successivamente ripresa attraverso nuove tecniche sperimentali.
Ma non può neppure essere presentata come la dimostrazione scientifica dell’esistenza anatomica dei meridiani.
Tra queste due posizioni esiste uno spazio molto più interessante:
una ricerca anatomica iniziata negli anni Sessanta, interrotta per decenni, ripresa con strumenti moderni e ancora oggi oggetto di discussione.
È proprio questo che rende la vicenda Bonghan particolarmente significativa nella storia della ricerca sui meridiani.
Non dimostra che la medicina tradizionale cinese avesse già trovato, duemila anni fa, una descrizione anatomica equivalente a quella della medicina moderna.
Ma pone una domanda che rimane aperta:
quando gli antichi descrivevano una rete di connessioni attraverso il corpo, stavano rappresentando soltanto un modello funzionale oppure avevano intercettato, attraverso l’osservazione clinica, qualcosa che possiede anche una corrispondenza biologica?
A questa domanda la ricerca sul Primo Vascular System non ha ancora dato una risposta definitiva.
Ed è forse proprio per questo che vale la pena conoscerla.
Bibliografia essenziale
Kim B.H.
- Kim B.H. (1962), Study on the Reality of Acupuncture Meridian, Journal of Jo Sun Medicine, 9, pp. 5–13.
- Kim B.H. (1963), On the Acupuncture Meridian System, Journal of Jo Sun Medicine, 90, pp. 6–35.
- Kim B.H. (1965), The Kyungrak System, Journal of Jo Sun Medicine, 108, pp. 1–38.
- Kim B.H. (1965), The Sanal Theory, Journal of Jo Sun Medicine, 108, pp. 39–62.
Studi moderni
- Soh K.S. et al. (2013), 50 Years of Bong-Han Theory and 10 Years of Primo Vascular System, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine.
- Lee B.-C., Akers W.J., Jing X. et al. (2013), Primo Vascular System: Past, Present, and Future, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine.
- Vodyanoy V., Gagua A., Pustovoyt V. et al. (2015), Primo-Vascular System as Presented by Bong Han Kim, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine.
- Stefanov M. et al. (2013), The Primo Vascular System as a New Anatomical System, Journal of Acupuncture and Meridian Studies, 6(6), 331–338.
- Chikly B., Roberts P., Quaghebeur J. (2016), Primo Vascular System: A Unique Biological System Shifting a Medical Paradigm, Journal of the American Osteopathic Association, 116(1), 12–21.
Sitografia
- PubMed – Primo Vascular System as a New Anatomical System: scheda bibliografica PubMed
- PMC – 50 Years of Bong-Han Theory and 10 Years of Primo Vascular System: articolo completo
- PMC – Primo Vascular System: Past, Present, and Future: articolo completo
- J-STAGE – discussione storica della teoria Bonghan: J-STAGE
Videografia
Bonghan System / Primo Vascular System, perché molta documentazione online utilizza la denominazione moderna PVS anziché Bonghan.
Un buon punto di partenza è la ricerca video:
YouTube – Bonghan Kim / Primo Vascular System
Sono particolarmente interessanti anche i materiali che mostrano direttamente le strutture filamentose osservate al microscopio: esistono infatti documentazioni video di primo-vessels visualizzati mediante microscopia confocale.